RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 31/07/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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I Malacalza potrebbero dare luce verde al salvataggio di Banca Carige . L’assenso della famiglia azionista è rimasto l’ultimo, serio ostacolo sulla strada del salvataggio dopo che ieri il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi ha dato luce verde all’intervento incardinato su Cassa Centrale. Eppure il presidente del Fitd Salvatore Maccarone è ottimista sull’esito della trattativa con il socio di maggioranza relativa (oggi attestato al 27%): l’adesione dei Malacalza «più che un impegno è una aspettativa ragionevole», ha dichiarato ieri Maccarone. «Si stanno interrogando. Credo che dopo le decisioni che abbiamo preso sia verosimile che l’operazione possa proseguire». L’assenso della famiglia è del resto essenziale per condurre in porto il salvataggio visto che qualunque deal dovrà passare al vaglio dell’assemblea straordinaria che oggi i Malacalza sono ancora in grado di condizionare. Ecco perché già da tempo si sarebbe aperto un canale con l’azionista, con l’obiettivo di coinvolgerlo nel progetto industriale.
Banca Generali chiude un semestre da record e si prepara, per il prossimo ottobre, ad aggiornare il piano strategico al 2021 per ritoccare all’insù gli obiettivi di raccolta netta e di consulenza evoluta. Mentre a fine anno potrebbero presentarsi occasioni di acquisizione nel settore del private banking, dice a MF-Milano Finanza l’amministratore delegato Gian Maria Mossa, il quale ricorda che Banca Generali è pronta «a svolgere un ruolo di aggregatore in Italia».
Per quanto riguarda i numeri comunicati ieri, va segnalato che nei primi sei mesi dell’anno Banca Generali ha registrato un utile netto di 132,8 milioni di euro (+43%), il miglior risultato semestrale nella storia della banca, con un utile ricorrente di 65 milioni (+12%) al netto dello voci variabili. I ricavi totali sono saliti a 272,7 milioni di euro (+22%). Le masse totali hanno raggiunto 62,9 miliardi di euro (+8%) e quelle pro-forma, ovvero includendo Nextam e la società in via di acquisizione Valeur, quota 65 miliardi. La raccolta netta semestrale ammonta a 2,8 miliardi.
Quando riguarda l’attività dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, la distribuzione di prodotti d’investimento assicurativi è di competenza dell’Ocf, l’organismo presieduto da Carla Rabitti Bedogni. La norma, che colma un vuoto, è una delle disposizioni integrative e correttive al decreto attuativo sul recepimento della Mifid 2 portato ieri in pre-consiglio in vista del cdm previsto per oggi. Il provvedimento completa il complesso e lungo iter di recepimento della nuova normativa europea sui prodotti finanziari. Il testo messo a punto dalla presidenza del Consiglio e dal ministero dell’Economia, guidato da Giovanni Tria, si propone di «precisare in maniera puntuale» le competenze e i poteri di vigilanza della Consob e dell’Ivass sui cosiddetti Priip (i prodotti al dettaglio preassemblati) e sugli Ibip (i prodotti d’investimento assicurativo). I correttivi mettono inoltre in evidenza la necessità di una norma che consenta a tutte le autorità e agli organismi coinvolti nella vigilanza sugli intermediari assicurativi di collaborare e scambiarsi informazioni.
Nessun attacco hacker, nessun dato relativo alle carte di pagamento gestite da Nexi è stato compromesso. quanto ha assicurato ieri la società dei pagamenti digitali rendendo noto che i propri servizi di sicurezza hanno rilevato la pubblicazione su un sito internet straniero di un post anonimo contenente una lista di circa 18 mila nominativi (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale e solo in alcuni casi un contatto telefonico non verificato) che l’autore anonimo attribuiva a presunti clienti Nexi. Nessuno dei dati in questione, ha assicurato Nexi (la società dei pagamenti guidata dall’amministratore delegato Paolo Bertoluzzo), afferiva a informazioni di natura finanziaria (come numero carta, transazioni e codici identificativi). Inoltre al momento la società non ha rilevato alcuna violazione dei propri sistemi informatici e ha garantito che nessun dato relativo alle carte di pagamento da lei gestite è stato compromesso.
Generali Italia vara una riorganizzazione, operativa da settembre, che prevede una maggior integrazione tra Generali Country Italia e le Global Business Lines e che porterà alla nascita di una nuova funzione per il segmento corporate: Strategy & Business Development. «Vogliamo essere più veloci nell’esecuzione della Strategia 202-Partner di vita», ha spiegato Marco Sesana, country manager e ceo di Generali Italia e Global Business Lines, commentando l’operazione. L’intenzione di Generali Italia è dare «una maggiore spinta al business corporate, anche attraverso accordi internazionali», ha aggiunto il numero uno della compagnia. A riporto di Sesana verranno create alcune funzioni trasversali per la Country Italia e le Global Business Lines negli ambiti Finance (affidata a Giancarlo Fancel), Legale (affidata a Cristina Rustignoli), Risorse Umane (affidata a Gianluca Peri) e Comunicazione e Sostenibilità (affidata a Lucia Sciacca).

Cattolica Assicurazioni lancia C2 Cattolica Community, la prima community dedicata ai clienti Cattolica che propone un ventaglio di offerte e servizi extra-assicurativi. La piattaforma a disposizione della rete di agenzie mira alla costruzione di un «ecosistema di brand» che rappresenta i valori del gruppo. Attraverso www.cattolicacommunity.it, gli assicurati Cattolica potranno acquistare prodotti e servizi esclusivi a prezzi scontati accedendo a un catalogo di centinaia di prodotti di largo consumo per la mobilità, per la casa e la famiglia, per il benessere della persona, per i viaggi e il tempo libero.

 

Il Fondo interbancario ha dato il via libera definitivo al piano di salvataggio da 900 milioni di euro di Banca Carige, che lo vede in prima linea insieme a Cassa centrale banca. Ora la delibera verrà inviata ai commissari e alla Bce. Il presidente del Fondo, Salvatore Maccarone, ha aggiunto che da Malacalza investimenti, attualmente primo socio della banca commissariata con il 27,5%, non è ancora arrivato un impegno ad acconsentire all’operazione, ma comunque c’è «un’aspettativa ragionevole: ci siamo parlati, stanno ragionando e credo che, dopo le decisioni che abbiamo preso, è verosimile che l’operazione possa proseguire. Senza il loro contributo avremmo detto parole a vuoto». L’importante, secondo Maccarone, non è tanto la cifra che verrà sottoscritta dai Malacalza, quanto il loro assenso in assemblea al rafforzamento patrimoniale. L’operazione vale complessivamente 900 milioni, di cui 700 in aumento di capitale e 200 attraverso l’emissione di un bond subordinato Tier 2. Inoltre c’è il bond subordinato, che è tutto collocato: di questi, 100 mln li sottoscrive Ccb, 50 mln Apollo Amissima, Mcc ha deliberato per 13 mln e poi il Credito sportivo sottoscriverà per 20 mln. «Quindi è tutto coperto», ha assicurato Maccarone.

 

Generali Italia punta al rafforzamento internazionale del business corporate. E lo fa attraverso una riorganizzazione della struttura, operativa da settembre, che prevede una maggiore integrazione fra Generali Country Italia, diretta dall’a.d. Marco Sesana, e le global business lines e porterà alla nascita di una funzione di Strategy & business development guidata da Sergio Di Caro. Verranno inoltre create alcune funzioni trasversali; quella finance è stata affidata a Giancarlo Fancel, quella legale a Cristina Rustignoli, le risorse umane a Gianluca Perin, comunicazione e sostenibilità a Lucia Sciacca. Per quanto riguarda le altre nomine, Paolo Ribotta va al timone di Generali Employee Benefits, che integra Generali Global Health per rafforzare la leadership di mercato nel settore employee benefit per le imprese multinazionali e sviluppare il business Health relativo a persone con forte mobilità internazionale. Manlio Lostuzzi avrà la responsabilità del Global corporate & commercial. L’attuale a.d. di Generali Turchia, Maurizio Pescarini, sarà invece il nuovo a.d. di Genertel e GenertelLife. Intanto Banca Generali ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 132,8 milioni di euro, in crescita del 43% su base annua. I ricavi sono saliti del 22% a 272,7 mln. L’istituto guidato dall’a.d. Gian Maria Mossa ha registrato masse in rafforzamento dell’8% a 62,9 miliardi di euro.

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  • Per i lavoratori part-time la pensione dopo i 70 anni
Fare causa per andare in pensione. Vincerla, ma essere costretti a lavorare oltre i 70 anni. È l’assurda storia di tanti lavoratori e soprattutto lavoratrici con contratti a tempo indeterminato, ma a part-time verticale ciclico. Che alterna periodi di lavoro a mesi di sospensione. Mesi in cui si è senza stipendio, disoccupazione, assegni familiari, contributi previdenziali. Si tratta di 100-150 mila lavoratori. Ma una mappatura vera e propria non c’è. L’Inps la sta predisponendo, anche perché Cgil, Cisl e Uil la scorsa settimana hanno chiesto al governo di porre fine a una disparità che dura da 9 anni. Da quando cioè la Corte europea di Giustizia ha scritto in una sentenza del 2010 che non ci può essere discriminazione tra part-time verticale (lavoro concentrato in alcuni mesi) e orizzontale (poche ore tutti i giorni dell’anno), a parità di tempo lavorato. In entrambi i casi un anno di lavoro, fatto di 52 settimane, deve valere un anno. E non 9 mesi, come nel caso del part-time ciclico nella scuola. Perché così facendo si erode il diritto alla pensione. Questi lavoratori perdono 3 mesi all’anno, ai fini dell’anzianità (non certo dei contributi: 9 mesi valgono 9 mesi). E così l’uscita dalla pensione si sposta di un anno ogni 4. Detta in altri termini, per maturare 20 anni di lavoro — il minimo per andare in pensione di anzianità a 67 anni nel 2019, ma il traguardo si sposterà perché adeguato alla speranza di vita — occorre lavorarne 23.
  • Carige, via al salvataggio “Malacalza contribuirà”
Altri due tasselli del mosaico da 900 milioni per salvare Banca Carige si sono composti ieri. Il primo, formalizzato, è la partecipazione del Fondo tutela depositi alla ricapitalizzazione della banca, con dote fino a 650 milioni che per almeno due anni renderà il consorzio delle banche “concorrenti” di Genova primo socio con oltre due terzi delle quote. L’altro tassello riguarda il potere di veto della famiglia Malacalza, vecchio perno con il 27,7%. La prossima assemblea Carige, che sarà convocata per fine settembre sul nuovo aumento da 700 milioni, dovrà svolgersi altrimenti. L’intervento prevede che 313 milioni provengano dalla conversione del bond preso mesi fa dal braccio volontario del Fitd. La quota di Cassa centrale banca (Ccb), il vero partner industriale, sarà di 63 milioni, e 85 milioni saranno in opzione ai soci attuali. Il rafforzamento prevede anche un bond subordinato da 200 milioni, tasso circa 8%. A comprarlo saranno sempre Ccb (100 milioni) l’assicuratore Amissima del fondo Apollo (50 milioni), il Credito sportivo (20 milioni), Mcc (13 milioni) e pochi spiccioli per altri assicuratori.

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  • Generali Italia punta sull’estero
Generali punta a una maggiore integrazione tra la Country Italia e le global business line. «Vogliamo essere più veloci e con un’organizzazione più agile». Così Marco Sesana, Ceo Generali Italia.
  • Cyber attacco da record a Capital One: rubati i dati di 106 milioni di clienti
L’hackeraggio rivelato da Capital One, banca con base in Virginia e nota per l’attività nel settore delle carte di credito, potrebbe entrare nella storia. Secondo le ultime ricostruzioni, il data breach — avvenuto tra il 12 marzo e il 17 luglio — interessa oltre 106 milioni di clienti tra Stati Uniti e Canada. Gli investigatori ritengono che siano stati sottratti anche migliaia di account previdenziali e bancari. Dietro il furto ci sarebbe una giovane hacker. L’Fbi ha arrestato una donna di Seattle, Paige Thompson, ingegnere software di 33 anni che in passato ha lavorato per Amazon Web Service. A incastrarla dei post online. L’Fbi ha notato Thompson per la sua audacia nel definirsi una hacker. Gli agenti federali hanno seguito le sue tracce sul web e sono riusciti a identificarla come l’autrice dei post su Twitter e Slack in cui descriveva l’attacco a Capital One. Dopo il furto di dati la società è calata a Wall Street: i titoli hanno perso il 6,11 per cento. Capital One prevede che il pirataggio costerà alla compagnia tra i 100 e i 150 milioni di dollari.
  • Banca Generali, semestre record: utile in rialzo del 43%
Banca Generali chiude il semestre con il miglior risultato di sempre. L’utile netto è salito del 43% a 132,8 milioni a fronte di ricavi per 272,7 milioni (+22%) mentre le masse amministrate toccano i 65 miliardi. La raccolta netta è stata di 2,8 miliardi.

  • Previdenza complementare, salgono i rendimenti
Rendimenti in rialzo per tutte le forme pensionistiche complementari nel primo semestre dell’anno grazie alle migliori condizioni del mercato dei titoli governativi e azionari. In aggregato, e al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i fondi negoziali hanno guadagnato il 4,7%, contro il +5,5% e il +6,9%, rispettivamente, dei fondi aperti e i Pip di ramo III. Risultato inferiore ma sempre positivo (+0,8%) anche per le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in gran parte dal flusso cedolare incassato sui titoli detenuti. I risultati della prima metà dell’anno, che segnano un buon recupero rispetto alle perdite registrate nel 2018, sono stati pubblicati dalla Covip. Nel periodo da inizio 2009 a fine dicembre 2018 (dieci anni), i rendimenti sono risultati pari al 3,7% per i fondi negoziali, al 4,1 per i fondi aperti e al 4 per i Pip di ramo III; al 2,7% per le gestioni separate di ramo I. Nello stesso periodo, la rivalutazione media annua composta del Tfr è stata pari al 2%.
  • Fondo risparmiatori, dalla Privacy il via libera al decreto sui rimborsi
Arriva il via libera del Garante della Privacy al decreto dell’Economia che aprirà le porte alle richieste di indennizzo dei risparmiatori travolti dai crack bancari. Se tutto si chiuderà prima della pausa estiva, gli oltre 200mila risparmiatori avranno quindi tempo fino a febbraio per fare domanda di rimborso. Ma l’esame delle domande partirà subito, senza aspettare i 180 giorni che le regole offrono per la presentazione dei documenti. Chi busserà prima alla porta, insomma, dovrebbe arrivare prima al traguardo. Va però segnalato che un correttivo approvato al decreto crescita ha introdotto una precedenza per chi ha diritto a rimborsi fino a 50mila euro.
  • Banca Generali, nei sei mesi utili a 132,8 milioni
Con un utile netto in aumento del 43% a 132,8 milioni, Banca Generali mette a segno il secondo miglior semestre di sempre a quattro anni di distanza dal periodo caratterizzato dall’avvio del quantitative easing della Bce. Il risultato è legato alla crescita della attività ricorrenti (+12% a 65 milioni i profitti depurati delle voci variabili), ma anche allo sviluppo di nuove iniziative per la diversificazione dei servizi e ovviamente al miglioramento generale del clima sui mercati. Quest’ultimo fenomeno ha favorito infatti l’incremento di voci di ricavo legate a trading e commissioni di performance, contribuendo ad aumentare del 22% a 272,7 milioni il margine di intermediazione.

 

  • Generali Italia vara un nuovo assetto
Più agile e veloce per rispondere alle rinnovate esigenze dei clienti e un maggior focus sullo sviluppo internazionale del business corporate. Sono questi gli obiettivi alla base della riorganizzazione annunciata ieri da Generali Italia. Riorganizzazione che prevede innanzitutto una maggiore integrazione tra Generali Country Italia e le Global Business Lines oltre alla nascita per il segmento corporate di una funzione di Strategy & Business Development. In questo quadro si punta anche alla valorizzazione delle competenze dei manager del gruppo. In particolare, il nuovo assetto prevede che, a riporto di Marco Sesana, sia promossa la creazione di funzioni trasversali per la Country Italia e le Global Business Lines negli ambiti Finance, affidata a Giancarlo Fancel, Legale, affidata a Cristina Rustignoli, Risorse Umane, affidata a Gianluca Perin, e Comunicazione e sostenibilità, affidata a Lucia Sciacca.

 

  • Cyber sicurezza, il rischio dell’algoritmo
Weak Ai, ovvero quei particolari software che sono in grado di svolgere un singolo compito con un livello di abilità, velocità ed efficienza molto elevato. L’evoluzione più prevedibile di questo tipo di intelligenze artificiali sarà da un lato quello di affrancare l’uomo da compiti complessi ma ripetitivi e con output standard e prevedibili; dall’altro supportarlo nel lavoro di supervisione fornendogli la conoscenza derivante dall’elaborazione di grandi masse di dati. Questo ruolo renderà le Weak Ai pervasive tanto quanto lo sono oggi i software per l’elaborazione testuale o i fogli di calcolo. Auto a guida autonoma, sistemi semaforici e di controllo del traffico, sistemi di supporto alla gestione della distribuzione di energia, acqua. Insomma, ovunque ci saranno grandi masse di informazioni da gestire l’uomo sarà affiancato o addirittura sostituito. In questo futuro molti vedono pericoli a partire dall’impossibilità di una Weak Ai di affrontare l’imprevisto fino all’elevata probabilità di un banale guasto, ma un “passo indietro” sembra da escludere, con la conseguenza che si va verso nuove e complesse problematiche di sicurezza, questa volta molto cyber.

Bayer: i procedimenti giudiziari relativi al controverso pesticida della sua controllata Monsanto sono aumentati del 37% in soli tre mesi. Solo negli Stati Uniti, il gruppo tedesco deve ora trattare non meno di 18.400 richieste.
Si tratta di 5.000 in più rispetto al precedente conteggio di aprile (13.400) e più del doppio di quelli registrati nell’estate 2018. Tuttavia la Bayer ha dovuto finora affrontare solo tre sentenze per compensare i richiedenti californiani affetti da cancro.
E ogni volta gli importi sono stati significativamente ridotti dalla seconda revisione di un giudice: da 289 milioni di dollari a 78 milioni di dollari, da 80 milioni di dollari a 25 milioni di dollari e da oltre 2 miliardi di dollari a 69 milioni di dollari rispettivamente.
Il gruppo bancario belga Crelan è in lizza per rilevare AXA Bank Belgium. Potrebbe includere un accordo per la distribuzione delle polizze assicurative non vita di AXA nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto. Lo ha riportato il quotidiano finanziario “L’Echo”. Alla domanda, né AXA, che presenterà i risultati semestrali giovedì, né Crelan hanno voluto commentare.
In questa fase, la fascia di prezzo per una tale operazione è ancora molto ampia. Come riportato dalla stampa belga, l’importo previsto per la vendita di AXA Bank Belgium sarebbe compreso tra 500 e 800 milioni di euro.

Handelsblatt

 

  • Danni da 42 miliardi di dollari per catastrofi naturali
    Nella prima metà dell’anno le catastrofi naturali hanno causato perdite inferiori alle previsioni. Il solo lunedì di Pentecoste in Germania ha causato perdite per quasi un miliardo di euro. Il bilancio delle catastrofi naturali presentato da Munich Re ieri mostra un’alta percentuale di perdite nei paesi particolarmente poveri. Tre delle cinque catastrofi naturali più costose si sono verificate nei paesi in via di sviluppo ed emergenti nella prima metà dell’anno.