Assofondipensione-Cdp a un passo dal fondo per l’Italia

Gli ultimi incontri tra Cassa Depositi e Prestiti e Assofondipensione sono attesi nelle prossime settimane. Prima della pausa estiva l’assetto del nuovo fondo di Cdp utile per consentire ai fondi pensione di investire in economia reale dovrebbe quindi essere definito. Dal canto loro 18 dei 30 fondi pensione che hanno aderito all’associazione presieduta da Giovanni Maggi hanno già cambiato i propri modello d’investimento per potere liberamente puntare anche su fondi chiusi e asset illiquidi. Il settore, insomma, è pronto e del lesto è già nato un primo progetto per investire nel private equity al quale hanno aderito cinque fondi negoziali della chimica che hanno deciso di mettere insieme in Iride forze e risorse (216 milioni) per investire nel private equity.

Mentre sta per prendere forma un’altra iniziativa sempre nello stesso campo, che raccoglie altri quattro fondi negoziali che operano in settori municipalizzati, edilizia e cemento. Si tratta di Prevedi (industriali e artigiani edili), Concreto (cemento e calce), Arco e Previambiente e a questo punto è attesa la pubblicazione del bando di gara per selezionare l’advisor che dovrà redigere il progetto condiviso, sul modello di quanto già fatto da Iride. Entrambe le iniziative sono state coordinate da Assofondipensione ma in campo, come detto, c’è anche il gruppo guidato da Fabrizio Palermo, che ha tutto l’interesse a creare un strumento utile a sostenere l’economia del Paese.

L’idea, alla quale sta lavorando Vito lo Piccolo (Head of Investment Partners and Funds Promotion CDP) secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sarebbe quella di creare un fondo di fondi per investire in private equity, private debt e infrastrutture. Un’iniziativa che verrebbe gestita da Cdp Equity, società del gruppo controllato dal ministero dell’Economia e che investirebbe esclusivamente nel mercato domestico, con l’obiettivo, appunto, di sostenere la ripresa dell’Italia. La spa guidata da Palermo sarebbe pronta a partecipare con un coinvestimento compreso tra il 30 e il 50% per dare stabilità e maggiore credibilità all’iniziativa. Il piano, dopo tanti anni di gestazione, sembra quindi arrivato alle battute finali. Dopo l’estate Cassa Depositi e Prestiti potrebbe quindi già organizzare i primi incontri con i fondi pensione per presentare i dettagli dell’iniziativa e poi starà a loro, singolarmente, decidere se aderire e quanto apporta-re al progetto. Dare oggi una dimensione della nuova iniziativa è quindi difficile e una prima stima potrà essere realizzata solo dopo che i fondi verranno a conoscenza dei dettagli del fondo di fondi. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf