Rischi speciali, non solo auto Cattolica allarga il business

Dalle polizze auto all’assicurazione di missioni spaziali, aerei, grandi eventi, oppure contro i pericoli legati al clima o i sempre più diffusi attacchi informatici. Il gruppo veronese Cattolica sta cambiando pelle. Accanto alle tradizionali coperture per famiglie e piccole imprese, punta con decisione e con risultati positivi sulla nuova frontiera dell’industria assicurativa, quella dei «rischi speciali», cioè non convenzionali. Lo sviluppo di questa nuova linea di business è previsto dal Piano industriale 2018-2020 in modo da riequilibrare il portafoglio (che in passato era eccessivamente sbilanciato verso il settore auto), e ha visto anche l’avvio di joint venture con alcune banche, per la vendita presso gli sportelli di polizze danni non auto.

«Nel settore dei rischi speciali Cattolica ha deciso di entrare in un ambito non presidiato da altri operatori italiani – spiega Nazareno Cerni, vice-direttore generale e direttore danni non auto di Cattolica – la maggior parte delle compagnie italiane di tipo generalista non è presente e in moltissimi casi bisogna rivolgersi ai mercati assicurativi di altri paesi, in particolare quello dei Lloyd’s. In questi settori non esistono prodotti standard, ma soluzioni assicurative che vengono adottate su misura per il singolo cliente e che richiedono una tariffazione particolarmente accurata. Vi sono ottime prospettive di sviluppo, soprattutto in alcuni filoni, e i nostri primi risultati lo stanno dimostrando».
L’operazione rischi speciali ha preso le mosse nell’ottobre scorso, quando Cattolica ha acquisito la compagnia di riassicurazione Cp-Bk Reinsurance. La società, poi ribattezzata Cattre, ha sede in Lussemburgo, e questo permette di ottenere un rating ottimale senza le incertezze dovute al rischio Italia. Cattre riassicura i premi raccolti dalle diverse Mga (Managing general agencies), cioè agenzie generali di sottoscrizione con competenze specialistiche, che verranno costituite o acquisite nei vari settori di attività.
«Si tratta di un modello operativo piuttosto diffuso in alcuni paesi e anche nel mercato dei Lloyd’s – spiega Cerni -e offre grandi vantaggi sul piano della flessibilità. Le Mga possono concentrarsi nell’attività commerciale e nella sottoscrizione dei rischi, e la remunerazione del personale è legata in buona parte al buon andamento tecnico del loro portafoglio. Dall’altra parte possono contare sulle competenze e sulle funzioni aziendali di Cattolica».
Acquisizioni
Nei mesi scorsi il gruppo veronese ha acquisito due Mga, Satec e Meteotec. La prima, nata nel 1993, è la prima stata la prima agenzia assicurativa plurimandataria, che opera cioè per conto di varie compagnie, ed è specializzata nella sottoscrizione di rischi spaziali e aviazione. Satec fornisce coperture che seguono l’intera vita di un satellite, dal pre-lancio sino alla vita operativa in orbita. Nel corso degli anni ha poi allargato l’attività ad altre aree come l’aviazione, e il contingency: sono le soluzioni assicurative su misura che proteggono dalle perdite economiche causate da calamità naturali, cancellazione di eventi, rischi politici, infortuni sportivi o assicurazione di opere d’arte. L’altra Mga, Meteotec, invece, opera nel settore dei rischi meteorologici. In parallelo, sono state acquisite altre due società, Qubo e Ars.
«Vogliamo avviare nuove linee di attività – sottolinea spiega Cerni – in aree come la mobilità, per esempio con soluzioni che assicurino contro ritardi o mancate partenze di aerei o treni, e poi il cyber crime: i rischi informatici rappresentano un problema crescente non solo per le aziende, ma anche per le famiglie. Le prospettive di sviluppo, invece, sono meno brillanti in altre aree più «tradizionali» come il property (danni ai beni, ndr) e il marine, cioè i trasporti marittimi». Un settore, quest’ultimo, che Cerni conosce bene: prima di passare a Cattolica, ha guidato infatti la Siat, compagnia specializzata del gruppo UnipolSai.
A nove mesi dall’avvio, qual è il primo bilancio dell’attività di Cattolica nei rischi speciali? «I risultati sono positivi e complessivamente in linea con le aspettative – risponde Cerni -. Il gruppo si sta conquistando la posizione riconosciuta di operatore competente e credibile per questi rischi particolari, con soluzioni tecniche innovative. I premi sono un po’ sotto ai 40 milioni di euro previsti per il primo anno di attività, mentre sul piano dei risultati è andata molto meglio delle aspettative: il risultato registra un utile doppio rispetto alle attese. Il bilancio, insomma, è molto positivo».

Dalle polizze auto all’assicurazione di missioni spaziali, aerei, grandi eventi, oppure contro i pericoli legati al clima o i sempre più diffusi attacchi informatici. Il gruppo veronese Cattolica sta cambiando pelle. Accanto alle tradizionali coperture per famiglie e piccole imprese, punta con decisione e con risultati positivi sulla nuova frontiera dell’industria assicurativa, quella dei «rischi speciali», cioè non convenzionali. Lo sviluppo di questa nuova linea di business è previsto dal Piano industriale 2018-2020 in modo da riequilibrare il portafoglio (che in passato era eccessivamente sbilanciato verso il settore auto), e ha visto anche l’avvio di joint venture con alcune banche, per la vendita presso gli sportelli di polizze danni non auto.
«Nel settore dei rischi speciali Cattolica ha deciso di entrare in un ambito non presidiato da altri operatori italiani – spiega Nazareno Cerni, vice-direttore generale e direttore danni non auto di Cattolica – la maggior parte delle compagnie italiane di tipo generalista non è presente e in moltissimi casi bisogna rivolgersi ai mercati assicurativi di altri paesi, in particolare quello dei Lloyd’s. In questi settori non esistono prodotti standard, ma soluzioni assicurative che vengono adottate su misura per il singolo cliente e che richiedono una tariffazione particolarmente accurata. Vi sono ottime prospettive di sviluppo, soprattutto in alcuni filoni, e i nostri primi risultati lo stanno dimostrando».
L’operazione rischi speciali ha preso le mosse nell’ottobre scorso, quando Cattolica ha acquisito la compagnia di riassicurazione Cp-Bk Reinsurance. La società, poi ribattezzata Cattre, ha sede in Lussemburgo, e questo permette di ottenere un rating ottimale senza le incertezze dovute al rischio Italia. Cattre riassicura i premi raccolti dalle diverse Mga (Managing general agencies), cioè agenzie generali di sottoscrizione con competenze specialistiche, che verranno costituite o acquisite nei vari settori di attività.
«Si tratta di un modello operativo piuttosto diffuso in alcuni paesi e anche nel mercato dei Lloyd’s – spiega Cerni -e offre grandi vantaggi sul piano della flessibilità. Le Mga possono concentrarsi nell’attività commerciale e nella sottoscrizione dei rischi, e la remunerazione del personale è legata in buona parte al buon andamento tecnico del loro portafoglio. Dall’altra parte possono contare sulle competenze e sulle funzioni aziendali di Cattolica».
Acquisizioni
Nei mesi scorsi il gruppo veronese ha acquisito due Mga, Satec e Meteotec. La prima, nata nel 1993, è la prima stata la prima agenzia assicurativa plurimandataria, che opera cioè per conto di varie compagnie, ed è specializzata nella sottoscrizione di rischi spaziali e aviazione. Satec fornisce coperture che seguono l’intera vita di un satellite, dal pre-lancio sino alla vita operativa in orbita. Nel corso degli anni ha poi allargato l’attività ad altre aree come l’aviazione, e il contingency: sono le soluzioni assicurative su misura che proteggono dalle perdite economiche causate da calamità naturali, cancellazione di eventi, rischi politici, infortuni sportivi o assicurazione di opere d’arte. L’altra Mga, Meteotec, invece, opera nel settore dei rischi meteorologici. In parallelo, sono state acquisite altre due società, Qubo e Ars.
«Vogliamo avviare nuove linee di attività – sottolinea spiega Cerni – in aree come la mobilità, per esempio con soluzioni che assicurino contro ritardi o mancate partenze di aerei o treni, e poi il cyber crime: i rischi informatici rappresentano un problema crescente non solo per le aziende, ma anche per le famiglie. Le prospettive di sviluppo, invece, sono meno brillanti in altre aree più «tradizionali» come il property (danni ai beni, ndr) e il marine, cioè i trasporti marittimi». Un settore, quest’ultimo, che Cerni conosce bene: prima di passare a Cattolica, ha guidato infatti la Siat, compagnia specializzata del gruppo UnipolSai.
A nove mesi dall’avvio, qual è il primo bilancio dell’attività di Cattolica nei rischi speciali? «I risultati sono positivi e complessivamente in linea con le aspettative – risponde Cerni -. Il gruppo si sta conquistando la posizione riconosciuta di operatore competente e credibile per questi rischi particolari, con soluzioni tecniche innovative. I premi sono un po’ sotto ai 40 milioni di euro previsti per il primo anno di attività, mentre sul piano dei risultati è andata molto meglio delle aspettative: il risultato registra un utile doppio rispetto alle attese. Il bilancio, insomma, è molto positivo».

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