B.Carige: chiesti 1,25 mld di danni chiesti ad Apollo ed ex vertici

I danni che i nuovi vertici di B.Carige hanno chiesto ad Apollo e all’ex management ammontano a 1,25 mld euro.

E’ quanto rivela Mf-Dow Jones che lo ha appreso una fonte vicina al dossier che ha
sottolineato come la prima udienza di trattazione della causa è stata fissata nella prima decina di giorni di maggio del prossimo anno.

Lo scorso 17 giugno il Cda della banca ligure ha deliberato di agire in giudizio nei confronti di Cesare Castelbarco Albani, già presidente della banca, Piero Montani, già a.d., e di alcuni soggetti del Gruppo Apollo (Apollo Management Holdings L.P., Apollo Global Management L.L.C., Apollo Management International L.L.P., Amissima Holdings s.r.l., Amissima Assicurazioni S.p.A., Amissima Vita S.p.A.) per ottenere il risarcimento dei danni conseguenti alla cessione delle partecipazioni di Carige nelle Compagnie di assicurazione e ad altri comportamenti successivamente tenuti dai soggetti del Gruppo.

Nel comunicato con cui la banca ha annunciato l’azione legale si specificava che “la decisione è maturata a seguito di un’approfondita analisi delle cause che, unitamente a quelle di contesto e di sistema, hanno, nel recente passato, negativamente influito sui risultati economici e sulla vita della Società”.
Nel dettaglio, precisa la fonte, 850 mln sono chiesti a titolo di risarcimento per i fatti e i comportamenti intercorsi fra il novembre del 2015 e il 31 marzo del 2016, data dell’assemblea che ha nominato il nuovo Cda, targato Malacalza investimenti. In quel periodo il titolo azionario ha lasciato sul terreno oltre il 60% (a fronte di un calo dello Stoxx bancario di oltre il 26%) e la banca ha subito una robusta uscita di depositi.

I rimanenti 400 mln sono imputati alla cessione delle compagnie assicurative ad Apollo. Il perfezionamento della cessione di Carige Assicurazione e Carige Vita Nuova è stata formalizzata il 5 giugno del 2015 per 310 mln euro.

Da parte sua “Apollo ritiene di aver sempre agito in maniera appropriata e secondo le leggi vigenti. La società considera infondate queste accuse e intende difendersi fermamente presso le sedi opportune”, si legge in un comunicato rilasciato dal gruppo in merito all’azione legale promossa.