In Piemonte parte il progetto di assistenza sanitaria per le aree disagiate

In Piemonte il 95,1% dei comuni montani conta su meno di 5.000 abitanti e, nel 68,6% dei casi, la popolazione non arriva alle 500 unità. Diventa quindi problematico garantire una buona sanità in località difficili da raggiungere e al limite dell’isolamento. Per cercare di ovviare a questa criticità l’Assessorato alla Sanità di Regione Piemonte ha realizzato un progetto ad hoc, sviluppato su tre differenti ambiti (area territoriale, emergenza-urgenza e area ospedaliera-territoriale), che sarà sottoposto al Ministero della Salute per la sua approvazione.

Il finanziamento del progetto (oltre 600mila euro) deriva da accantonamenti sul Fondo sanitario nazionale 2011-2012-2013, assegnati alle Regioni con la deliberazione CIPE del 23 dicembre 2015, proprio per la realizzazione di obiettivi di ottimizzazione dell’assistenza sanitaria in località caratterizzate da eccezionale difficoltà di accesso.

Il progetto elaborato da Regione Piemonte punta principalmente sugli strumenti di telemedicina per la presa in carico di pazienti cronici e deboli, residenti in aree montane o particolarmente disagiate, come supporto all’attività di monitoraggio e assistenza in condizioni di non autosufficienza e cronicità. La tipologia di servizi di telemonitoraggio e telemedicina, in base alla definizione dei fabbisogni definiti nella prima fase del progetto, riguarderà pazienti anziani o disabili, donne in gravidanza, pazienti diabetici, cardiopatici, con problemi respiratori, oncologici, dializzati.

Verranno inoltre individuati nuovi siti per il volo con operatività notturna in zone disagiate dell’area montana: saranno dotati di impianto di illuminazione secondo i criteri indicati nel Regolamento europeo.

Le aree individuate saranno quindi valutate dalla Commissione tecnica regionale elisoccorso per verificarne l’idoneità. Infine, attraverso l’ospedalizzazione domiciliare si intendono garantire al paziente alcune prestazioni che normalmente vengono erogate in ospedale. Il progetto prevede l’assistenza domiciliare collegata con un ospedale di area disagiata: si rivolge a malati dimessi dall’ospedale e ad ammalati anziani cronici che, in alternativa alla permanenza in un reparto ospedaliero in condizioni spesso di grave disagio, possono ritornare in famiglia e usufruire di un piano di assistenza completo.