Pensioni, il riscatto è aziendale

Ok dell’Inps alla misura che anticipa il riposo dei lavoratori nei piani di esodo agevolato
A carico dell’impresa il recupero degli anni senza lavoro

di Daniele Cirioli

Via libera al riscatto contributivo con oneri a carico dell’azienda. La possibilità, che rientra nei piani d’incentivo all’esodo, richiede l’intervento dei fondi di solidarietà, ma può anche avere l’effetto di decretare l’immediato diritto alla pensione al lavoratore senza alcuna erogazione di assegni straordinari da parte dei predetti fondi (ad esempio, mediante riscatto, il lavoratore con 62 anni d’età può raggiungere i 38 anni di contributi necessari a quota 100). A spiegarlo è l’Inps nella circolare n. 105/2019, pubblicando il modello per le domande. L’onere del riscatto va pagato in unica soluzione ed è deducibile dal reddito dell’azienda.

Incentivi all’esodo.
La misura rientra nel pacchetto di interventi per l’anticipo della pensione introdotti dal dl n. 4/2019 convertito dalla legge n. 26/2019. In pratica, i fondi di solidarietà hanno la possibilità di erogare assegni straordinari ai lavoratori che raggiungano i requisiti per la pensione quota 100 entro il 31 dicembre 2021, con oneri a carico dell’azienda. La misura risponde all’esigenza d’innovazione delle organizzazioni aziendali e di ricambio generazionale. In secondo luogo, il decreto ha concesso agli stessi fondi di provvedere al versamento degli oneri contributivi per il riscatto/ricongiunzione di periodi utili a far maturare il diritto a qualunque tipo di pensione, anticipata o di vecchiaia, sempre con oneri a carico dell’azienda.

Via libera al riscatto.
La circolare riguarda nello specifico la seconda misura. Due le condizioni per la praticabilità: un accordo sul numero di lavoratori da assumere in sostituzione dei pre-pensionati (accordo aziendale o territoriale con sindacati più rappresentativi a livello nazionale, in cui è stabilito, ai fini del ricambio generazionale, il numero di lavoratori assunti in sostituzione di quelli che accedono alla prestazione del fondo di solidarietà) e il pagamento di tutti gli oneri relativi agli assegni straordinari erogati ai lavoratori, più i relativi contributi e più l’onere del riscatto/ricongiunzione contributiva da parte dell’azienda. In mancanza, l’operazione è annullata e gli oneri versati sono dall’Inps restituiti all’azienda senza interessi.

Lavoratori interessati.
Destinatari della misura, spiega l’Inps, sono coloro che maturano i requisiti per la prestazione straordinaria del fondo senza riscatto/ricongiunzione (in tal caso il riscatto/ricongiunzione, aumentando l’anzianità, riduce il periodo d’erogazione dell’assegno straordinario), nonché coloro che maturano i requisiti per la prestazione straordinaria con riscatto/ricongiunzione. Il riscatto/ricongiunzione, pertanto, come accennato, potrebbe avere l’effetto di far maturare il diritto alla pensione immediatamente, senza alcuna erogazione dell’assegno straordinario (e quindi con risparmio per l’azienda).

La domanda.
Va presentata dal datore di lavoro con un congruo anticipo rispetto alla data di risoluzione del rapporto di lavoro (almeno quattro mesi prima). L’azienda può attivare qualunque tipologia di riscatto e di ricongiunzione utili ai fini del diritto a pensione anticipata o di vecchiaia, in base alla posizione del lavoratore. Sono esclusi, invece, i riscatti utili solo ai fini della misura della pensione (esempio: riscatto periodi di part-time di tipo orizzontale, che già sono interamente valutabili ai fini del diritto alla pensione). Le modalità di presentazione delle domande e di versamento degli oneri contributivi sono indicate in tabella. Alla domanda va sempre allegata la dichiarazione di assenso del lavoratore beneficiario del riscatto.
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