In aula il ddl sulla sicurezza degli operatori sanitari

Minacciare o aggredire operatori sanitari sarà un’aggravante di reato. Chi lo farà rischierà fino a 16 anni di carcere. Se si manifesteranno casi di violenza, scatterà la denuncia d’ufficio anche senza la querela della persona offesa. Il tutto con sullo sfondo l’istituzione di un Osservatorio nazionale dedicato al fenomeno. È quanto previsto dal disegno di legge «disposizioni in materia di sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie» (Atto senato n. 867A) approvato dalla commissione igiene e sanità di palazzo Madama dopo quasi un anno (il testo era stato presentato in commissione lo scorso ottobre). L’articolo 1 del ddl stabilisce che con decreto del ministero della salute, da emanare entro tre mesi dall’entrata in vigore del ddl, verrà istituto presso il ministero della salute l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie. L’Osservatorio sarà composto da esponenti delle regioni, un rappresentante dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), componenti dei ministeri dell’interno, della giustizia, della difesa e del lavoro, degli ordini professionali e delle associazioni tra pazienti. La partecipazione all’Osservatorio non prevede la corresponsione di alcuna indennità o rimborso spesa. All’organo verranno assegnati i seguenti compiti: monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni di medici e operatori sanitari, promuovere sudi e analisi per la definizione di proposte nonché la diffusione delle buone prassi in materia di sicurezza e monitorare l’attuazione delle misure di prevenzione già in atto. Ogni anno, entro il 31 marzo, il ministero dovrà trasmettere una relazione alle camere sull’operato dell’Osservatorio. L’articolo 2 aumenta le pene per chi commette le violenze; in particolare, gli operatori sanitari vengono assimilati ai pubblici ufficiali durante le manifestazioni sportive: infatti, chi opera una violenza nei confronti di questi soggetti rischia, per effetto dell’articolo 583-quater del codice penale, una condanna che va dai quattro ai sedici anni. L’ipotesi aggravante viene quindi estesa anche ai professionisti sanitari. L’articolo 3, invece, va a modificare l’articolo 61 del codice penale (circostanze di aggravanti comuni), includendo tra queste le violenze o le minacce rivolte a medici ed operatori nell’esercizio delle loro funzioni. L’articolo 4, infine, interviene sull’aspetto della procedibilità, disponendo la denuncia d’ufficio per i casi di violenza che si verificheranno. «Ringrazio la commissione per il lavoro svolto e mi auguro che il testo, in sede redigente, possa approdare presto in aula per la sua approvazione», è il commento del presidente della commissione igiene e sanità del senato Pierpaolo Sileri.
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