RCA: le clausole su cessione credito e risarcimento in forma specifica non devono comprimere la libertà del consumatore

Nell’ambito dell’attività di gestione dei reclami sono pervenute all’IVASS diverse segnalazioni da parte dei consumatori concernenti clausole sulla cessione del credito (derivante dal diritto al risarcimento del danno conseguente a sinistro stradale) e sul risarcimento in forma specifica, inserite nei contratti r.c.auto di alcune imprese.

Tali clausole tendono a limitare la cessione del credito da parte dell’assicurato a favore di terzi ovvero a penalizzare il ricorso a riparatori non convenzionati con l’impresa di assicurazione.

Le clausole operano su diversi fronti e sono variamente articolate:
a) alcune vietano tout court la cessione del credito o prevedono che essa sia valida solo se effettuata a favore di riparatori convenzionati con l’impresa;
b) altre prevedono che l’assicurato non possa cedere i crediti e i diritti derivanti dal contratto, salvo preventivo consenso dell’impresa da rilasciarsi entro un certo numero di giorni (termine oltre il quale si intende prestata una sorta di silenzioassenso);
c) altre ancora prevedono, a fronte di uno sconto sul premio non sempre precisato , il pagamento di una penale nel caso in cui l’assicurato, venendo meno all’impegno di rivolgersi ad un carrozziere convenzionato, si rivolga ad un riparatore di fiducia.

Clausole del genere – sottolinea Ivass in una lettera al mercato – possono comportare uno squilibrio, talvolta significativo, dei diritti e dei doveri tra le parti all’interno del contratto, a svantaggio dell’assicurato, tale da farne presumere una possibile vessatorietà. Inoltre, l’applicazione di tali clausole, in molti casi, tende a prolungare i tempi di liquidazione dei danni derivanti dal sinistro.

In presenza di simili clausole, l’Ivass procede ad effettuare segnalazioni alla Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), competente ad accertare la vessatorietà delle clausole contrattuali ai sensi dell’art. 37 bis del Codice del Consumo.

AGCM si è espressa (provvedimento n. 24268/2013) indicando anche alcune condizioni che, contemperando adeguatamente le esigenze dell’impresa con quelle dei consumatori, non danno luogo a clausole di carattere vessatorio.

L’Istituto di vigilanza richiama quindi l’attenzione delle imprese sulla necessità che la formulazione delle clausole sia tale da non comprimere la libertà del consumatore/assicurato di cedere il suo credito, scegliendo il carrozziere di fiducia senza anticipare il costo della riparazione, e da agevolare tempi rapidi di attivazione della procedura di gestione e liquidazione del danno.