Nel corso del 2019 le Regioni hanno complessivamente incassato per i ticket sanitari 2.935,8 milioni (48,6 euro pro capite), di cui 1.581,8 milioni (26,2 euro pro capite) per farmaci e 1.354 milioni (22,4 pro capite) per prestazioni specialistiche, incluse quelle di pronto soccorso. È quanto emerge dal report dell’Osservatorio GIMBE “Ticket 2019” che utilizza i dati della Corte dei conti e dell’Agenzia del farmaco.

Nel 2019 i ticket sono diminuiti di 32,2 milioni, di cui 5 per le prestazioni specialistiche e 27,2 milioni per i farmaci.

Dall’analisi emergono notevoli differenze regionali relative sia all’importo totale della compartecipazione alla spesa, sia alla ripartizione tra farmaci e prestazioni specialistiche.

La quota pro capite per i ticket oscilla da 33,5 euro in Sardegna a 90,8 euro in Valle d’Aosta, mentre per i farmaci l’importo varia da 15,3 euro in Piemonte a 36,4 euro in Campania e per la specialistica da 8,5 euro in Sicilia a 65,3 euro in Valle d’Aosta.

Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, osserva che “Un dato di estremo interesse emerge dallo spacchettamento dei ticket sui farmaci, che include la quota fissa per ricetta e la differenza pagata dai cittadini che preferiscono il farmaco di marca all’equivalente”. Nel 2019 dei 1.581,8 milioni spesi per il ticket sui farmaci, solo il 29% è quota fissa per ricetta (459,3 milioni pari a 7,6 euro pro capite), mentre il differenziale pagato per i farmaci griffati ammonta a 1.122,5 milioni (18,6 euro pro capite). Una cifra pari al 38,2% della compartecipazione alla spesa sanitaria e al 71% di quella per i farmaci.

Nata per moderare i consumi – afferma Nino Cartabellotta, – la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria ha finito per costituire un rilevante capitolo di entrata per le Regioni in un’epoca caratterizzata da un definanziamento della sanità pubblica senza precedenti. Nel periodo 2014-2019 l’entità complessiva della compartecipazione alla spesa sanitaria si è mantenuta relativamente stabile, ma abbiamo assistito a una sua progressiva ricomposizione. Infatti, rispetto al 2014, quando gli importi dei ticket per farmaci e prestazioni specialistiche erano sovrapponibili, nel 2019 quelli per le prestazioni si sono ridotti del 6,5% mentre sono aumentati quelli per i farmaci (+10,1%)”.

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