Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

Grazie alla ripresa dei flussi sui fondi aperti la raccolta dell’industria italiana del risparmio gestito rivede l’attivo in aprile, dopo i primi tre mesi dell’anno in rosso. La mappa mensile pubblicata da Assogestioni indica flussi netti totali tra fondi e gestioni per 2,96 miliardi di euro, dopo -1,95 miliardi di marzo, e gli altri due mesi in negativo segnalati dalle mappe dell’associazione di gennaio (-3,99 miliardi) e febbraio (-559 milioni). Il dato beneficia dei forti flussi sui fondi aperti che in aprile sono tornati a raccogliere: 4,54 miliardi, dopo due mesi in rosso (-4,41 miliardi in marzo e -573 milioni a febbraio). In questo contesto potrebbero avere avuto un ruolo importante i flussi negli Etf, strumenti che sono compresi nei conteggi dei fondi aperti, ma per i quali Assogestioni non dispone per ora di statistiche separate.
Via libera dell’Ivass alla fusione tra le due compagnie vita di Unicredit. L’istituto di vigilanza presieduto da Paolo Angelini ha dato il disco verde all’integrazione delle due ex joint venture, che hanno cambiato nome rispettivamente in UniCredit Life Insurance (ex Cnp Unicredit Vita) e Unicredit Vita Assicurazioni (ex Unicredit Allianz Vita e sono passate interamente sotto il controllo dell’istituto guidato dal ceo Andrea Orcel. Procede quindi la rioganizzazione della banca nel settore assicurativo, che ha comportato la creazione di una divisione bancassurance affidata ad Alessandro Santoliquido. Il piano prevede a questo punto l’integrazione di Unicredit Vita Assicurazioni in Unicredit Life Insurance, con la fusione attesa a novembre. La nuova realtà manterrà il nome Unicredit Life Insurancee disporrà di oltre 9 miliardi di premi assicurativi e 46 miliardi di riserve.
Quale sarebbe l’impatto sulle assicurazioni più grandi se l’investimento in titoli di Stato europei, a partire dai Btp italiani, non fosse più considerato a rischio zero ai fini dell’assorbimento di capitale come avvenuto finora? Lo ha chiesto l’Ivass, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni che dallo scorso aprile è presieduto dal direttore generale di Banca d’Italia, Paolo Angelini, alle compagnie che utilizzano il modello interno di Solvency II (o che stanno lavorando per adottarlo) in un monitoraggio destinato a chiudersi tra fine giugno e inizio luglio. Per ora è solo una verifica d’impatto, senza altre indicazioni operative, ma tanto è bastato per far alzare l’allerta ad alcune compagnie, con il dossier arrivato fin sulla scrivania del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. La questione è annosa ed è evidentemente anche politica. Negli ultimi anni la percentuale di investimenti in Btp da parte delle compagnie che operano in Italia si è costantemente ridotta: l’ultima fotografia scattata da Ivass nella relazione annuale di giugno 2025 evidenziava un calo al 21,2% del totale degli investimenti che, come rilevato da Ania, rappresentano una quota decisamente significativa per i conti pubblici italiani: circa 245 miliardi di euro, pari a circa il 10% dell’intero ammontare dei Btp in circolazione.

Considerando le novità apportate dalla legge 7 gennaio 2026, n. 1, al fine di tutelare i responsabili degli uffici finanziari e tributari, Anutel Ets ha sottoscritto la nuova polizza assicurativa con Groupama Spa per renderla conforme alle nuove previsioni legislative. La precedente polizza era stata stipulata dall’Associazione nel 1996 e come nuova garanzia generale la società Groupama si obbliga a tenere indenne l’assicurato di quanto questi sia tenuto a pagare quale civilmente responsabile, ai sensi di legge, per perdite patrimoniali involontariamente e direttamente cagionate a terzi, in conseguenza di errori commessi nell’esercizio delle sue funzioni consistenti in attività organizzativa e/o gestionale dei tributi, e/o nello svolgimento di mansioni a carattere amministrativo e/o contabile degli Enti Locali. In particolare, la polizza prevede che la responsabilità degli assicurati sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di danno erariale è compresa nel caso di fatti e/o omissioni imputabili agli stessi con “colpa grave”, specificando che in tali procedimenti la società è “litisconsorte necessario”.

Sono in totale 270 gli infortuni mortali denunciati all’Inail nei primi quattro mesi dell’anno, in calo dai 286 dello stesso periodo del 2025. A questi bisogna aggiungere otto i casi mortali relativi a studenti (erano cinque nel primo quadrimestre 2025). È quanto indicano i dati provvisori dell’Inail di aprile. In particolare, le denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro (al netto degli studenti) sono state 191, 16 in meno rispetto alle 207 del 2025 (-7,7%); quelle degli infortuni mortali in itinere, ovvero nel tragitto casa-lavoro, sono rimaste costanti a quota 79. In tutto le denunce di infortunio (al netto degli studenti) sono state 137.272 (+5,2%); 30.573 gli infortuni in itinere (+11,4%). Le denunce di infortuni degli studenti sono state 36.728, in aumento del 7,2%
Generali ha nominato Luca Cetrano (nella foto) chief investment officer a partire dal 1° giugno 2026. Riporterà direttamente al general manager Marco Sesana.
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