Azimut, 143 milioni di utile netto nei sei mesi

di Valerio Testi
Nel semestre i ricavi consolidati di Azimut sono stati pari a 476 milioni (da 485,9 nel 2019) con un utile netto pari a 143 milioni (da 171). Il totale delle masse gestite a fine giugno raggiunge 42,9 miliardi; il dato comprensivo del risparmio amministrato e gestito da case terze direttamente collocato arriva a 55,4 miliardi. La raccolta netta nei primi sei mesi dell’anno è stata di 1,8 miliardi, di cui oltre il 50% dal business italiano e il rimanente dall’estero, che rappresenta il 27%. La pfn consolidata a fine giugno risultava negativa per circa 84 milioni, in leggero aumento dai -74,7 di fine giugno 2019. Nel semestre sono stati pagati dividendi per 137 milioni cash, è stato completato un buyback per 44 milioni e fatti investimenti per lo sviluppo estero per 56 milioni. La pfn include anche versamenti per 41 milioni per acconti d’imposta, bollo virtuale e riserve matematiche. Per il presidente Pietro Giuliani, «i primi sei mesi dell’anno sono stati condizionati dall’emergenza sanitaria che ha colpito il mondo di fronte alla quale il gruppo ha saputo reagire prontamente e a più livelli riuscendo, anche in un contesto profondamente incerto, a conseguire solidi risultati. Nel semestre abbiamo anche rispettato tutti gli impegni presi con gli azionisti distribuendo un dividendo di 1 euro per azione (per un cash out complessivo di 137 milioni) e completando buybacks per 44 milioni. Con l’utile del primo semestre siamo in linea per centrare l’obbiettivo di raggiungere 300 milioni di utile netto nel 2020 che ci eravamo prefissati a inizio anno. Ieri abbiamo anche annunciato la prima acquisizione nel settore degli alternativi negli Stati Uniti, sancendo l’impegno di lungo termine e unendo le forze con Kennedy Lewis, società di private credit fondata da professionisti di primissimo livello. La forza del nostro modello di business integrato include competenze interne di gestione, derivanti dall’apporto di oltre 100 professionisti sparsi nei nostri diversi hub internazionali e una rete di consulenti finanziari composta da oltre 1.800 colleghi in Italia, oltre a diversi partners all’estero. Abbiamo saputo cogliere opportunità del momento presentando ai nostri clienti soluzioni come il club deal per partecipare a una delle maggiori operazioni di private investment in Inwit.»

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