RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 25/07/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Gli investitori internazionali sono pronti a scommettere sulla crescita della cessione del quinto in Italia. Il settore non ha i grandi volumi dei prestiti o dei mutui ma il rischio è minore e la redditività, sebbene inferiore rispetto agli anni scorsi, resta interessante per i sistemi di cartolarizzazione, tanto che tra i soggetti pronti a muoversi, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ci sono fondi di private equity di primo piano. Nel mercato c’è in particolare una nuova operazione che vede protagonista un manager di lungo corso, accreditato nel settore finanziario nazionale ed estero. Si tratta di Massimiliano de’ Salazar, che negli ultimi quattro anni ha strutturato e avviato alla crescita Fincontinuo.
La raccolta del risparmio gestito rialza la testa. A giugno, in base alla mappa mensile di Assogestioni, l’industria italiana dell’asset management ha registrato flussi netti per 1,45 miliardi di euro grazie all’apporto dei fondi aperti, che hanno ottenuto un +2,2 miliardi dopo i -2,2 miliardi di maggio. Le gestioni di portafoglio invece hanno registrato deflussi per 759 milioni rispetto ai -3,2 miliardi di maggio.
Le sottoscrizioni nette del sistema da inizio anno hanno così superato i +47 miliardi, ma va segnalato che questo importo è influenzato dall’operazione una tantum realizzata a gennaio da Poste, che ha movimentato alcuni asset infragruppo causando flussi straordinari per 53 miliardi.
È vicina la soluzione privata per Carige . Cassa Centrale Banca (Ccb) e il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) hanno raggiunto un accordo di massima per il rafforzamento patrimoniale della banca genovese. Mancano alcuni passaggi tecnici e resta l’incertezza sull’ok alla manovra da parte della famiglia Malacalza, primo azionista di Carige con il 27%. Ma l’operazione, alla quale hanno lavorato i commissari, la Banca d’Italia e il Tesoro, è stata di fatto definita ieri con l’intesa Ccb-Fitd. Ci sarà un aumento di capitale da 700 milioni, di cui 313 legati alla conversione del bond subordinato dello Schema Volontario del Fitd, circa 150 riservati ai soci attuali di Carige e quasi 70 da parte di Cassa Centrale che salirà al 9,9%, sotto la soglia del 10% oltre cui è richiesta un’autorizzazione dalla Vigilanza. Ieri si è tenuto un lungo cda di Cassa Centrale presieduto da Giorgio Fracalossi, ma da Trento non sono arrivate comunicazioni. Ccb rileverà anche 100 dei 200 milioni in titoli subordinati che saranno emessi da Carige : l’altra metà sarà divisa tra Credito Sportivo, Medio Credito Centrale e altri investitori istituzionali privati tra cui Amissima, Cattolica e Mediolanum .
Gli Stati Uniti reclamano la giurisdizione sulle Big Tech americane. Poche settimane fa il presidente Donald Trump aveva criticato il crescente attivismo antitrust dell’Ue, suggerendo che la competenza a indagare sui colossi tecnologici spettasse alle autorità Usa. E ieri il dipartimento di Giustizia americano ha annunciato di aver avviato un’ampia inchiesta per accertare se i campioni dell’economia digitale abbiano illecitamente limitato la concorrenza, soffocato l’innovazione o altrimenti danneggiato i consumatori. L’indagine riguarderà «i comportamenti delle piattaforme online che dominano l’attività di ricerca su internet, i social media e i servizi retail», ha comunicato l’autorità senza specificare le società oggetto di scrutinio. Dai settori citati, però, è parso subito evidente che l’approfondimento antitrust riguarderà i soliti noti: Facebook , Google, Amazon e Apple . Facebook paga 5 miliardi di multa per violazione della privacy
Si chiama One2One ed è la prima società di mutuo soccorso nata in Italia per fornire sussidi in caso del venir meno della mobilità a causa, per esempio, di furto, incendio oppure di eventi naturali che colpiscano gli autoveicoli familiari. Finora società di questo tipo sono state di fatto dedicate esclusivamente all’assistenza nel settore salute e welfare. A pensare di replicare il modello nel settore auto, escludendo però la responsabilità civile, è stato un manager di lungo corso nelle assicurazioni, Umberto Salinaro, presidente della società di Mutuo Soccorso, direttore operativo fino al 2016 di Nobis Assicurazioni, la compagnia del gruppo Intergea partecipata da Andrea Agnelli.

 

Dopo tre anni di discussioni il mandato unico per gli agenti del gruppo Generali in Italia è pronto. Da riunificare c’erano i contratti di cinque gruppi agenti dopo che nel 2014 è nata Generali Italia, che ha messo assieme sette diversi marchi della compagnia, tra cui Ina Assitalia, Toro e Lloyd Italico. Generali Italia è da tempo un’unica realtà, guidata da country manager Marco Sesana, con premi per oltre 23 miliardi di euro, ma restavano ancora alcune differenze da omologare, a partire appunto dal mandato per gli agenti. Tra i punti da definire nel nuovo contratto c’erano per esempio lo ius variandi, cioè le norme che regolano il cambio delle provvigioni da parte della compagnia, ma anche le modifiche agli articoli che riguardano la revoca per giusta causa, oltre alla revisione sull’importo delle provvigioni.
  • I disastri del 737 Max pesano sui conti della Boeing
Boeing ha chiuso il secondo trimestre con una perdita inferiore alle attese, ma non ha fornito alcuna guidance, vista l’incertezza sulle tempistiche e le condizioni per il ritorno in servizio della flotta dei 737 Max. Nello specifico, il costruttore di aeromobili statunitense ha registrato nel periodo una perdita di 2,94 miliardi di dollari rispetto all’utile di 2,2 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono poi crollati del 35% a 15,75 miliardi di dollari, battendo comunque anche in questo caso le attese degli esperti, che si attestavano a quota 15,05 miliardi. Il fatturato della divisione aerei commerciali è poi sprofondato del 66% a 4,72 miliardi di dollari, sotto il consenso di FactSet a 6,61 miliardi, con le consegne che sono scese del 54% a 90 aerei. L’unità ha poi registrato una perdita netta di 4,95 miliardi rispetto all’utile di 1,79 miliardi del secondo trimestre dello scorso anno. I ricavi dei comparti difesa, aerospazio e sicurezza sono invece saliti dell’8% a 6,6 miliardi di dollari, battendo il consenso degli analisti a 6,51 miliardi.
  • Assiteca nomina Zerboni
Assiteca, primo gruppo italiano nel mercato del brokeraggio assicurativo, quotato al segmento Aim, ha nominato Dario Zerboni come direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali. Romano, 57 anni, Zerboni coordinerà le attività di comunicazione, relazioni esterne e rapporti istituzionali di Assiteca. In carriera Zerboni ha ricoperto incarichi di prestigio ed è noto per esperienze manageriali di successo, tra cui spicca quella in Civita, leader nel settore dei beni culturali, dove ha lavorato per oltre 20 anni a fianco dei fondatori Gianni Letta, Antonio Maccanico e Gianfranco Imperatori. Con la nomina di Zerboni la società presieduta da Luciano Lucca rafforza ulteriormente il management con l’obiettivo di consolidare la posizione di leader italiano del mercato.

Via libera al riscatto contributivo con oneri a carico dell’azienda. La possibilità, che rientra nei piani d’incentivo all’esodo, richiede l’intervento dei fondi di solidarietà, ma può anche avere l’effetto di decretare l’immediato diritto alla pensione al lavoratore senza alcuna erogazione di assegni straordinari da parte dei predetti fondi (ad esempio, mediante riscatto, il lavoratore con 62 anni d’età può raggiungere i 38 anni di contributi necessari a quota 100). A spiegarlo è l’Inps nella circolare n. 105/2019, pubblicando il modello per le domande. L’onere del riscatto va pagato in unica soluzione ed è deducibile dal reddito dell’azienda.
A giugno, l’industria del risparmio gestito in Italia ha messo a segno una raccolta netta positiva per 1,5 miliardi di euro grazie in particolare all’apporto dei fondi aperti (+2,2 mld). Le gestioni di portafoglio, si legge nella consueta fotografia mensile di settore scattata da Assogestioni, hanno registrato deflussi per 0,76 miliardi. Le sottoscrizioni nette del sistema da inizio anno superano i 47 mld.
Aggiornati i premi assicurativi Inail delle nuove posizioni assicurative (Pat). Con nota prot. n. 10890/2019, infatti, l’istituto assicuratore rende noto di aver concluso l’aggiornamento della classificazione in base alla nuova Tariffaria delle Pat emesse nel 2019. Per effetto dell’entrata in vigore delle nuove Tariffe premi, dal 1° gennaio 2019 (approvate con dm 27 febbraio 2019), l’Inail ha aggiornato, con un’operazione centralizzata, la classificazione tariffaria delle Pat emesse con decorrenza dell’attività uguale o maggiore al 1° gennaio 2019. Si tratta, in particolare, di Pat alle quali, benché attivate nel corso del 2019, è stata applicata la classificazione in base alle vecchie Tariffe (approvate con decreto 12 dicembre 2000).
Assiteca, primo gruppo italiano nel mercato del brokeraggio assicurativo, quotato al segmento Aim di Borsa Italiana, ha scelto Dario Zerboni come nuovo direttore comunicazione, relazioni esterne e rapporti istituzionali. Nel corso della sua carriera professionale, Zerboni ha ricoperto vari incarichi importanti tra cui quello in Civita, attiva nel settore dei beni culturali, dove ha lavorato per oltre 20 anni a fianco dei suoi fondatori Gianni Letta, Antonio Maccanico e Gianfranco Imperatori.
Generali Italia ha firmato con tutti i suoi gruppi agenti, Anagina, Gaag, Gaat, Gagi e Unat, l’accordo chiamato «Insieme nel futuro», per l’adozione del mandato unico. L’obiettivo strategico è di offrire ai clienti un’esperienza di relazione d’elevata qualità. Il mandato, un modello contrattuale moderno e unico che definisce nuovi standard del settore assicurativo, richiama due principi generali della relazione tra impresa e agente: l’imprenditorialità dell’agente e di conseguenza la sua autonomia nell’organizzazione della propria struttura agenziale, nell’ambito di regole condivise con la compagnia e dei limiti imposti dal quadro normativo; la creazione di valore per il cliente. 

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  • La carica dei 14 mila ultracentenari. Siamo il Paese più longevo nella Ue
Con due milioni di italiani con più di 85 anni siamo il Paese più longevo d’Europa. Le statistiche sono raccolte nell’ultimo rapporto dell’Istat «Cent’anni e non sentirli», racconto anagrafico di un’Italia sempre più «anziana». Nel dettaglio i centenari residenti in Italia sono 14.456 nessuno dei quali, comunque, nato nel XIX secolo. Mentre nell’ultimo decennio sono quasi 6 mila — 5.882 — le persone che hanno superato il traguardo dei 105 anni (tecnicamente l’Istat li chiama i semi-supercentenari): 709 uomini e 5.173 donne, di questi 1.112 ancora vivi al 1° gennaio 2019. Anche gli individui di 110 anni e oltre sono cresciuti, sempre tra il 2009 e il 2019, passando da 10 a 21. In generale, sono le donne le più longeve: al primo gennaio 2019 l’Istat ha calcolato che quasi il 90% delle persone che hanno superato i 105 anni sono appunto donne (2.564, l’86,8%), e gli uomini 391 (il 13,2%). I centenari, precisa ancora l’Istat, si concentrano soprattutto al Nord. Tra quelli di oltre 105 anni, 338 risiedono nel Nord-ovest, 225 nel Nord-est, 207 al Centro, 230 al Sud e 112 nelle Isole. La Regione con il rapporto più alto tra semi-supercentenari e il totale della popolazione residente appare la Liguria (3,3 per 100 mila persone), poi Friuli-Venezia Giulia (3 per 100 mila) e Molise (2,6 per 100 mila). La Lombardia, sebbene accolga il maggior numero di semi-supercentenari, 201, presenta un rapporto tra popolazione di più di 105 anni e quella totale residente pari a 2 per 100 mila persone, in linea col dato nazionale (1,9 per 100 mila). La distribuzione regionale cambia analizzando il rapporto tra la popolazione semi-supercentenaria e la popolazione residente di 80 anni e più: con circa 36 persone di 105 anni e oltre ogni 100 mila residenti con più di 79 anni, al primo posto c’è il Friuli-Venezia Giulia.

 

  • Nuova inchiesta sulle Big tech. E Facebook pagherà 5 miliardi
Facebook pagherà una multa da 5 miliardi accettando la sentenza della Federal Trade Commission (Ftc) sulla violazione degli account da parte della società di consulenza politica Cambridge Analytica. La stessa Ftc ha aperto poi un’indagine antitrust sulla società fondata da Mark Zuckerberg. Anche gli altri big del tech rischiano: il dipartimento di giustizia Usa ha annunciato una commissione d’inchiesta su eventuali violazioni delle regole antitrust (un filone diverso da quello della Ftc) da parte oltre che di Facebook, di Google, di Amazon e di Apple. Nel frattempo, la sanzione che ha colpito Zuckerberg prevede anche l’impegno a curare la privacy degli utenti, sottoponendosi alle verifiche della Ftc. L’azienda è stata obbligata a creare un comitato interno che monitori il rispetto del trattamento dati. La vigilanza sulle app sviluppate da terzi dovrà essere rafforzata e i rapporti con chi non si adegua alle nuove norme dovranno essere interrotti. Il ceo Zuckerberg sarà ritenuto personalmente responsabile di eventuali deviazioni da quanto stabilito da questa sentenza.
  • Carige, arrivano anche Cattolica, Mediolanum e Apollo
La trentina Cassa Centrale Banca, holding delle Bcc, ha riformulato al Fondo Interbancario (Fitd) una proposta meno aggressiva rispetto a quella che martedì notte aveva fatto raffreddare il tavolo. Adesso i trentini, futuro partner industriale e controllante di fatto della banca genovese, mettono sul piatto 165 milioni, di cui 65 in aumento di capitale (su 700 totali) e 100 milioni per il bond subordinato da complessivi 200 milioni. Con Ccb sarebbe stata ridotta considerevolmente sia la durata (4 anni inizialmente) dell’opzione di acquisto delle azioni Carige che finiranno allo Schema Volontario Fitd (per 313 milioni) e al Fitd (fino a 300 milioni) sia lo sconto (attorno al 50%). Gli altri 100 milioni di bond dovrebbero essere suddivisi tra le banche pubbliche Mcc e Credito Sportivo e altri soggetti privati invitati nell’ultima ora sul dossier come Amissima (ex Carige Assicurazioni, del fondo Usa Apollo), Mediolanum e Cattolica. Ora si attende le mossa della famiglia Malacalza, dal cui sì all’assemblea dipende l’operazione.

 

  • Generali, siglato il mandato unico per gli agenti
Generali ha firmato un accordo per adottare il mandato unico con tutti i suoi gruppi di agenti. Nel modello c’è la totale autonomia organizzativa dell’agente associata al principio di imprenditorialità e la partnership con l’azienda.

CORRIERE SALUTE

  • Gli assistenti vocali chiederanno aiuto (si spera)
Si chiamano smart speaker e fanno già parte dell’arredo tecnologico di centinaia di milioni di case in tutto il mondo.  Si tratta di un’evoluzione intelligente dei «primitivi» altoparlanti senza fili: insieme a un microfono e a un assistente virtuale integrato questi strumenti offrono una serie di azioni interattive collegandosi al web. Ora, tra le tante applicazioni si sta esplorando anche la possibilità di utilizzarle a scopi medici e di assistenza sanitaria. Uno degli ultimi studi pubblicati su Nature Digital Medicine riguarda lo sviluppo di un sistema di Intelligenza artificiale da parte di ricercatori dell’Università di Washington. A loro dire il sistema è in grado di monitorare l’insorgere di un evento come l’arresto cardiaco in una persona addormentata, senza toccarla, e di allertare eventuali persone presenti o, in caso contrario, chiamare il numero di emergenza nazionale 911. Come funziona? Attraverso gli smart speaker, appunto, il sistema rileverebbe il cosiddetto «respiro agonico», il respiro rumoroso che segnala le ultime ore di vita di una persona. Secondo gli autori dello studio, in base ai dati delle chiamate registrate dal 911 di Seattle (Stati Uniti) il respiro agonico sarebbe presente in circa metà delle persone in arresto cardiaco. Così i ricercatori hanno utilizzato 162 chiamate, estraendo una serie di clip audio con respiro agonico di pazienti per «istruire» il sistema di Intelligenza artificiale e realizzare così un algoritmo. Associato a un altoparlante intelligente, l’algoritmo ha riconosciuto il respiro agonico nel 97% delle volte fino a sei metri di distanza.

  • Generali Italia, mandato unico con tutti gli agenti
Generali Italia, che ha una rete distributiva con 2250 agenti e 1350 agenzie sull’intero territorio italiano, ha firmato ieri con tutti i suoi gruppi agenti – Anagina, Gaag, Gaat, Gagi e Unat – l’accordo per l’adozione del mandato unico. L’obiettivo strategico, riferisce una nota, è quello di offrire al cliente un’esperienza di relazione di elevata qualità. Il mandato, un modello contrattuale moderno e unico che definisce nuovi standard del settore assicurativo, richiama due principi generali della relazione impresa-agente: l’imprenditorialità dell’agente e quindi la sua autonomia nella organizzazione della propria struttura agenziale, nell’ambito di regole condivise con la compagnia e dei limiti imposti dal quadro normativo; la partnership del rapporto impresa-agente finalizzata alla creazione di valore per il cliente. La firma del contratto è avvenuta presso la Sala del Consiglio di Generali Italia a Roma alla presenza di: Marco Sesana, Country Manager & CEO Generali Italia e Global Business Lines; Stefano Gentili, Chief Marketing & Distribution Officer di Generali Italia; Cristina Rustignoli General Counsel di Generali Italia; Mariagrazia Musto presidente Unat; Antonio Canu, presidente Gaag Lloyd Italico; Vincenzo Cirasola, presidente Gagi; Davide Nicolao, presidente Anagina; Roberto Salvi, presidente Gaat.
  • I Big tech nel mirino di Washington Facebook paga multa da 5 miliardi
Parte lancia in resta una nuova offensiva a tutto campo dell’antitrust americano contro i protagonisti dell’economia digitale, incalzati dall’accusa d’esser diventati troppo dominanti. Il Dipartimento della Giustizia di Washington ha sollevato il sipario su una rara campagna che prende di mira collettivamente, di fatto se non per nome, i leader indiscussi d’un intero settore, Google di Alphabet e Apple, Amazon e Facebook. Il sospetto: che con pratiche monopolistiche danneggino la concorrenza e, dopo esserne stati all’avanguardia, l’innovazione. L’indagine-ombrello è stata illustrata dal responsabile antitrust del Guardasigilli, Makan Delharim, che si avvarrà della cooperazione dell’altra authority con voce in capitolo, la Federal Trade Commission. «Senza la disciplina d’una significativa concorrenza – ha indicato – le piattaforme digitali possono agire con modalità che non rispondono ai consumatori». Il Dipartimento ha aggiunto: «Valuteremo le condizioni competitive sui mercati online». Più precisamente sotto esame sono le piattaforme che dominano il segmento dei motori di ricerca, l’e-commerce e i social media.
  • Documento alle assicurazioni senza il nominativo del paziente
Obbligo di fattura elettronica per gli operatori del campo sanitario nei confronti di soggetti passivi Iva, quali compagnie assicurative, senza indicazione dei nominativi dei pazienti o degli elementi che permettano di identificare la persona fisica nei cui confronti è stata resa la prestazione: con la risposta a interpello 307 pubblicata ieri, 24 luglio 2019, l’agenzia delle Entrate conferma quanto già indicato, da ultimo con la Faq 73 del 19 luglio 2019, suggerendo l’indicazione nel tracciato xml del numero di polizza o della pratica o di altre sigle così da contemperare la tutela dei dati personali dei pazienti con le esigenze gestionali delle compagnie assicurative di procedere ad eventuali rimborsi. L’istanza, presentata da una società che opera in campo sanitario eseguendo esami di laboratorio e radiologici, ha riguardato le modalità di documentazione, nei confronti delle compagnie assicurative, delle prestazioni rese a favore della clientela che si avvale della struttura sanitaria. I relativi costi restano infatti a carico, totale o parziale, dell’assicurazione nei cui confronti viene emessa la fattura.

insurancejournalgrande

L’incubo legale che si sta allargando sugli diserbanti Roundup non è l’unica potenziale responsabilità multimiliardaria che Bayer AG ha ereditato lo scorso anno quando ha acquisito la Monsanto Co. Il conglomerato tedesco è anche diventato un bersaglio di cause legali da parte di stati e città americane che cercano di ripulire i PCB tossici, un composto chimico resistente al fuoco ampiamente usato che gli Stati Uniti hanno vietato quattro decenni fa.

Handelsblatt

 

  • Talanx vuole rinnovare il sistema IT obsoleto
Entro un anno e mezzo l’assicuratore tedesco Talanx intende ridurre i costi di 240 milioni di euro. La creazione di una moderna infrastruttura IT è la sfida più grande.