RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 30/07/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

logo_mf

4Aim sicaf, focalizzata su investimenti in società quotate e quotande su Aim Italia e quotata a sua volta, ha ricevuto proposte irrevocabili di sottoscrizione da investitori per 36.900 azioni al prezzo di 500 euro ciascuna (pari al prezzo di ipo) per complessivi 18,45 milioni. Tra questi, gli investitori che verranno a detenere una partecipazione superiore al 5% del capitale sono Fondazione E.N.P.A.I.A (Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura), che ha sottoscritto 14.500 azioni per un totale di 7,25 milioni; Inpgi (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani), che ha sottoscritto 8 mila azioni per un controvalore di 4 milioni; Fondo Pensione Nazionale Bcc/Cra, che ha sottoscritto 12.400 azioni per un controvalore di 6,2 milioni.
Anima ha approvato i risultati consolidati per il primo semestre 2019. La raccolta netta del gruppo nel primo semestre è stata negativa per 0,5 miliardi escluse le deleghe assicurative di ramo I; il totale delle masse gestite a fine semestre è di 180,6 miliardi, +4% rispetto a fine dicembre. Le commissioni nette di gestione hanno raggiunto 141,1 milioni (+1%); quelle di incentivo sono state pari a 9,6 milioni (18 milioni nel primo semestre 18). I ricavi totali si sono attestati a 162,5 milioni (-4% sul primo semestre 2018, interamente attribuibile al minor contributo delle commissioni di incentivo). L’utile netto normalizzato è stato 79 milioni (-9%).

L’auto Zhigulì, prodotta da Lada-Vad, continua a circolare sulle strade della Federazione Russa e nei Paesi ex Urss
La Zhigulì è un emblema dell’Unione sovietica a quattro ruote, un po’ come la Fiat 500 è il simbolo del boom economico italiano. La popolare auto prodotta dalla Lada-Vaz nel quartier generale di Togliatti, la città russa sul Volga dedicata al leader comunista italiano, è un pezzo da collezione anche se sulle strade della Federazione continuano a circolare assieme alle Moskvich, Uaz, Volga. In totale parliamo di circa 2,5 milioni di veicoli di sovietica memoria, cioè vetture immatricolate prima del 1992. Il dato è stato diffuso ieri da Autostat, agenzia sul mercato automobilistico russo, che in un report ha fotografato la dimensione del parco auto sovietico nella Federazione. Yandex, il Google russo, sta lavorando sodo sui veicoli a guida autonoma. A giugno il colosso dell’Ict ha testato le sue prime cinque auto senza pilota sulle strade di Mosca e, come ha riportato l’agenzia Tass, altre dozzine di vetture a guida autonoma sono in attesa di ricevere il via libera per essere testate in altre parti della Russia. Entro la fine dell’anno, ha spiegato la società, Yandex punta a mettere in strada più di 100 veicoli a guida autonoma sulle strade di Mosca e in altre aree di prova in Russia.
Il contribuente che percepisce redditi di fonte estera corrisposti da compagnie di assicurazione non residenti in Italia, direttamente e senza un sostituto d’imposta, è tenuto ad applicare in dichiarazione dei redditi l’imposta sostitutiva o optare per il regime di tassazione ordinaria al fine di fruire del credito d’imposta per le imposte pagate all’estero. Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate nella risposta n. 300 del 23 luglio 2019 sulle polizze assicurative di compagnie non residenti. Il contribuente deve indicare in dichiarazione, nel quadro RM del modello Redditi Persone Fisiche 2019, l’ammontare del reddito al lordo delle eventuali ritenute subite con applicazione dell’aliquota vigente nei periodi di maturazione, sulla base di quanto certificato dalla compagnia assicuratrice erogante.

  • Risparmio gestito, commissioni alte e non legate alle performance
L’imprevedibilità, così come i rapidi e improvvisi capovolgimenti di fronte sono la normalità e rappresentano in fondo il sale dei mercati finanziari. Per questo motivo non stupisce come al 2018, annus horribilis per quasi ogni tipologia di investimento, si sia succeduto uno dei semestri migliori della storia e un rimbalzo altrettanto generalizzato e diffuso. Un fenomeno al quale si fatica a fare l’abitudine è invece costituito dal fatto che nelle due fasi speculari appena ricordate le commissioni ricorrenti applicate dalle case di investimento ai prodotti collocati alla clientela siano rimaste le stesse, quasi al centesimo. Il dato – che ha il crisma dell’oggettività e dell’ufficialità – emerge dall’analisi che il Centro studi di Tosetti Value, uno dei principali Multi-Family office in Europa, ha realizzato mettendo a confronto le performance e le ongoing charge (cioè le commissioni fisse, ndr) calcolate durante gli ultimi 18 mesi per l’universo gestito dalle prime 250 società per attivi. L’analisi – che il Sole 24 Ore è in grado di anticipare e che sarà aggiornata e pubblicata con cadenza trimestrale – ha incluso nel proprio perimetro i fondi Ucits, attivi e passivi (esclusi gli Etf), distribuiti in almeno un Paese europeo e classificati come long term funds (ovvero della durata di oltre 10 anni), escludendo invece i fondi monetari e quelli gestiti da controllate al di fuori dell’Europa, e si può dividere idealmente in due fasi diametralmente opposte.
  • Pensioni di cittadinanza solo a 128mila, il 25% della platea
A metà luglio i nuclei beneficiari di una pensione di cittadinanza (domande accolte, secondo il monitoraggio Inps) erano 112mila, per un totale di 128mila persone coinvolte. L’importo medio della prestazione è di 207 euro, con una piccola oscillazione a seconda che il percettore viva in casa di proprietà con mutuo o senza, oppure paghi un affitto. Poco più di 65mila «pensionati di cittadinanza», circa il 51%, vive nel Mezzogiorno; 39.300 al Nord (30%), il resto nelle regioni del Centro. Ultimo dato della sintetica statistica offerta su questa misura riguarda la cittadinanza dei pensionati con assegno rafforzato: gli italiani sono 124.286 (97% del totale), 983 cittadini dell’Unione europea e 1.961 extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno.

 

  • Polizze più care, ritardi, sicurezza Allarme costi nel Golfo Persico
Un minuscolo passaggio di mare che collega il Golfo Persico e quello di Oman. Appena ventun miglia nautiche, quelle di Hormuz. Ma da questo stretto transita un quinto della produzione globale di petrolio, 16 milioni di barili al giorno, e il 30% della produzione di gas liquido, affollato come nessuna lingua di mare al mondo da una flotta multinazionale appartenente a duemila società. Da sempre Hormuz è anche un microcosmo di tensioni geopolitiche scosso da tamburi di guerra. E se l’ampia offerta globale di greggio e derivati rispetto alla domanda tiene relativamente calmi oggi i prezzi, la crisi nata dalla dura partita tra Stati Uniti e Iran – esplosa negli ultimi due mesi con incidenti culminati nel sequestro di vascelli da parte di Teheran – solleva spettri di shock e contagi economici, con l’Asia anzitutto che dipende dal greggio mediorientale.

 

  • L’azienda che vende online è corresponsabile per i «like»
La tutela della privacy potrebbe rendere più complicato anche mettere un «like» su Facebook. E, di conseguenza, impattare sulle strategie delle aziende che vendono sul web. Lo lascia prevedere la sentenza con cui ieri la Corte Ue ha deciso sulla causa C-40/17, stabilendo che il gestore di un sito internet in cui è possibile cliccare sull’icona «like» può essere ritenuto responsabile della raccolta e della trasmissione dei dati personali dei visitatori insieme con Facebook. La causa era iniziata in Germania, dove un’associazione di consumatori (la cui legittimazione ad agire è stata ieri confermata dalla Corte) aveva contestato a un’azienda di abbigliamento che vende online la trasmissione di tali dati senza il consenso degli interessati e senza informare questi ultimi sui loro diritti in materia. In altri termini, al momento in cui si cliccava su «like», non appariva alcun messaggio che descrivesse le conseguenze di tale azione sulla protezione dei dati personali e chiedesse il consenso.
  • Assicurazioni, ecco le regole per la Rc di medici e ospedali
Ospedali più sicuri e la tutela collettiva dei danni da “malpractice” in sanità impostata su binari certi. La legge sulla responsabilità sanitaria nata oltre due anni fa per dettare regole chiare in fatto di prevenzione degli errori e di gestione del rischio arriva a una svolta. Sono pronti i decreti attuativi che regolamentano i requisiti minimi delle polizze (obbligatorie per tutti, ospedali pubblici e privati e professionisti sanitari), i criteri per l’autoassicurazione – cioè la scelta di una struttura di gestire il rischio e di rimborsare l’errore “in house” – e l’attivazione nel bilancio di ospedali e cliniche di fondi certificati a garanzia dei risarcimenti e della solvibilità. Un pacchetto di regole che d’ora in poi lascerà poco spazio all’improvvisazione dopo la deregulation che negli anni aveva portato alla fuga delle assicurazioni dalla sanità e a un far west affidato alle aule tribunale. Il rapporto sinistri/premi è stato a lungo di 150:100, mentre i costi della medicina difensiva superano ancora oggi i 10 miliardi di euro. «La legge 24 del 2017 è intervenuta in questo quadro confuso – spiega Federico Gelli, “padre” del provvedimento che partecipa al tavolo tecnico presso il Mise dove si stanno definendo i decreti -. Con le nuove regole i cittadini avranno più garanzie che il nostro servizio sanitario quando sbaglia paga, perché è solvibile e perché in tempi rapidi si potrà essere risarciti grazie alla trasparenza del meccanismo assicurativo». Non solo: la legge Gelli adotta per la prima volta in sanità il sistema Rc auto, che consente al paziente danneggiato l’azione diretta e cioè di ottenere il risarcimento dalla stessa compagnia assicurativa, che poi potrà rivalersi sul professionista.
  • Sinistri dimezzati in 10 anni, 37 denunce per struttura
«Il mercato negli ultimi due anni si è aperto ed è cresciuto. Dieci anni fa si contavano non più di una o due compagnie oggi sono almeno sei, sette. Questo è dovuto un po’ alla minore aggressività degli studi legali sulla malpractice ma anche al lavoro di prevenzione e gestione rischi delle strutture», avverte Andrea Rocco, Head of Public Entities di Marsh Italia uno dei principali broker assicurativi nella Rc sanitaria. Marsh ha da poco pubblicato il suo report su un campione di strutture sanitarie da cui emerge come il numero dei sinistri si stia stabilizzando: se ne contano 37 per struttura pubblica ogni anno, con un importo liquidato medio (in crescita) a 78mila euro. Dall’indagine risulta che circa tre quarti degli eventi riguarda sinistri legati alla chirurgia (35,9%) seguiti da errori diagnostici (18,5%), cadute accidentali (9,9%) ed errori terapeutici (9,3 per cento).
  • Arriva la certificazione per i clinical risk manager
È una delle figure cardine nella gestione del rischio nelle strutture sanitarie. Ed è uno dei protagonisti della futura governance disegnata dalla legge 24/2017 sull’obbligo assicurativo che vedrà diverse competenze lavorare fianco a fianco nelle strutture sanitarie nella prevenzione dei sinistri: è il clinical risk manager. Che ora insieme al «Safety & Quality Manager», un’altra figura importante di questo processo, potranno ottenere la certificazione professionale da Rina, uno dei principali certificatori a livello internazionale e a cui Insh – l’Italian Network for Safety in Health Care – ha affidato il compito di certificare queste figure sulla base del disciplinare ritenuto accreditabile da Accredia. Per conquistare la certificazione sono previste due sessioni di esame (il luogo è ancora da definire): il 28 settembre e il 14 dicembre, con la scadenza del 18 settembre per la presentazione delle candidature.
  • Copertura sanitaria: una startup per stranieri
Secondo i dati della Farnesina, sono 1,8 milioni gli stranieri regolari che nell’ultimo anno sono giunti nel nostro Paese, prevalentemente per turismo e per affari. Numeri che collocano l’Italia in terza posizione tra i membri dell’Unione europea. Secondo la stessa fonte, i gruppi più numerosi sono quelli di nazionalità russa (531 mila unità) e turca (411 mila). Da qui, l’idea di Salva Assistance, startup che si occupa di “foreigners care” per permette agli stranieri che arrivano nel nostro Paese con un visto di ottenere una copertura sanitaria (e non solo). Anche grazie ad accordi con realtà che si interfacciano con lo straniero che sta organizzando il proprio soggiorno (come Caf, agenzie per stranieri, patronati e associazioni), Salva Assistance è stata in grado di fatturare più di 100mila euro nei suoi primi 12 mesi di attività. La startup di Vigonza (Padova) ha quindi scelto di affidarsi allo strumento della raccolta fondi online (equity crowdfunding) per aprire all’ingresso di nuovi soci.

CNP Assurances ha registrato un aumento dell’utile netto del 2,3% a 687 mln di euro nel I semestre, mentre la Banque Postale ha visto il risultato calare. La presentazione dei risultati è stata l’ultima prima della finalizzazione dell’operazione di fusione che vede il primo assicuratore persone in Francia entrare nel gruppo della Banque Postale a inizio 2020, mentre la Caisse des Dépôts diventerà il primo azionista del gruppo La Poste.

 

  • Gli assicuratori e la sfida dei bassi tassi in Europa
In un momento in cui la BCE sta preparando un nuovo taglio dei tassi di interesse, le compagnie di assicurazione saranno costrette a continuare ad affrontare questo eccezionale contesto, che pesa sulla redditività di alcune attività. Non tutti i mestieri delle compagnie di assicurazione sono interessati allo stesso modo. “I bassi tassi di interesse incidono sulla redditività degli assicuratori nel settore pensionistico per il quale sono richieste le pensioni e nel settore pensionistico a tasso garantito”, afferma Cyrille Chartier-Kastler, direttore fondatore della società di consulenza Facts & Figures. “Per il momento, non c’è alcun rischio per la redditività degli assicuratori vita”, dice.
Questi ultimi, che investono gran parte della loro liquidità in attività sicure che spesso offrono rendimenti molto bassi o addirittura negativi, sono inevitabilmente influenzati dal calo dei tassi di interesse. Per far fronte a questa situazione, hanno attivato diverse leve. Da un lato, cercavano rendimenti investendo in altre classi di attività, come le obbligazioni immobiliari o societarie.
D’altro canto, gli assicuratori del ramo vita hanno cambiato la loro offerta di prodotti. 
Inoltre, gli assicuratori hanno compiuto ogni sforzo per commercializzare polizze unit-linked. In un momento in cui la BCE suggerisce un nuovo allentamento monetario, “ciò che gli assicuratori dovrebbero fare nel 2019 è abbassare significativamente gli interessi pagati agli assicurati per aumentare le riserve (accantonamenti per la partecipazione agli utili) che consentono loro di diversificare gli attivi in cui investono i loro risparmi”, afferma Cyrille Chartier-Kastler.