Geopolitica e intelligenza artificiale emergono come nuovi rischi “di punta” per i manager, senza però sostituire i rischi tradizionali (compliance, salute e sicurezza, gestione finanziaria), che restano centrali. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio sull’assicurazione D&O condotto da Willis in collaborazione con lo studio legale internazionale Reed Smith LLP.

Il 59% di amministratori e dirigenti (D&O) considera oggi i rischi geopolitici “molto” o “estremamente” importanti, facendoli balzare nella top 7 dei rischi globali, mentre un anno fa erano solo al 15° posto su 30.
Anche l’intelligenza artificiale cresce nettamente: il 56% degli intervistati la indica come rischio molto o estremamente rilevante, con un picco del 71% in Nord America.

Tra le principali preoccupazioni legate all’AI spiccano:

  • errori e disinformazione generati dall’AI (50%);

  • frodi e social engineering abilitati dall’AI (40%);

  • fallimento strategico nell’adottare l’AI (38%).

Solo il 55% ritiene che il CdA abbia competenze e conoscenze adeguate per vigilare efficacemente sull’implementazione dell’AI, segnalando un gap di governance.

La salute e sicurezza rimane un rischio di vertice, soprattutto nei settori industriale, trasporti ed energia, dove tra l’82% e l’89% degli intervistati la considera molto o estremamente importante.
Le organizzazioni in generale giudicano adeguata la propria copertura D&O, con un livello di fiducia leggermente maggiore sulla portata (scope, 77%) rispetto ai limiti finanziari (73%).

Il 62% delle organizzazioni indennizza amministratori e dirigenti fino al massimo consentito dalla legge, in lieve calo rispetto al 64% dell’anno precedente, segno di un aggiustamento prudenziale ma non di una inversione di tendenza.

L’aumento del rischio derivante da terzi e dai vincoli nella catena di fornitura è indicato come principale sfida per la resilienza operativa dal 39% dei rispondenti.
I problemi di supply chain rientrano tra le prime 7 preoccupazioni nei settori sanità, industriale, energia e utilities, trasporti e retail, confermando che l’interdipendenza globale resta un fattore critico.

Rischi in calo: clima e DEI

Il cambiamento climatico è sceso dalla top 7 dei rischi in molte regioni, pur rimanendo sul radar, segno che altre urgenze (geopolitica, cyber, AI) stanno occupando più spazio nell’agenda dei board.
Anche i temi di diversity, equity & inclusion perdono peso: solo il 52% li considera molto o estremamente importanti, rispetto al 59% del 2025.

Un ambiente di rischio sempre più stratificato

Come osserva Angus Duncan (Willis), i risultati confermano che i decisori aziendali si muovono in un contesto di rischio sempre più complesso e stratificato.
I rischi “classici” (regolamentazione, salute e sicurezza, finanza) restano in primo piano, ma si sommano a nuove preoccupazioni: minacce cyber, perdita di dati, AI e, per la prima volta, rischi geopolitici.

In uno scenario di rischi sempre più interconnessi e difficili da prevedere, diventa cruciale una gestione del rischio robusta e integrata e una protezione assicurativa adeguata. Un approccio proattivo al rischio non è solo difensivo, ma può trasformarsi in un vero vantaggio competitivo.

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