Successione dei contratti a seguito del trasferimento dell’azienda o di un suo ramo

Azienda A con polizza sanitaria con scadenza 31/12/2012 rinnovatasi tacitamente a novembre 2012.
L’azienda A vende in data 01/12/2012 ramo d’azienda ad azienda B inclusi tutti i dipendenti assicurati con suddetta polizza sanitaria.
Azienda B sostiene di non essere obbligata a pagare il rinnovo della polizza in quanto dice che il contratto non ha validità nei suoi confronti. Azienda A sostiene che il rischio non è più a suo carico e che quindi non paga il rinnovo. Chi ha ragione? L’art. 1896 c.c. potrebbe essere invocato dall’azienda A a supporto della sua tesi considerando che, per quanto la riguarda, il rischio è effettivamente cessato e che, al massimo, pagherebbe le regolazioni sul 2012?

 
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La questione posta dal nostro abbonanto non richiama, a nostro avviso, la disciplina di cui alla norma del codice civile citata nel quesito, quanto piuttosto la previsione dell’articolo 2558 in materia di successione dei contratti a seguito del trasferimento dell’azienda o di un suo ramo, come è il caso in questione.

Quest’ultima norma – che sicuramente si applica anche ai contratti assicurativi – stabilisce che in caso di “cessione” d’azienda, l’acquirente di essa subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa, salvo che abbiano carattere strettamente personale;  il terzo contraente ceduto (nel nostro caso, l’assicuratore) ha comunque la facoltà di recedere dal contratto entro tre mesi dalla notifica della cessione, se sussiste una giusta causa.

Per quanto precede, se non vi è stata diversa pattuizione nell’atto di cessione, l’ “azienda B” indicata nel quesito, subentra a tutti gli effetti nella titolarità del contratto assicurativo, con i diritti e gli obblighi che ne conseguono.