Houston Rockets, il primo team NBA a fare causa al proprio assicuratore per copertura COVID-19

Gli Houston Rockets sono il primo team della lega di basket americana NBA a intentare una causa nei confronti del proprio assicuratore, la Affiliated FM Insurance Company, accusata di aver negato l’indennizzo di una polizza. Secondo quanto riportato da Bloomberg si parla di un indennizzo di 400 milioni di dollari legato alle perdite della società causate dal Covid-19.

I proprietari della squadra dove gioca il celebre James “barba” Harden hanno pagato oltre 700.000 dollari di premi annuali per una copertura di business interruption e hanno segnalato il sinistro legato ai mancati introiti conseguenti al blocco del campionato NBA per via dell’emergenza Covid-19. La compagnia ha però rifiutato la richiesta di indennizzo e per far valere i propri diritti gli Houston Rockets hanno deciso di intentare causa contro la Affiliated FM Insurance Company nel Rhode Island. Insomma, la questione delle polizze di business interruption che non coprono le perdite causate da pandemia è sbarcata anche nel mondo dorato della National Basketball Association. In generale, questo tipo di soluzione correlata alle epidemie ha smesso di essere offerta nel 2016 in seguito alle Olimpiadi estive di quell’anno in Brasile, in seguito all’esplosione dell’epidemia Zika. Per questo motivo, alcune aziende hanno iniziato a citare il forzato lockdown deciso dal governo e non la pandemia come causa scatenante delle perdite subite. E questa potrebbe essere la strategia che anche gli Houston Rockets intendono utilizzare, con quali risultati non è al momento possibile fare previsioni.

Nel frattempo, dopo la sospensione il campionato NBA riprende proprio in queste ore. Uno dei problemi maggiori è sicuramente legato al rischio infortuni.

Dopo esser rimasti fermi per un lungo periodo, non sarà facile per i giocatori ritrovare fin dal via la massima intensità. Il rischio di forzare troppo è dietro l’angolo, specialmente per coloro che sono abituati a stare in campo oltre trenta minuti a partita.

Diversi giocatori, soprattutto i più giovani in procinto di firmare contratti ricchissimi al termine della stagione, hanno richiesto nelle scorse settimane una copertura assicurativa per gli infortuni.

Polizza sottoscritta recentemente dalla NBA e che coprirà tutti i “career-ending injury” che dovessero verificarsi nella fase finale della stagione.