Oggi l’AI è già ampiamente utilizzata nei processi assicurativi (tariffe, sinistri, assistenza), ma il vero punto di svolta si avrà quando si arriverà al momento in cui il cliente stesso ad affidare a un assistente digitale la gestione delle proprie polizze. I sistemi più avanzati sono già in grado di spiegare contratti, confrontare offerte, individuare coperture più adatte e supportare la denuncia dei sinistri. In prospettiva, diventeranno proattivi, suggerendo modifiche, segnalando rischi o proponendo cambi di polizza senza che il cliente lo richieda.

Se questo scenario si realizza, cambia la logica del mercato: il cliente non parlerà più direttamente con il suo intermediario, ma con il suo “agente digitale”. Di conseguenza, perderanno peso elementi tradizionali come il brand, il marketing e la relazione commerciale, mentre diventeranno centrali dati strutturati, trasparenza e capacità di essere “letti” e valutati dagli algoritmi. Prodotti complessi o poco standardizzati rischiano di essere penalizzati. Su questo tema il portale tedesco Cash ha pubblicato un articolo a cura di Stephen Voss, CEO di Neodigital Versicherung AG.

Per le imprese assicurative emergono alcune sfide chiave: rendere i prodotti più semplici e comparabili, aprire interfacce tecnologiche (API) per dialogare con gli agenti AI e ripensare il posizionamento competitivo, che sarà sempre più basato su prezzo, qualità del servizio ed esperienza sinistri piuttosto che su leve emotive. Dal lato dei clienti, i vantaggi sono evidenti in termini di semplicità, trasparenza ed efficienza, ma cresce anche il rischio di delegare completamente decisioni rilevanti, perdendo consapevolezza su scelte che riguardano bisogni complessi e di lungo periodo.

In questo contesto, il ruolo umano non scompare ma si trasforma: è probabile che si sviluppi un modello ibrido in cui l’IA gestisce le attività standard e il consulente interviene nei casi più complessi o nelle decisioni strategiche. Parallelamente, si aprono temi rilevanti di governance e regolamentazione, come responsabilità, trasparenza e correttezza delle decisioni prese dagli algoritmi.

In sintesi, non si tratta solo di introdurre nuove tecnologie, ma di un cambiamento strutturale dell’intero mercato: chi saprà adattarsi a un sistema guidato da dati e algoritmi manterrà rilevanza, mentre chi resterà legato al controllo diretto del cliente rischia di perdere visibilità e competitività.

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