I fondi di private equity fiutano l’affare della cessione del quinto

di Anna Messia

Gli investitori internazionali sono pronti a scommettere sulla crescita della cessione del quinto in Italia. Il settore non ha i grandi volumi dei prestiti o dei mutui ma il rischio è minore e la redditività, sebbene inferiore rispetto agli anni scorsi, resta interessante per i sistemi di cartolarizzazione, tanto che tra i soggetti pronti a muoversi, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ci sono fondi di private equity di primo piano. Nel mercato c’è in particolare una nuova operazione che vede protagonista un manager di lungo corso, accreditato nel settore finanziario nazionale ed estero. Si tratta di Massimiliano de’ Salazar, che negli ultimi quattro anni ha strutturato e avviato alla crescita Fincontinuo. Con lui al timone la società ha richiamato importanti investitori internazionali (Jz International e Alpinvest) che ne hanno rilevato la maggioranza, raccogliendo la fiducia per i processi di cartolarizzazione di società di rating come Moody’s e Dbrs. Dopo l’uscita da Fincontinuo de’ Salazar, avrebbe individuato un’altra società su cui puntare per crescere nel settore: si tratta di Finsarda, spa controllata dalla famiglia Canalis che finora ha focalizzato il business in Sardegna. I piani di de’ Salazar ne prevedono lo sviluppo e il potenziamento, non solo a livello nazionale, per dare vita a una challenge bank che punti sulle nuove tecnologie per il credito, con un’ulteriore diversificazione del business che guardi anche alle pmi. Anche in questo caso non mancano gli investitori internazionali pronti a sostenere l’iniziativa. Tra i soggetti interessati ci sono investitori privati ma anche fondi di private equity che hanno già mosso verso l’Italia, come Oak Tree, Metric Capital Partner e Barents. (riproduzione riservata)

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