Assicurazioni, calano i premi

Nel 2016 la raccolta premi delle compagnie assicurative italiane è diminuita dell’8,2% rispetto al +2,6% messo a segno l’anno precedente: si tratta della prima riduzione dopo tre anni di crescita. Il dato, presentato durante l’assemblea dell’Ania, l’associazione che raggruppa le imprese del settore, rappresenta la sintesi della contrazione dei premi nel comparto vita (-10,6%) e del lieve miglioramento nei danni (+0,4%) dopo quattro anni con il segno meno.

Sempre l’anno scorso si è nuovamente registrata una riduzione del premio medio Rc auto pari al 5,9%, anche se in misura leggermente inferiore rispetto ai tre anni precedenti (-6,7% nel 2015, -7% nel 2014 e -4,6% nel 2013). Ciò è confermato anche dall’indagine sui prezzi effettivi pagati nella Rc auto avviata dall’Ivass, da cui emerge che il prezzo della copertura delle sole autovetture era diminuito proprio del 5,9% rispetto al 2015.

«La raccolta premi complessiva del mercato», ha osservato il presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, «è pari a 134 miliardi di euro e rappresenta l’8% del pil. Gli investimenti del settore hanno raggiunto i 741 miliardi». Secondo il rapporto dell’associazione, anche nel 2017 la raccolta premi è destinata a rallentare, con un calo di quasi tre punti percentuali: «I premi contabilizzati totali (danni e vita) del portafoglio diretto italiano si attesterebbero a poco più di 130 miliardi, in diminuzione del 2,8% rispetto all’anno appena concluso. La raccolta premi complessiva aveva registrato valori record negli anni 2014-2015, arrivando attorno ai 145 miliardi in ciascun anno. Il risultato del 2017 deriverebbe da un ulteriore calo dei premi vita (-4%) in parte controbilanciato da una lieve crescita dei premi danni (+1%)». L’incidenza dei premi complessivi sul pil scenderebbe dall’8 al 7,7%.

Farina ha affermato che nel settore è indispensabile «un nuovo assetto di collaborazione tra pubblico e privato che metta in grado il mondo delle assicurazioni di offrire, in un quadro di certezze, quei bisogni di protezione che il sistema pubblico non può più garantire».

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