M&a, giù il valore

KPMG/ In Italia semestre in calo del 41% a 19 mld
Le operazioni crescono a 420

In Italia, nel primo semestre, sono state formalmente chiuse 420 operazioni di aggregazione, in crescita rispetto alle 333 dello stesso periodo del 2018. Il controvalore è però diminuito del 41% a circa 19 miliardi di euro. I numeri, contenuti in uno studio di Kpmg, evidenziano che «in questo momento storico, contraddistinto da un quadro macroeconomico incerto, elevata instabilità politica e con il ruolo dell’Italia all’interno dell’Unione europea costantemente sotto pressione, sono le grandi operazioni a venir meno». Le operazioni di importo superiore al miliardo sono state quattro rispetto alle dieci. Un dato che riallinea il mercato a quanto registrato mediamente in una serie storica più lunga, identificando il 2018 come anno particolarmente positivo.
«Il trend che si viene delineando per il 2019 risulta in linea con quanto evidenziato a partire dalla seconda metà dello scorso anno», spiega Max Fiani, partner di Kpmg Corporate Finance. «Non si tratta, comunque, di una tematica esclusivamente italiana: il primo semestre ha mostrato un rallentamento evidente a livello globale in termini di controvalori complessivi, pur in presenza di un numero di operazioni crescente. Pesano le dinamiche geopolitiche, in particolare ma non solo, fra Stati Uniti e Cina, che impattano in particolar modo sulle operazioni di m&a cross border, tipicamente di dimensioni unitarie più rilevanti. Anche le operazioni cross border fra grandi aziende europee trovano diverse difficoltà nella loro esecuzione, per motivazioni che possono spesso esulare da aspetti prettamente finanziari».

Le operazioni annunciate, ma non ancora formalmente finalizzate, ammontano a soli 9 miliardi di euro. Tra queste c’è l’accordo sottoscritto da Bracco Imaging per l’acquisizione di Blue Earth Diagnostics dal fondo Syncona per 450 milioni di dollari (401 mln euro). Sono in attesa del via libera delle autorità l’acquisizione, da parte di Eni, del 20% di Adnoc Refining per quasi 3 miliardi e quella del business snack, biscotti, gelati e crostate di Kellogg da parte di Ferrero (1,16 mld). Era ben diversa la situazione dei primi sei mesi del 2018, che includevano deal del calibro di Essilor-Luxottica e Atlantia-Abertis.
Ci sono state 209 operazioni fra controparti nazionali per un controvalore di 3 miliardi di euro rispetto alle precedenti 160 per 12 mld. Il comparto finanziario, con 17 transazioni, ha raggiunto 1,1 mld. L’operazione di maggiore rilievo è stata la cessione, da parte di Unicredit, del 17% di Fineco. Il settore consumer markets ha visto 72 operazioni. Ammontano invece a 10 miliardi gli investimenti esteri in società italiane, con circa 125 transazioni. In particolare, Generali ha portato a termine una serie di dismissioni insieme ad Autogrill. Gli Stati Uniti sono stati il paese più attivo con 31 operazioni, a cominciare dall’acquisizione di Magneti Marelli da parte del fondo Kkr.
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