L’ISVAP pubblica il regolamento n. 43 sulle misure anticrisi del settore assicurativo

L’ISVAP ha pubblicato il Regolamento n. 43 del 12 luglio 2012, che prevede l’abrogazione dei precedenti Regolamenti ISVAP n. 28 del 17 febbraio 2009 (in materia di criteri di valutazione degli elementi dell’attivo non destinati a permanere durevolmente nel patrimonio delle imprese di assicurazione) e n. 37 del 15 marzo 2011 (in materia di verifiche di solvibilità corretta) a seguito dell’emanazione del decreto legge n. 216 del 29 Dicembre 2011 (cd. Milleproroghe), convertito con la legge n. 14/2012.

Tale decreto ha modificato presupposti e modalità di esercizio della facoltà per le imprese di assicurazione di aderire ai regimi che erano stati introdotti dal decreto anticrisi (D.L. 29 novembre 2008, n. 185 e successive conversione e modificazioni),

variando in particolare l’articolo 15, commi da 13 a 15-octies.

L’attuale fase della crisi finanziaria è caratterizzata ancor più dall’acuirsi di fenomeni di mercato che incrementano la volatilità degli spread sui Titoli di Stato con una conseguente “artificiosa” volatilità dei patrimoni delle imprese di assicurazione che in essi investono. Al fine di limitare l’effetto pro-ciclico di tali fenomeni, le modifiche ai Regolamenti prevedono le seguenti innovazioni: (i) il rinnovo delle misure anticrisi fino all’entrata in vigore delle disposizioni di attuazione della direttiva 2009/138/CE (cd. Solvency II); (ii) la limitazione delle stesse misure ai soli titoli di debito emessi o garantiti da Stati dell’Unione Europea; (iii) l’abrogazione delle soglie di ammissibilità in

coerenza con il mutato scenario di riferimento.

Tali regimi, adottati in coerenza con analoghe iniziative internazionali e nazionali, hanno inteso limitare l’effetto sistemico della crisi finanziaria internazionale, inserendo elementi di natura anti-ciclica nelle valutazioni dei Titoli di Stato.

In continuità con le precedenti disposizioni, le imprese che si avvalgono di tali facoltà devono effettuare accantonamenti di utili a riserva indisponibile e sono assoggettate ad un regime prudenziale che si sostanzia in una serie di regole di governo e requisiti di informativa pubblica e di vigilanza circa l’esercizio delle facoltà ed i relativi effetti sul margine di solvibilità individuale e di gruppo, nonché sugli attivi a copertura delle riserve tecniche.

Nel Regolamento sono state rafforzate le prescrizioni in merito all’informativa di vigilanza, ai presidi di governance e di analisi dei flussi di cassa attesi, mentre restano invariate quelle concernenti le limitazioni nella distribuzione di dividendi e la corretta informativa al mercato.