Anima punta su Aletti

Gli analisti ci credono: il titolo a +6,16%
Anima H. ha in corso discussioni preliminari per verificare se una possibile offerta a Banco Bpm per rilevare Aletti Gestielle rappresenti «un’opzione percorribile»: lo ha confermato la stessa società su richiesta della Consob. La società del risparmio gestito guidata da Marco Carreri ha anche ribadito l’interesse strategico per possibili aggregazioni con altre sgr.

Quanto alla possibilità di andare a nozze con Aletti Gestielle, Anima ha spiegato che si tratterebbe di una mossa «coerente con tali linee guida di crescita per linee esterne, dato anche il rapporto in essere fra i rispettivi gruppi».

Aletti Gestielle è la storica società di gestione del risparmio del Banco popolare, che in seguito al matrimonio con Bpm potrebbe diventare oggetto di una razionalizzazione dell’offerta. Banco Bpm è anche il principale azionista di Anima H. con una quota del 14,67%. Tra le principali realtà dell’asset management italiano, Aletti ha chiuso il 2016 con un utile netto di 43,9 milioni di euro, a fronte di una raccolta netta positiva per 226 milioni e un patrimonio gestito in fondi propri in aumento del 6% a 16,996 miliardi. Il valore dell’sgr, secondo recenti stime, oscillerebbe fra 500 e 700 milioni di euro. Una valorizzazione tra 600 e 650 mln sarebbe considerata la soglia minima per avviare la trattativa.

Il progetto allo studio, secondo fonti di mercato, sarebbe comunque più articolato e potrebbe portare alla creazione del terzo polo di risparmio gestito in Italia, alle spalle di Generali e Eurizon: un gigante da quasi 170 miliardi di euro di masse gestite. Un piano che coinvolgerebbe anche Poste italiane, a sua volta secondo socio di Anima con il 10,32%. Tale quota potrebbe essere rilevata da Cassa depositi e prestiti.

In borsa Anima H. ha guadagnato il 6,16% a 6,805 euro. I commenti degli analisti sull’eventuale operazione sono positivi. Banca Akros ritiene che Anima sia valutata correttamente sulla base dei fondamentali, ma che «potrebbe esserci un potenziale di rialzo legato all’m&a nel 2017 e oltre». Il deal con Aletti potrebbe creare sinergie di volumi e di costi e di cross selling.

Per Equita sim, a determinate condizioni (prezzo attorno a 700-750 milioni e solido accordo di distribuzione), l’operazione sarebbe interessante: il rapporto prezzi-utili di 16 volte post-sinergie «è ragionevole, anche considerato che si ridurrebbe sensibilmente il profilo di rischio dell’azienda grazie alla stabilizzazione dell’accordo col gruppo Banco Bpm. Il management ha un ottimo track record nella integrazione di sgr».

Infine, Banca Imi sottolinea che l’eventuale acquisto di Aletti per 600 milioni potrebbe portare a un aumento degli utili di oltre il 15% per Anima a partire dal 2018.

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