Lo SNA protesta contro l’aumento delle imposte sull’rc auto disposta dalle province

Al Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione non va proprio giù la decisione delle province italiane di aumentare le imposte sulla rc auto.

In una lettera inviata alle massime Istituzioni del Paese, lo Sna ha espresso grande preoccupazione e disappunto per il d. lgs n. 68/2011 sul federalismo fiscale che all’art. 17 prevede la possibilità per le Province italiane di variare fino a 3,5 punti percentuali l’attuale aliquota dell’imposta sulla rc auto (pari ora a 12,5%), attraverso delibera di giunta ed approvazione o variazione di bilancio.

Se è pur vero – si legge nella lettera – che il decreto in questione attribuisce alle Province la facoltà di una variazione, non solo in aumento ma anche in diminuzione, dell’aliquota d’imposta, nella realtà è del tutto inverosimile che tali riduzioni possano verificarsi, stante la scarsità di risorse finanziarie a cui accedono gli enti provinciali e le difficoltà di bilancio della maggior parte di essi. Ad oggi sono 31 le Province che hanno optato per l’aumento e nelle prossime ore c’è il rischio che se ne aggiungano molte altre”.

Lo Sna assicura la sua massima disponibilità per contribuire alla risoluzione dei problemi e per dare il via a “una piena ed effettiva liberalizzazione del settore assicurativo, con una sana concorrenza a favore dei consumatori ed avendo un occhio di riguardo per il sud del paese dove la sproporzione nel pagamento dei premi assicurativi fino al 20% rispetto ad altre aree si accompagna all’abbandono del territorio da parte delle compagnie (sia in termini di punti vendita che di centri di liquidazione) e alla mancanza di un efficace sistema di contrasto alle frodi assicurative.”