L’agente di assicurazioni può farsi pagare la consulenza? La fattura di consulenza è con o senza IVA? Ecco cosa mi ha risposto l’Agenzia delle Entrate!

Notizie dalle aziende: Assicuratore Facile

Sono convinto da tempo che — senza consulenza — l’intermediario assicurativo tradizionale verrà giustamente disintermediato.

A dire il vero, penso che tutto ciò che può essere acquistato senza una consulenza subirà questa sorte, prima o poi.

Lo dimostra la storia. Ed è giusto che sia così: se il consumatore può acquistare un prodotto o un servizio senza una consulenza professionale e indispensabile, allora è corretto che non debbano esserci costi di intermediazione.

Prova a pensare al destino delle agenzie di viaggi. Nel corso degli ultimi 15 anni, infatti, migliaia di agenzie hanno chiuso i battenti per sempre.

Perché?

Perché nel corso degli anni — con l’arrivo dei portali online per i viaggi e dei comparatori di prezzo — l’intermediazione delle agenzie è diventata sempre più superflua e percepita come un inutile costo che non aggiungeva nulla di significativo all’esperienza di acquisto.

Nel settore assicurativo, nonostante sia super regolato, c’è sempre stata confusione in merito alla consulenza remunerata per il canale agenziale, al contrario dei broker.

Tuttavia, dopo l’introduzione della nuova IDD, ho presentato una serie di quesiti allo Studio Candian di Milano, che ha confermato quella che era la mia tesi:

Con l’introduzione della IDD tutti i distributori assicurativi – indipendentemente dalla sezione del RUI a cui sono iscritti se intermediari – possono svolgere attività di consulenza, fornendo raccomandazioni scritte e personalizzate ai propri clienti. Si tratta di un’attività ulteriore ed aggiuntiva rispetto alla mera intermediazione del prodotto, per il quale il distributore PUÓ essere autonomamente remunerato, senza che ciò contrasti, per gli agenti, con l’interesse delle compagnie mandanti in nome e per conto delle quali operano, rimanendo tale attività finalizzata alla sottoscrizione dei contratti proposti e raccomandati, ma con un servizio assicurativo offerto alla clientela di livello più elevato.

Con gli Avv. Albina Candian del Foro di Milano e Avv. Marco Annecchino del Foro di Roma, lo scorso 13 aprile 2019 ho presentato istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate in merito all’applicazione o meno dell’IVA al compenso per tale attività di consulenza, anche per le ipotesi in cui a seguito della stessa non vengano stipulate le polizze proposte.

“Per quanto rileva in questa sede, in relazione alle attività poste in essere da un distributore di prodotti assicurativi (nei limiti sopra esposti) che possono beneficiare dell’esenzione da IVA, si ritengono attuali i chiarimenti già resi con la Risoluzione n. 267/2009: anche alle attività di consulenza e assistenza è applicabile l’esenzione IVA purché finalizzate alla presentazione e alla proposta di prodotti assicurativi. Si evidenzia, inoltre, che la citata Risoluzione non condiziona l’attività di consulenza al conseguimento di un risultato (stipula di un contratto assicurativo). Nel caso di specie, l’istante dichiara espressamente che l’attività di consulenza è “comunque finalizzata ad ottenere sottoscrizione dei contratti assicurativi proposti” e sarà oggetto di specifico compenso. Si ritiene, pertanto, che l’attività di consulenza resa da un distributore di prodotti assicurativi (nei limiti e nelle modalità sopra richiamati) rientri nella previsione di cui all’art. 10, comma 1, n. 9) del DPR n. 633/72.”

Oltre a essere un chiarimento rilevante, questo è uno spartiacque storico per l’intero settore assicurativo.

Lo è perché definisce una volta per tutte che qualsiasi distributore assicurativo può emettere fattura di consulenza e che, a prescindere dal risultato, la fattura è in esenzione IVA.

Ma si tratta di uno spartiacque epocale soprattutto perché consegna al distributore assicurativo professionista l’indipendenza che merita, facendo partire una vera evoluzione del nostro ruolo.

Negli ultimi anni ci sono state accese discussioni tra sindacati agenti e gruppi agenti nei confronti delle mandanti in merito alle remunerazioni sempre più basse e alla burocrazia e oneri sempre più alti a carico del canale agenziale.

In questo caso, la nuova IDD e questa risposta da parte dell’agenzia delle entrate danno un enorme potere proprio a tutti quei distributori assicurativi che si dimostrano realmente capaci, che sanno fare consulenza e che sono realmente utili agli assicurati:

“Essere remunerati prima dall’assicurato sul libero mercato in funzione del loro reale valore di consulenza ed informazioni che sanno generare, e poi anche dall’intermediazione dei prodotti assicurativi”.

Purtroppo, però, attualmente questo è un passaggio che pochissimi possono fare perché non hanno un processo di consulenza valido e non sanno come generare un report scritto e indipendente con una vera raccomandazione personalizzata al cliente finale.

Ma dà il via ad un cambiamento epocale per la nostra bellissima e importante professione.

La verità è che c’è un enorme oceano da conquistare per chi vuole impegnarsi e diventare un vero punto di riferimento per i proprio assicurati.

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Simone Costenaro