Ivass apre il dossier su unit e tradizionali

di Anna Messia
Per consentire al settore assicurativo di contribuire al rilancio dell’economia italiana (facendo leva sui 900 miliardi di euro di investimenti) e fornire sostegno a famiglie e imprese nel mondo del post-Covid servono interventi normativi europei e nazionali. Lo ha sottolineato il presidente di Ivass e direttore generale di Bankitalia Daniele Franco nel corso del convegno web Itinerari Previdenziali. «Il principale snodo è Solvency II, attualmente in fase di revisione», ha spiegato Franco, ma serve anche: «un rafforzamento della cooperazione tra settore pubblico e privato nella gestione dei rischi, in particolare per quelli di portata catastrofica; innovazioni nei prodotti e nei processi; utilizzo di nuove tecnologie e sviluppo della cultura assicurativa». Temi sui quali l’Ivass è pronta a confrontarsi con il mercato e in qualche caso il confronto è già in corso, come sottolineato anche dalla presidente di Ania Maria Bianca Farina. L’Ivass è pronta a rivedere la disciplina delle polizze unit linked (collegate a fondi d’investimento), anche per intervenire sui vincoli che non consentono oggi al mercato di offrire i Pir assicurativi che potranno favorire l’afflusso di risorse verso il sistema produttivo. E resta aperta la riflessione sulle gestioni separate, «vagliando attentamente, anche nell’ottica di tutela degli assicurati, le richieste di maggior flessibilità avanzate dall’industria», ha spiegato il presidente dell’istituto di controllo assicurativo. Dal canto loro le compagnie sono pronte all’azione. «Come principale investitore italiano che catalizza oltre il 18 per cento del risparmio degli italiani ed il 61 per cento di quello raccolto dagli investitori istituzionali ci aspettiamo di contribuire attivamente alla declinazione del piano di rilancio», ha dichiarato Farina, aggiungendo che«siamo convinti che si potrebbe pensare da parte dello Stato di favorire l’afflusso di capitali privati, con offerte di garanzia da parte del sistema pubblico su progetti che siano a più alto rischio, in modo da raccogliere rendimenti di mercato». (riproduzione riservata)

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