I Big Data significheranno la fine dell’incertezza?

Le applicazioni Big Data stanno sempre più modellando la vita di tutti i giorni, rendendo le tendenze più trasparenti e più prevedibili. Oramai il termine è diventato di uso comune e lo si incontra ovunque. La compagnia di riassicurazione Gen Re si è soffermata a riflettere sull’impatto dei big data sul comparto assicurativo.

Come l’assicurazione, la scienza, in particolare la medicina, è un campo soggetto ad essere influenzato dalle nuove possibilità e dalle esigenze derivanti dai big data.
Diminuiranno gradualmente anche i rischi, dal momento che i trend diventeranno più prevedibili nel settore sanitario e nel comportamento? I giorni dell’assicurazione e della scienza sono quindi contati?

Gli assicuratori e gli scienziati “prosperano” nell’incertezza. Il matematico francese del XVIII secolo, Pierre-Simon Laplace, come altri molti nella sua epoca, era convinto che la conoscenza incerta o probabilistica non era insito nel nostro ordine mondiale, ma fosse il risultato di informazioni insufficienti (leggi: i dati).
Seguendo il pensiero di Laplace, se un’intelligenza superiore conoscesse la totalità delle leggi naturali e i presenti stati fisici, sarebbe in grado di dedurre il corso futuro degli eventi con certezza. Il bisogno di teorie sarebbe quindi finito.

Alcuni esperti ritengono che i big data consentiranno di raggiungere la possibilità senza precedenti di avvicinarsi a tale intelligenza laplaciana. Ad esempio: se non siamo in grado di osservare ogni cigno sulla terra in un qualsiasi punto nel tempo, l’affermazione che “tutti i cigni sono bianchi” può essere dedotta solo da un numero limitato di osservazioni e rimane pertanto fallace. Non possiamo escludere confutandola sulla prima osservazione di un cigno nero. Se, tuttavia, abbiamo la possibilità osservare tutti i cigni sulla terra in un qualsiasi punto nel tempo e realizziamo che sono tutti bianchi, l’affermazione ‘Tutti i cigni sono bianchi’ non sarà più una teoria ma diventa un dato di fatto, così come “Il sole splende oggi”.

Accanto alla supposta tendenza di diminuzione del rischio, vi è un incremento del ritmo del cambiamento sociale, che viene esacerbato dai big data. I cambiamenti sociali hanno portato ad una crescente frammentazione nel modo in cui la gente pianifica e vive. Da dimenticare le precedenti forme di stabilità e certezza. Pertanto l’obiettivo finale delle assicurazioni, lo status quo, verrà cambiato in brevi intervalli. Gli assicuratori ora hanno bisogno di sapere se la gente vuole ancora prodotti a lungo termine e se li utilizza come in passato.

Allo stesso tempo, big data e cambiamento sociale forniscono informazioni su sfide e opportunità per gli assicuratori vita che hanno bisogno di rispondere alle esigenze dei clienti che mutano profondamente e velocemente, oltre a nuovi modi di valutazione dei rischi, in particolare la potenziale sostituzione di dati medici con dati socio-economici e comportamentali predittori di eventi assicurati.

Dal momento che i consumatori optano sempre più per coperture a breve termine, il bisogno di garanzie a lungo termine è suscettibile di diminuire.

Ulteriori approfondimenti sui Big data qui.

Fonte: Gen Re