Fineco all-inclusive

L’uscita di Unicredit ha coinciso con il primo anno di attività di Fam, sgr irlandese con la quale la banca ha completato l’offerta. Ecco le novità
di Paola Valentini

La definitiva uscita di Unicredit dal capitale di FinecoBank ha coinciso con il primo compleanno di Fineco Asset Management (Fam), la sgr irlandese che, pur avendo pochi mesi di vita, è già avviata e rappresenta uno dei punti di forza del gruppo guidato dall’ad e dg Alessandro Foti per dimostrare al mercato che è in grado di camminare da solo e restare indipendente. Fam infatti completa l’offerta di FinecoBank che, accanto al business storico di trading online e a quello sviluppato negli anni legato alla rete di consulenti finanziari, ora conta anche su una propria una fabbrica prodotti, sul modello di concorrenti quali Banca Generali o Banca Mediolanum . La sfida per tutti è infatti avere una gamma diversificata per far navigare in un mercato nel quale i margini sono in compressione. Operativa da luglio 2018, la sgr ha sede a Dublino e gestisce 12 miliardi di euro di asset su tre linee: i fondi di fondi Core Series e Fam Evolution (costruiti e gestiti da Fam in modo da avere il controllo di tutti i processi) e Fam Series, fondi singoli in delega a case esterne. Inoltre, Fam propone le strategie passive realizzate internamente che, utilizzate nei prodotti multibrand, consentono di ridurre i costi. I prodotti Fam si trovano all’interno della piattaforma ad architettura aperta di FinecoBank , insieme a quelli degli altri asset manager. In questo contesto, Fam punta sulla gestione e realizzazione di nuovi prodotti con l’obiettivo di allineare gli interessi dei suoi stakeholder ora che è diventata una public company a tutti gli effetti. Come spiega il ceo della sgr, Fabio Melisso.
Domanda. Quali sono i fondi Fam più apprezzati?
Risposta. Fam Evolution, in particolare la gamma Advisory, sta riscuotendo molto successo, con oltre mezzo miliardo di euro sottoscritti in pochi mesi.
D. In cosa si differenziano i fondi Fam rispetto alla concorrenza?
R. Sono per la maggior parte soluzioni multi-manager, ovvero individuano le migliori strategie aggregandole in un fondo di fondi efficiente, innovativo e diversificato. In questo modo non ci affidiamo a un singolo gestore o casa di investimento ma cerchiamo di selezionare il meglio da ognuna di queste.
D. Quale politica di costi prevede l’offerta?
R. La struttura di costi per Fam si è fin da subito rilevata efficiente, proponendo commissioni di gestione competitive, ridotti costi accessori che si aggiungono alle management fee pagate dal cliente, e senza commissioni di performance. Inoltre, in Fam Evolution abbiamo rilasciato prodotti in classi premium che, per importi di 50 mila euro, raggiungono commissioni di gestione anche sotto l’1 %, lasciando inalterati tutti i vantaggi positivi di un prodotto multibrand, costruito in house e seguito dai gestori Fam per un’asset allocation sempre aggiornata.
D. Quali novità prevedete?
R. Fam continua il percorso di crescita soprattutto nell’offerta di prodotti innovativi. Nei prossimi giorni, è previsto il lancio di di una nuova serie di fondi in grado di accompagnare il cliente verso il suo obiettivo di investimento. Si tratta di soluzioni che da un lato valorizzano la liquidità con strumenti a breve termine e bassa volatilità; dall’altro prevedono un decumulo verso un fondo a profilo o un fondo multitematico, con un orizzonte di cinque anni. Altra novità sono le strategie che individuano trend strutturali con una forte componente di innovazione e sostenibilità a impatto globale.
D. Quale strategia che suggerite nell’attuale contesto di incertezza?
R. Fam ha a disposizione un osservatorio privilegiato, ovvero la sua presenza a Dublino. Infatti l’essere in Irlanda, diventata negli anni il più importante hub finanziario per l’industria dell’asset management, ci permette di confrontarci con tutti i gestori più importanti a livello globale. Riteniamo sia difficile parlare di singole strategie senza conoscere l’orizzonte temporale, i profili di rischio, i bisogni e le aspettative di ogni singolo cliente.
D. Dopo l’addio di Unicredit , il ruolo di Fam diventa ancora più rilevante all’interno del vostro gruppo?
R. L’uscita dal gruppo Unicredit non ha avuto alcun impatto su Fam, perché il contesto nel quale operiamo è lo stesso. Un contesto di compressione dei margini, con un modello di business in grado di generare grande efficienza e più marginalità.
D. Come rispondete all’avanzata di prodotti passivi a basso costo?
R. Fam ha già costruito la propria gamma di prodotti e continuerà ad espanderla con la consapevolezza che i prodotti passivi consegnano beta e non hanno solo vantaggi positivi; non producendo infatti alfa, ossia extra performance, in mercati turbolenti vanno utilizzati con molta cautela e consapevolezza. Per questo abbiamo deciso di utilizzarli solo all’interno dei nostri fondi di fondi in maniera flessibile e dinamica. (riproduzione riservata)

Fonte: