Accordo Fitd-Ccb per Carige

Il gruppo trentino delle bcc entrerà al 9,9% sottoscrivendo 65-70 milioni dell’aumento da 700 milioni e in seguito incrementerà la quota. E rileverà bond subordinati per 100 milioni (su 200)

di Francesco Ninfole

È vicina la soluzione privata per Carige . Cassa Centrale Banca (Ccb) e il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (Fitd) hanno raggiunto un accordo di massima per il rafforzamento patrimoniale della banca genovese. Mancano alcuni passaggi tecnici e resta l’incertezza sull’ok alla manovra da parte della famiglia Malacalza, primo azionista di Carige con il 27%. Ma l’operazione, alla quale hanno lavorato i commissari, la Banca d’Italia e il Tesoro, è stata di fatto definita ieri con l’intesa Ccb-Fitd. Ci sarà un aumento di capitale da 700 milioni, di cui 313 legati alla conversione del bond subordinato dello Schema Volontario del Fitd, circa 150 riservati ai soci attuali di Carige e quasi 70 da parte di Cassa Centrale che salirà al 9,9%, sotto la soglia del 10% oltre cui è richiesta un’autorizzazione dalla Vigilanza. La parte restante sarà sottoscritta dalle banche italiane attraverso il Fitd obbligatorio, per un importo stimabile tra 170 e 320 milioni nell’ipotesi che nessun socio partecipi all’aumento.
In futuro però la quota di Ccb potrebbe salire in modo significativo: l’accordo con il Fitd prevede la possibilità di esercitare l’opzione per l’acquisto a sconto delle quote del Fondo. Già nel pomeriggio una nota del Fitd, respingendo le ricostruzioni di chi parlava di una chiusura delle trattative, aveva sottolineato il «positivo e costruttivo confronto per la definizione dei vari profili dell’operazione nei tempi brevi richiesti dall’autorità di vigilanza». Ieri si è tenuto un lungo cda di Cassa Centrale presieduto da Giorgio Fracalossi, ma da Trento non sono arrivate comunicazioni. Ccb rileverà anche 100 dei 200 milioni in titoli subordinati che saranno emessi da Carige : l’altra metà sarà divisa tra Credito Sportivo, Medio Credito Centrale e altri investitori istituzionali privati tra cui Amissima, Cattolica e Mediolanum . Ccb ha formulato una proposta che ora deve essere approvata dagli organi del Fitd, che saranno convocati per l’inizio della prossima settimana. Dovrebbe comunque trattarsi di un passaggio formale, dopo giorni di intense discussioni con Ccb.
Un passaggio da verificare riguarda Malacalza Investimenti. L’aspetto cruciale non riguarda la partecipazione all’aumento (perché in ogni caso le azioni sarebbero sottoscritte dal Fitd) ma l’ok al rafforzamento in assemblea. Già a dicembre Malacalza si è opposto all’aumento aprendo la strada al commissariamento dell’istituto. Un nuovo stop di fronte all’unica soluzione possibile per Carige avrebbe conseguenze rilevanti per la banca e anche per gli altri azionisti.
Il piano sarà presentato dai commissari Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener alla Bce, con cui i contatti sono continui. Era previsto un aggiornamento entro questa settimana per verificare l’evoluzione della situazione. Non si tratta di una scadenza insuperabile: a fronte di uno scenario definito Francoforte concederebbe alcuni giorni per chiudere gli aspetti formali, a cominciare dalla delibera del Fitd. Tra le parti coinvolte c’è ottimismo che tutti i passaggi dell’operazione possano completarsi in breve tempo. (riproduzione riservata)

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