Bankitalia: ancora pochi gli investimenti nel fintech

Barbagallo: la strategia wait-and-see è un’opzione rischiosa per le banche. La regolamentazione è ancora incompleta
di Francesco Ninfole

La sfida del fintech è una delle più rilevanti per le banche, ma in questo ambito gli investimenti degli istituti sono «ancora bassi». Lo ha osservato ieri Carmelo Barbagallo, capo della vigilanza della Banca d’Italia, in un convegno a Milano alla Cattolica. «Quasi tutti i progetti basati su tecnologie innovative sono in fase di introduzione e il loro impatto finanziario è limitato. Cambiamenti significativi non sono ancora visibili», ha aggiunto.
Il fintech, ha ricordato Barbagallo, non va visto solo come una minaccia: può rappresentare al contrario «un fattore-chiave di successo per le banche che sono in grado di sfruttarlo. Può essere strumentale al miglioramento dell’efficienza, al sostegno alla redditività, all’ampliamento dei servizi offerti ai clienti e al miglioramento della loro qualità; in breve, può cambiare completamente i modelli di business delle banche».

In una fase in cui lo sviluppo tecnologico è rapido, il rischio è quello di una strategia wait-and-see, che secondo Barbagallo è però «un’opzione rischiosa» per le banche: le espone alla concorrenza di istituti più attivi e di nuovi entranti nel settore, che spesso hanno strutture più agili, maggiore capacità di adattamento alle novità e un carico regolamentare inferiore. Secondo una recente indagine Abi Lab, il 63% delle banche operanti in Italia lavora in partnership strategica con aziende fintech per realizzare nuovi servizi. Per Barbagallo un’altra conseguenza della digitalizzazione è che «tende ad aumentare l’esposizione ai rischi informatici» che «possono mettere in ginocchio un intermediario come i tipici rischi finanziari, forse più rapidamente. Garantire la sicurezza dell’infrastruttura Ict richiede, ancora una volta, investimenti costosi».

L’altra sfida del fintech è la regolamentazione: «l’insieme delle normative che lo governano è ancora largamente incompleto», ha detto il capo della vigilanza di Bankitalia. Inoltre, «ci sono dubbi sull’interpretazione delle regole esistenti, poiché le attività di fintech sono spesso difficili da classificare secondo i vecchi concetti». La Banca d’Italia ha aperto sul sito internet un canale dedicato al fintech. Le autorità nazionali sono «preoccupate per i rischi potenziali per il sistema finanziario e per i clienti così come per l’economia: la sfida che abbiamo davanti è di trovare un equilibrio di fondo tra benefici e rischi». A margine del convegno Barbagallo ha inoltre osservato in merito alle ultime indicazioni Bce sugli npl: «Mi sembra che ci siano stati dei passi avanti. Il fatto che si abbia un approccio caso per caso è sicuramente positivo. Ovviamente dipenderà tutto da come questo approccio verrà introdotto e lo vedremo dopo. Ma l’approccio è corretto». (riproduzione riservata)

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