Banche, più recuperi da immobili

È possibile anche grazie all’unione delle competenze di gestori e riassicuratori
La nuova normativa di Bankitalia consente agli istituti di credito modalità per una gestione più efficiente delle garanzie sottostanti ai crediti deteriorati. Ecco la strategia di Barents e Dea Capital
di Carlo Brustia

La nuova normativa consentita dalla Banca d’Italia sugli immobili detenuti dalle banche ha aperto nuove possibilità nella gestione dei crediti deteriorati, attraverso cui sarà possibile velocizzare e massimizzare i recuperi. In questi mesi istituti di credito, società di gestione immobiliare e riassicuratori stanno lavorando per definire schemi che garantiscono vantaggi per tutti. Un esempio in tal senso è quello a cui stanno lavorando Dea Capital Real Estate Sgr e Barents Re.
In passato le banche non potevano detenere immobili oltre il capitale regolamentare, se non con obbligo di pronto smobilizzo per le garanzie ottenute nell’ambito del recupero crediti. A ottobre Bankitalia ha cambiato la disciplina, eliminando l’obbligo di rapida cessione: è previsto invece che la dismissione avvenga in un arco di tempo ragionevole (di norma non oltre quattro anni), che consideri l’obiettivo di preservare il valore di realizzo, in linea con le migliori prassi di mercato (si veda MF-Milano Finanza del 23 ottobre).
Gli operatori di mercato si stanno muovendo di conseguenza. Le banche non sono più obbligate a svendere crediti deteriorati, intimorite dal divieto di avere troppi immobili: per questo motivo in precedenza aspettavano che fossero venduti in asta, con lunghi tempi di attesa e spesso al terzo tentativo, con un grande sconto. Così si ottiene di solito meno della metà del valore peritale dell’immobile: per la banca ciò significa una forte svalutazione del credito in bilancio.
Ora invece gli istituti possono acquistare l’immobile in modo più semplice. I grandi gruppi possono farlo con Reoco o società interne specializzate. Un’alternativa per le banche è sottoscrivere quote di fondi immobiliari non negoziati in mercati regolamentati. Ed è proprio questa opzione quella a cui stanno lavorando Dea Capital Real Estate Sgr, che gestisce il fondo immobiliare, e Barents Re, che assicura un realizzo minimo.
«Alle banche la nuova normativa permetterà di gestire in modo molto più veloce i crediti deteriorati e quindi di realizzare meno perdite», spiega Paolo Altichieri, responsabile della relazione con le banche della società Risk Management per conto del gruppo Barents. «Con la riassicurazione si garantisce lo scenario peggiore possibile di cessione dell’immobile, che è superiore a quello che si sarebbe ottenuto con la strada della vendita in asta». Barents può offrire prezzi più alti grazie alla rapida repossession dell’immobile, frutto anche di possibili accordi di compensazione con i debitori, e alla gestione di un operatore professionale come Dea Capital Real Estate Sgr. La garanzia poi viaggia con le quote del fondo immobiliare, nel caso fossero cedute dalla banca.
L’impatto di questa strategia potrebbe essere rilevante, secondo Altichieri. Le banche stanno mostrando interesse e le prime operazioni potrebbero essere completate entro fine anno. Dea Capital e Barents sono stati tra i primi a muoversi, altri gruppi potrebbero seguire. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf