Gli investimenti delle compagnie italiane nel 2017

Alla fine del 2017, gli investimenti gestiti dalle imprese di assicurazione italiane, al netto degli attivi destinati al comparto linked, ammontano a 697 miliardi di euro, con un incremento del 3,7%.

Nel complesso si è ridotta la quota dei titoli obbligazionari (titoli di stato, obbligazioni societarie e strutturate), dal 76,9% al 74,4%. La composizione degli investimenti mostra una lieve flessione nella quota dei titoli di Stato (dal 53,6% al 52% l’anno prima), anche dovuta alla riduzione dei titoli di stato italiani (dal 47,8% al 44,6%).

Cresce invece il valore degli impieghi in Organismi di investimento collettivi (dall’8,9% al 10,5%).

Anche il valore degli attivi dedicati al comparto dei contratti linked è in crescita nel 2017 (+10,6%), con un ammontare a fine anno di 154 miliardi di euro. Nella tav. I.45 viene operato il confronto tra gli investimenti complessivi (danni e vita) non collegati ai prodotti linked delle imprese italiane con quelli dei principali competitor europei.

La presenza in portafoglio di titoli governativi è rilevante per Italia e Spagna, con quote più ridotte in Francia, Regno Unito e Germania. I titoli corporate rappresentano invece il principale investimento per le imprese inglesi, tedesche e francesi.

Le esposizioni in fondi (OICR) delle imprese europee sono più contenute, a eccezione di quelle tedesche. Considerando la ripartizione degli investimenti obbligazionari delle imprese italiane per classe di rating nel biennio 2016-17, la classe predominante dei titoli governativi risulta avere un rating tripla B. Con riferimento ai titoli corporate, le classi principali sono la tripla B (56,2% nel 2017 e 53,4% nel 2016) e la A (24,1% per entrambi gli anni).

L’analisi della composizione degli investimenti per settore economico al 31.12.2017, con l’esclusione dei soli titoli governativi, evidenzia una significativa concentrazione nel settore finanziario e assicurativo (66,6%), con una minore presenza nel settore manifatturiero (8,1%) ed energetico (5%).

Fonte: IVASS