Il rapporto RiskScan 2026, realizzato dall’Insurance Information Institute (Triple‑I) e da Munich Re US su oltre 1.700 rispondenti in USA e UK, rileva che incidenti cyber, condizioni economiche e intelligenza artificiale sono oggi le principali preoccupazioni trasversali ai diversi segmenti assicurativi. L’indagine evidenzia come l’aumento di frequenza e complessità degli attacchi informatici – dai data breach aziendali alle vulnerabilità delle smart home – stia alimentando perdite crescenti e difficili da prevedere, rafforzando il ruolo della copertura cyber.
Tra i rischi in primo piano figurano anche gli eventi catastrofali “secondari” (alluvioni, tempeste, incendi boschivi, ondate di freddo), che nel 2025 hanno reso l’anno il più costoso di sempre per questo tipo di pericoli nonostante l’assenza di uragani negli USA. Questi eventi vengono sempre più percepiti come rischi frequenti e ad alto impatto, mettendo in discussione le tradizionali logiche di diversificazione catastrofale. Il rischio di business interruption emerge come timore ricorrente per imprese e operatori del settore – con cyber, catastrofi naturali, scioperi e tensioni geopolitiche come fattori scatenanti – mentre risulta meno centrale per i consumatori.
L’intelligenza artificiale è indicata come la tecnologia emergente più impattante, in quanto combina rapide adozioni con timori crescenti su rischi operativi, regolamentari, di responsabilità civile e potenzialmente sistemici. Nonostante la maggiore consapevolezza, permangono ampi gap di protezione su rischi come alluvione e cyber, sia tra imprese sia tra professionisti assicurativi. Il report segnala inoltre una crescente attenzione al “legal system abuse” – uso distorto del sistema giudiziario – come fattore strutturale di aumento dei costi del comparto danni, con ricadute su affordability e stabilità di lungo periodo.
Nel complesso, RiskScan 2026 descrive un ambiente di rischio sempre più sistemico e interconnesso, dove inflazione, incertezze geopolitiche, fragilità delle catene di fornitura e pressione legale agiscono come moltiplicatori dei rischi assicurativi. In questo scenario, il settore è chiamato a rafforzare gli approcci integrati di gestione del rischio – dalla diversificazione delle supply chain all’uso di intelligence geopolitica, fino all’aggiornamento più frequente dei piani di continuità operativa – e a lavorare in modo coordinato con clienti, regolatori e comunità per ridurre i protection gap e sostenere la resilienza economica e sociale.
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