Fmi, la crescita accelera all’1,3%. Parco del Colosseo, sì del Cds
di Giampiero Di Santo ed Emilio Gioventù

L’Italia che brucia da Nord a Sud e costringe la Fca a evacuare lo stabilimento di Termoli, in provincia di Campobasso, attaccato dalle fiamme. Un incendio grave, quello scoppiato ieri in Molise, con conseguenze drammatiche per l’ambiente, per il traffico e per la chiusura temporanea di importanti attività produttive. È stato bloccato anche a causa del fumo e delle fiamme un lungo tratto dell’Autostrada A14, circa 20 chilometri in entrambe le direzioni tra Vasto Sud (Chieti) e Poggio Imperiale (Foggia).

A Termoli, lo stabilimento Fca è stato interamente evacuato dopo che le fiamme, divampate poco dopo le 14 da un deposito vicino ai locali mensa di «Termoli III», il capannone dove si realizzano i motori, hanno creato spavento tra gli operai che alle 15 sono stati fatti uscire. Sul posto sono intervenute diverse squadre di pompieri e un’ora dopo sono arrivati due Canadair per spegnere o almeno circoscrivere l’incendio, che non ha raggiunto né gli impianti produttivi né materiali pericolosi. Anche la circolazione ferroviaria nella zona dell’incendio è stata interrotta, comunica una nota di Trenitalia, sulla linea Termoli-Foggia.

Sulla siccità scontro politico nel Lazio. E se a Sud le fiamme divampano, a Roma e dintorni, dopo gli incendi che la scorsa settimana hanno mandato in fumo la pineta di Castelfusano a Ostia, adesso sono la siccità e l’ormai imminente razionamento dell’acqua nella capitale dal prossimo 28 luglio, a far discutere. O meglio a provocare uno scontro politico tra l’Acea, che dovrà sospendere la captazione di acqua dal bacino del lago di Bracciano, ormai ai limiti della crisi idrica, e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che da qualche giorno ha dichiarato lo stato di emergenza e vietato i prelievi di acqua da parte dell’Acea dallo splendido specchio d’acqua a poche decine di chilometri da Roma. Ieri dopo che l’Acea, nei giorni scorsi ha accusato la Regione di avere agito con troppa fretta e soprattutto senza motivo, perché a quanto pare il quantitativo di acqua prelevata giornalmente incide per 1,5 millimetri sul livello del lago, Zingaretti ha replicato che la decisione è stata presa a causa del rischio incombente di un disastro ambientale. Il governatore, inoltre, ha chiesto all’Acea di formulare una proposta alternativa rispetto al razionamento già annunciato, che si tradurrà nella sospensione dell’erogazione di acqua per 1,5 milioni di cittadini romani per non meno di 8 ore al giorno. «Chiedo ad Acea, che è l’ente gestore, di formalizzare una proposta alternativa», ha detto Zingaretti. «Se è vero che veniva prelevato un millimetro al giorno, dire poi che bisogna levare l’acqua per otto ore a gran parte dei romani è una esagerazione». L’Acea ha replicato così: «Dopo l’ordinanza emessa dalla Regione Lazio venerdì sera in modo unilaterale, che si continua a ritenere inadeguata e illegittima, Acea apprende dagli organi di stampa che sempre la Regione avrebbe ipotizzato un piano alternativo per ovviare alla captazione dell’acqua dal lago di Bracciano, prevedendo di utilizzare altre fonti o aumentando la portata di quelle attuali. Se la Regione volesse illustrare tali soluzioni, nelle sedi opportune, Acea sarà pronta ad ascoltare e collaborare». Mentre il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha annunciato l’intenzione di «chiamare la Regione e Acea per convocare un tavolo in Campidoglio per superare qualsiasi tipo di visione politica o strumentalizzazione. Bisogna trovare risorse e soluzioni. Da un lato è inaccettabile che oltre un milione e mezzo di romani restino senza acqua, dall’altro dopo il cambio di governance di Acea c’è stata un’inversione di tendenza, con investimenti su reti e riduzione della captazione dal lago di Bracciano». Ma il sindaco della capitale è in grave imbarazzo perché il primo cittadino di Anguillara Sabazia (cittadina sulle rive del lago di Bracciano) Sabrina Anselmo (M5S) ha accusato la collega romana di non avere mai partecipato in qualità di presidente della Città Metropolitana, alle riunioni convocate in Regione sul problema delle captazioni di acqua. Anche il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti è pronto a intervenire: tra domani e giovedì si riunirà l’osservatorio permanente sugli usi idrici dell’Appennino centrale e oltre ai tecnici della Regione Lazio, Acea Ato 2, autorità di bacino, probabilmente parteciperà lo stesso Galletti. Certo è che la siccità è gravissima in tutta Italia. Anche la Calabria ha dichiarato lo stato di calamità naturale e il Nord Italia è in ginocchio, soprattutto in Emilia Romagna, dove il Po è ai minimi a Parma e a Piacenza, ma un po’ ovunque. I danni per l’agricoltura, secondo Coldiretti, sono già pari a 2 miliardi. Tanto che il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha chiesto al governo di agire: «Sono trascorsi solo due anni da quello straordinario evento dell’Expo 2015 che da Milano mise al centro dell’attenzione mondiale il ruolo economico e sociale dell’agricoltura nella sfida per la sicurezza alimentare e la qualità del cibo. Oggi a solo due anni di distanza l’Italia è piagata dalla siccità. Il governo agisca con tempestività per proteggere questo prezioso patrimonio con aiuti straordinari, avviando un confronto serio con le autorità europee», ha dichiarato Berlusconi.

E sempre a proposito di Europa, ma in questo caso sul tema dei migranti, è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ieri, a chiedere fermezza nella trattativa con l’Europa sulle questione del ricollocamento dei migranti: «Sono certo che lo stesso metodo di fermezza negoziale usato per risolvere il problema delle banche sarà quello che ci consentirà di superare i numerosi ostacoli che ancora si frappongono a un lungimirante ed efficace governo del tema forse più rilevante oggi di fronte all’Unione Europea, quello di una gestione del fenomeno migratorio di carattere autenticamente comunitario» ha detto alla Farnesina in occasione della XII Conferenza degli ambasciatori. Quanto alla grande emergenza nazionale dei migranti, dall’Europa devono arrivare risposte concrete, in vero spirito di collegialità, e non certo le «battute e facezie» che qualcuno ha messo in campo negli ultimi giorni».

Pil, il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo le stime per l’Italia. Secondo gli economisti del Fondo, che al contrario hanno ribassato le previsioni di crescita dell’economia di Usa e Regno Unito, in Italia «la ripresa è più forte del previsto». Washington prevede un aumento del pil pari all’1,3% nel 2017 ovvero 0,5 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di aprile. Passo un po’ più lento invece nel 2018, quando l’economia crescerà dell’1,0%, comunque +0,2 punti percentuali rispetto alle stime precedenti. Previsioni confortanti, insomma. Come fa notare il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, che sottolinea: «Mi interessa di queste nuove previsioni del Fondo monetario internazionale, lo scarto rispetto alle previsioni precedenti: siamo in una fase generale positiva per l’Europa, ma dobbiamo registrare che il Fondo aggiorna le stime dello 0,2% per l’Eurozona e la Germania, dello 0,1% per la Francia e dello 0,5% per l’Italia. Stiamo parlando di uno scalino che sale e per l’Italia di qualche scalino in più. L’aggiornamento è sensibile e positivo per due motivi, offre la possibilità di un abbattimento del debito e anche per la manovra di bilancio può portare qualcosa di importante». Insomma, «il paese può avere una legge di bilancio e un abbattimento del debito più significativo e importante».

Parco archeologico del Colosseo, il consiglio di Stato dà ragione al governo e via libera al parco archeologico del Colosseo. Con due sentenze, i giudici di palazzo Spada hanno accolto gli appelli del ministero dei Beni culturali proposti contro due sentenze del Tar Lazio che avevano a loro volta accolto i ricorsi di Roma Capitale in relazione all’istituzione del Parco archeologico del Colosseo e alla nomina con selezione pubblica internazionale del direttore del Parco. Il comune guidato da Virginia Raggi aveva contestato in particolare la nomina di direttori non italiani, ma il consiglio di Stato ha definito perfettamente legittima la procedura. Esulta il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini: «Ripartono il Parco Archeologico #Colosseo e la selezione internazionale per il direttore».

Il padre di Charlie Gard: «è ora che vada con gli angeli». I genitori di Charlie, il piccolo affetto da una gravissima malattia degenerativa, hanno annunciato di voler rinunciare alla loro battaglia legale per le cure del loro figlio. «È tempo che vada e che stia con gli angeli», ha detto Chris, padre di Charlie Gard. Secondo il padre troppo tempo è stato perso nelle aule di tribunale per cercare cure sperimentali. «Non vivrà fino al suo primo compleanno», che è tra due settimane, ha aggiunto Chris Gard in lacrime davanti all’Alta Corte.

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