Limiti alle card prepagate

In vigore la quinta direttiva antiriciclaggio. Va recepita entro il 2020

Il registro dei titolari effettivi sarà pubblico
di Luigi Chiarello
Limiti alla possibilità di effettuare pagamenti anonimi mediante carte prepagate, incluse le piattaforme virtuali di cambio valuta. Aumenta anche il ventaglio delle verifiche sui clienti, così come la possibilità di richiedere controlli più rigorosi sui flussi di denaro provenienti da paesi terzi a elevato rischio di riciclaggio. C’è poi una disclosure (trasparenza, ndr) totale sul titolare effettivo, cioè la persona che ha in portafogli o controlla clienti, oppure la persona per cui viene realizzata un’operazione. E si dispone un meccanismo di allerta per le difformità emergenti tra informazioni contenute nei registri dei titolari effettivi e le svariate informative a disposizione: alle autorità di controllo sarà consentito accesso tempestivo e illimitato alle informazioni del registro senza allertare i soggetti interessati. Quindi, si prevedono sanzioni a enti e società, che non reperiscono i dati sui titolari. E si dispone il libero accesso al registro dei titolari effettivi. Che diventerà un vero e proprio registro pubblico, consultabile erga omnes da tutti. E non più solo dagli organismi pubblici di controllo. Infine, aumentano portata della cooperazione e scambio di informazioni tra autorità di vigilanza dei singoli paesi e Banca centrale europea. Ieri è entrata in vigore la quinta direttiva Ue per prevenire il riciclaggio di denaro e combattere il finanziamento del terrorismo. Il tutto dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (da ultimo, si veda ItaliaOggi Sette del 02/07/2018). La direttiva è stata proposta dalla commissione Ue, nel luglio 2016, all’indomani delle rivelazioni dei Panama Papers e dei sospetti flussi di denaro verso l’Isis. Ora la palla passa agli stati membri, Italia inclusa, che dovranno recepire le nuove disposizioni europee nell’ordinamento nazionale entro il 10 gennaio 2020. Se non lo faranno scatterà l’iter per la procedura d’infrazione. La direttiva è la n. 2018/843 del 30 maggio 2018; è stata pubblicata sulla Gazzetta Ue del 19 giugno (L156/43). Il provvedimento modifica la direttiva (UE) 2015/849 (IV direttiva) relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo nonché le direttive 2009/138/Ce e 2013/36/Ue. La nuova direttiva, in Italia, sarà recepita con la legge di delegazione europea (presumibilmente entro l’autunno 2018). Quindi sarà adottata, modificando il decreto legislativo 231/07, probabilmente nel corso del 2019.
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