I piccoli broker generalisti? Viaggiano sul filo del rasoio secondo Arthur J. Gallagher

Patrick Gallagher, chief executive officer della società di brokeraggio americana Arthur J. Gallagher, è convinto che il futuro dei piccoli broker generalisti sia alquanto incerto. Nel corso di una intervista rilasciata al Financial Times, Gallagher ha detto che l’inevitabile processo di consolidamento del mercato del brokeraggio mette a rischio il futuro delle piccole realtà che per sopravvivere devono necessariamente cambiare e “diventare specialisti”. La chiave per rimanere vivi ed essere competitivi è segnata: “Se sei un piccolo broker generalista locale, il tuo futuro è limitato”, ha detto Gallagher, “devi essere riconosciuto come uno specialista per restare sul mercato”.

Arthur J. Gallagher è uno dei big player mondiali del brokeraggio assicurativo e adotta da tempo una strategia fortemente improntata sulle acquisizioni, anche di piccole realtà locali. Il Financial Times ricorda che dal 2002 a oggi la società ha perfezionato oltre 500 acquisizioni. Del resto le operazioni di M & A sono diventate una costante nel processo di consolidamento del mercato, senza eccezione alcuna. Basta ricordare le fusioni tra Willis e Towers Watson fondersi del 2015 e quella tra Marsh e JLT all’inizio di quest’anno. Patrick Gallagher ritiene che il processo di consolidamento offra grandi opportunità, soprattutto negli Stati Uniti, considerato che parliamo di un business “molto ampio e frammentato”. Gallagher ha aggiunto che “nel 90% dei casi, negli Stati Uniti ci troviamo a competere con un player più piccolo di noi. Un intermediario locale che non ha nulla di paragonabile alle nostre capacità”.