I terremoti che hanno recentemente colpito il Venezuela nord-occidentale evidenziano ancora una volta il divario tra perdite economiche complessive e perdite assicurate, un tema ricorrente nei mercati incidenza da bassa penetrazione assicurativa. Secondo quanto riportato nel Weekly Cat Report di Aon, i danni per il settore assicurativo saranno probabilmente solo una frazione delle perdite economiche complessive, stimate in diversi miliardi di dollari.
L’evento sismico si è manifestato attraverso una sequenza di due forti scosse, di magnitudo rispettivamente pari a 7,5 e 7,2, verificatesi il 24 giugno 2026 nella zona a ovest di Caracas. Si tratta di un fenomeno noto come “doppietto”, ossia una coppia di terremoti di intensità simile che si verificano in rapida successione nello stesso contesto geografico. Questa dinamica è tipica delle aree di interazione complessa tra placche tettoniche, come nel caso della placca sudamericana e della placca caraibica, caratterizzate da movimenti obliqui e sistemi di faglie trascorrenti.
L’area interessata è geologicamente attiva e comprende importanti sistemi di faglia, tra cui Boconó, Oca–Ancón e Bucaramanga–Santa Marta, già responsabili di eventi sismici rilevanti in passato. Tuttavia, la frequenza dei terremoti di magnitudo superiore a 6.0 nella regione circostante gli epicentri è stata relativamente limitata nell’ultimo secolo, elemento che potrebbe aver contribuito a una minore preparazione infrastrutturale e gestionale.
Il bilancio umano e materiale risulta particolarmente grave. Le prime stime indicano almeno 235 vittime e oltre 4.300 feriti, con danni estesi a edifici e infrastrutture. Tuttavia, le valutazioni preliminari dell’USGS (United States Geological Survey) suggeriscono che il numero delle vittime potrebbe aumentare in modo significativo, potenzialmente raggiungendo migliaia o addirittura decine di migliaia. Inoltre, si registrano tra 11.000 e 46.000 dispersi, una testimonianza dell’entità della catastrofe.
Dal punto di vista economico, l’impatto è destinato a essere rilevante, soprattutto considerando le già fragili condizioni dell’economia venezuelana. Le perdite complessive potrebbero raggiungere diversi miliardi di dollari, anche se le tempi sono ancora in evoluzione.
Per quanto riguarda il settore assicurativo, Aon evidenzia come l’impatto sarà significativamente inferiore rispetto alle perdite economiche totali. Tale scostamento è attribuibile principalmente a tre fattori: la bassa penetrazione assicurativa nel Paese, l’assenza di schemi assicurativi obbligatori diffusi e la limitata esperienza recente con eventi catastrofali di questa portata. Questi elementi contribuiscono a ridurre il trasferimento del rischio al mercato assicurativo, lasciando una quota rilevante delle perdite a carico di individui, imprese e dello Stato.
L’evento rappresenta quindi un caso emblematico per il settore assicurativo e riassicurativo, evidenziando l’importanza dello sviluppo di strumenti di protezione più diffusi ed efficaci nei Paesi emergenti, nonché il ruolo strategico delle politiche pubbliche nella gestione dei rischi catastrofali.
© Riproduzione riservata