Cattolica Assicurazioni main sponsor della FIR

E’ ufficiale: Cattolica Assicurazioni diventa main sponsor della Federazione Italiana Rugby per i prossimi 7 anni.

Dopo 12 anni infatti, il gruppo bancario Cariparma Crédit Agricole ha chiuso la sponsorizzazione con la Federazione. La partnership era stata avviata nel gennaio del 2007 sull’onda della Rugby World Cup di Francia.

La Federazione Italiana Rugby e Cattolica Assicurazioni hanno ufficializzato proprio ieri a Roma l’accordo che vedrà il Gruppo assicurativo veronese apporre il proprio logo sulle maglie delle Squadre Nazionali per i prossimi sette anni.

Cattolica Assicurazioni darà inoltre il naming alle finestre internazionali World Rugby di autunno, firmando i Cattolica Test Match che vedranno impegnati gli Azzurri in novembre, a cominciare dal trittico 2018 contro Georgia (Firenze, 10 novembre), Australia (Padova, 17 novembre) e Nuova Zelanda (Roma, 24 novembre).

L’accordo di sponsorizzazione è stato sottoscritto ieri mattina, presso la Sala Giunta del CONI di Roma, dal Presidente della Federazione Italiana Rugby Alfredo Gavazzi e dall’Amministratore Delegato di Cattolica Assicurazioni, Alberto Minali, alla presenza del Presidente del CONI Giovanni Malagò, del Presidente di Cattolica Assicurazioni Paolo Bedoni, del CT azzurro Conor O’Shea e di una vasta rappresentanza degli atleti delle Squadre Nazionali.

“È una giornata storica per Cattolica, che da oggi intraprende un cammino avvincente insieme al rugby italiano, nella convinzione di avere molti tratti in comune con questa disciplina. Il rugby è uno sport che richiede coesione, partecipazione, talento, rispetto dell’avversario e sano agonismo. Nel rugby gioca l’individuo, ma vince la squadra: sono gli stessi valori che muovono il lavoro quotidiano della nostra società, ora impegnata in una profonda trasformazione culturale” – ha dichiarato Alberto Minali, Amministratore Delegato di Cattolica Assicurazioni. “Per la prima volta è un’azienda italiana a sostenere le squadre nazionali e i movimenti giovanili, maschili e femminili del rugby, e questo per noi è motivo di grande orgoglio, ulteriore spinta a legare il nostro nome a quello della Federazione e supportare uno sport che si distingue per una competizione sana. Ci piace pensare che anche un mondo pulito come quello dei tifosi della palla ovale inizi a conoscere e riconoscersi nella nostra società” ha concluso Minali.

Dal 2005 ad oggi il rugby in Italia è passato dai 25mila spettatori degli anni del Flaminio ai sessantamila dell’Olimpico nel recente 6 Nazioni, con una media di 40mila presenze in occasione degli incontri dei Test Match autunnali.