Al terzo posto per frodi

di Antonio Giordano
Sono stati 3.724 i casi di frode relativi al furto di identità e utilizzo illecito di dati personali rilevati in Sicilia nel corso del 2019, un dato che posiziona l’Isola al terzo posto nazionale alle spalle di Campania e Lombardia. Lo dice l’Osservatorio sulle Frodi Creditizie realizzato da Crif-MisterCredit evidenzia che nel 2019 in Italia i casi rilevati siano stati oltre 32.300 per un danno stimato che complessivamente supera i 150 milioni di euro. Con il furto di identità e il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari lo scopo è quello di ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene. In Sicilia la provincia con più casi è Palermo (1.020) quinta a livello nazionale, seguita da Catania, con 842 (sesta posizione) e da Siracusa, con 433. La finalità, nella maggior parte dei casi è relativa all’acquisto di beni e servizi (circa 50%), seguiti dalle frodi sulle carte di credito (con il 30,7%) e da quelle sui prestiti personali, che arrivano a spiegare il 9,2% del totale. Per quanto concerne l’importo dei finanziamenti ottenuti in modo fraudolento, la media complessiva risulta pari a circa 4.650 euro, con la maggioranza delle vittime che sono uomini (61,2% dei casi). Infine, dallo studio condotto dall’Osservatorio Crif-MisterCredit è emerso che la metà delle frodi scoperte entro 6 mesi riguardava finanziamenti di importo inferiore ai 5 mila euro mentre per quelli con valore superiore ai 10 mila euro in un caso su 4 servono oltre 5 anni. «Quello delle frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità è un fenomeno in continua evoluzione, con le organizzazioni criminali che si avvalgono di tecniche sempre più sofisticate», ha commentato Beatrice Rubini, direttore della linea Mister Credit di Crif, «questo determina anche un costante incremento del numero dei casi, cresciuti in modo significativo anche nel 2019 e nei primi mesi del 2020. Solamente a marzo e aprile si è registrata una battuta d’arresto, chiaramente riconducibile alle misure disposte per mitigare la diffusione della pandemia da Covid-19 con la conseguente chiusura di moltissimi esercizi commerciali. Non è però assolutamente il caso di abbassare la guardia perché, con la ripresa della normale operatività, è probabile che i casi tornino a crescere. Per altro, in questi mesi caratterizzati dal lockdown un numero crescente di persone ha fatto ricorso all’e-commerce e questo ha determinato un’impennata di frodi perpetrate sulle carte di credito. Spesso la vulnerabilità alle frodi è accresciuta da comportamenti a rischio delle vittime, ad esempio con la disinvolta pubblicazione sul web e sui social di dati anagrafici e identificativi o informazioni personali che possono essere utilizzate dalle organizzazioni criminali per ricostruire false identità. Per questo è indispensabile che i consumatori pongano la massima attenzione per proteggere adeguatamente la propria identità digitale, attivino un sms di allerta per controllare le transazioni con la carta di credito e sistemi che avvisano tempestivamente nel caso i dati personali vengono utilizzati per chiedere un finanziamento o se stanno indebitamente circolando sul web». (riproduzione riservata)
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