Valutazione rischi, il datore deve usare la tecnologia

di Carla De Lellis

Nell’ambito della valutazione dei rischi il datore di lavoro deve porre in essere tutte le misure tecnologicamente adottabili, tali da eliminare o ridurre gli effetti pregiudizievoli sulla salute del lavoratore, compresi quelli riferiti al lavoro monotono e ripetitivo. Lo precisa, tra l’altro, la commissione per gli interpelli sulla sicurezza, nell’interpello n. 6/2018.

La commissione risponde all’organizzazione Cub Trasporti che aveva chiesto parere in merito al concetto di vigilanza dei lavoratori addetti a mansioni di sicurezza, idoneità ed efficacia degli strumenti utilizzati a tale scopo, in particolare per l’attività del «macchinista».
La commissione spiega che, nell’ambito del trasporto ferroviario, l’adozione di strumenti per il controllo dell’attività del macchinista è obbligatoria in base di norme nazionali ed europee. E che inoltre l’assenso di conformità dei dispositivi per il controllo della vigilanza del macchinista, da parte del ministero dei trasporti e dell’agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, non determina di per sé una presunzione di conformità alle disposizioni del T.u. sicurezza (dlgs n. 81/2008).

In particolare, per il corretto utilizzo di qualsiasi dispositivo (vigilante) omologato unitamente alla locomotiva, la commissione precisa che, anche se conforme agli standard europei e nazionali, il datore di lavoro è tenuto a valutarne l’impatto sulla salute e sicurezza dei lavoratori nell’ambito della valutazione dei rischi, non potendo l’omologazione fungere da presunzione di conformità.

Peraltro, aggiunge la commissione, deve tenersi conto che, tra le misure generali di sicurezza a carico del datore di lavoro, vi sono anche «il rispetto dei principi ergonomici nella organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo».
Di tali misure, pertanto, il datore di lavoro deve tenerne conto nell’ambito della valutazione dei rischi.
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