Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali
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Richiederà due anni la nascita dei due nuovi poli del credito nazionale: Intesa Sanpaolo-Mediobanca e Unipol-Mps. L’offerta pubblica di scambio da 30,6 miliardi di euro lanciata dalla banca guidata da Carlo Messina su Siena non è soltanto la più grande operazione bancaria degli ultimi anni ma anche il primo tassello di un progetto che, in base al calendario previsto, porterà nel 2028 alla chiusura di un riassetto con al centro migliaia di sportelli, dipendenti e immobili. Lo snodo centrale saranno le circa 40 autorizzazioni che il deal dovrà incassare nella seconda metà dell’anno coinvolgendo le authority di mezzo mondo. Il passaggio formale successivo è fissato per domenica 28 giugno, termine entro il quale (20 giorni dopo l’emissione del comunicato ex articolo 102 del Tuf) Intesa dovrà depositare alla Consob il documento d’offerta, che entro fine anno diventerà il vero e proprio prospetto informativo. Contemporaneamente l’istituto guidato da Messina dovrà presentare le istanze di autorizzazione alle numerose autorità coinvolte, sia italiane che internazionali. Per la grande presenza geografica di Intesa, Mediobanca, Mps e soprattutto Generali, il numero delle istituzioni estere coinvolte è molto elevato. Da quel momento si aprirà una fase di interlocuzione con Bce, Banca d’Italia, Ivass, Antitrust e con tutte le autorità di vigilanza dei Paesi nei quali operano le controllate da Mps e le partecipate coinvolte nell’operazione, compresa appunto Generali. L’esame più delicato sarà quello della Vigilanza, chiamata a esprimersi in primo luogo sulla qualifying holding procedure, cioè sull’acquisto da parte di Intesa di una partecipazione qualificata nel capitale del Monte a seguito dell’offerta.
Secondo le evidenze riportate nel recente 9° Rapporto annuale di Censis-Eudaimon il 43,6% delle imprese indica quale ragione prima del proprio welfare aziendale la volontà di aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori contenendo, al contempo, il costo del lavoro. Il 38,6% delle imprese indica la voglia di potenziare la capacità dell’azienda per attrarre e trattenere lavoratori, mentre il 32,1% ha indicato l’obiettivo di migliorare la social reputation dell’azienda. È invece solo il 12,1% delle imprese a indicare come ragione il rendere disponibili soluzioni per risolvere disagi e difficoltà dei lavoratori, consentendogli di operare in azienda con maggiore serenità. Riportando poi i dati del Corporate Welfare Lab, il nuovo Osservatorio realizzato da Luiss Business School in collaborazione con Edenred Italia si evidenzia un vero e proprio spread di produttività tra le aziende che hanno piani di welfare aziendale rispetto a quelle che ne sono prive (il 26,7% per le pmi, il 29,8% per le aziende medie, il 19,5% per le grandi imprese). È interessante poi approfondire come si collochi la percezione della previdenza complementare come elemento del welfare aziendale, considerando peraltro che dal 1° luglio entreranno in vigore le novità introdotte dalla Legge di Bilancio con la versione riveduta e corretta del silenzio assenso per i nuovi assunti e una serie di adempimenti informativi da parte delle aziende.
Il pacchetto elaborato dalla Commissione Europea per rilanciare la previdenza complementare nei diversi Paesi membri nell’ambito della strategia per l’Unione del Risparmio e degli Investimenti (Siu), interviene tra i diversi profili anche reinterpretando il principio della persona prudente. La Commissione Europea evidenzia come questo aspetto disciplina attualmente il modo con cui gli Iorp (i fondi pensione su base collettiva) e i fornitori di pepp (piano individuale di previdenza individuale paneuropeo) dovrebbero investire e gestire i loro portafogli.
Un tema sentito dagli operatori della pianificazione patrimoniale è quello relativo ai patrimoni senza eredi. Va ricordato che chi muore senza aver redatto un testamento lascia il proprio patrimonio assoggettato alla disciplina della successione cosiddetta «legittima». La normativa prevede che il patrimonio sia devoluto a determinate categorie di soggetti – i successibili – che hanno diritto a ottenerne una quota nell’ordine e secondo i criteri stabiliti dal Codice Civile. Cosa nota è che il legislatore ha previsto negli articoli 565 e 586 che in ultima istanza, in mancanza di altri successibili, l’eredità venga devoluta allo Stato. Pertanto quando guardiamo ai patrimoni senza eredi va rilevata l’importanza di redigere un testamento al fine di indirizzare e/o meglio regolare la devoluzione del lascito patrimoniale. Un ulteriore strumento idoneo all’indirizzo di tali patrimoni è il trust testamentario o inter vivos. Questo permette di affidare, spesso con il supporto di una letter of wishes, la gestione dei propri beni dopo la morte a un soggetto terzo, il trustee, che amministrerà il patrimonio secondo quanto precisato nell’atto istitutivo. Un’alternativa sono le fondazioni.
Due pilastri strategici, l’espansione in Asia, il lancio nel corso dell’estate dei primi cinque Etf attivi in Europa e una scommessa: nei prossimi anni la gestione attiva può tornare ad avere un vantaggio competitivo crescente. Tobias Pross, ceo di Allianz Global Investors (GI), società di gestione con masse per 598 miliardi di euro, traccia la rotta del gruppo e individua nella Cina, nei mercati privati e nelle strategie orientate al reddito alcune delle opportunità per gli investitori. Con un suggerimento anche per incentivare il risparmio previdenziale
Bolle informative, messaggi pubblicitari nascosti, utilizzo aggressivo della gamification e information overload, ovvero un eccesso di informazioni che disorienta l’investitore e può spingerlo a un’operatività compulsiva. Sono i rischi che emergono nella «Comunicazione finanziaria tramite il canale digitale». Si tratta dell’ultimo quaderno FinTech della Consob (curato da Allegra Canepa, Massimo Caratelli, Dario Colonnello, Alessia Ottavianelli e Paola Soccorso) che evidenzia i principali tranelli che l’investitore retail si trova a fronteggiare nell’ecosistema della comunicazione finanziaria su web e social. Sotto osservazione ci sono i finfluencer, creator che offrono consulenza e opinioni su finanza personale, investimenti e criptovalute tramite i social media. Il loro punto di forza è la capacità di instaurare un rapporto fiduciario con i follower, ritenuto più autentico e accessibile rispetto alla comunicazione istituzionale, e la nuova frontiera sono i virtual influencer creati con l’intelligenza artificiale
- Focus su Contopolizza Protetto
Italiana Contopolizza Protetto è un contratto di assicurazione sulla vita a premio unico o premio unico ricorrente, con capitale rivalutabile, le cui prestazioni sono collegate alla gestione separata Prefin Plus. Il contratto è a vita intera, pertanto la sua durata è pari al periodo compreso tra la decorrenza del contratto e il decesso dell’assicurato. Italiana Assicurazioni non è autorizzata ad estinguere unilateralmente il contratto. Il contraente può variare (o anche azzerare) l’importo del versamento annuale pattuito nel piano sottoscritto in proposta, e/ o il frazionamento dello stesso. Il contratto prevede il versamento di un premio unico o di un premio unico anticipato di importo non inferiore a 1200 euro e massimo di 1
milione di euro annui, con facoltà di effettuare versamenti aggiuntivi di importo non inferiore a 500 euro per ogni annualità assicurativa. In ogni caso, il totale dei premi che può essere complessivamente versato sulla medesima polizza o su più polizze, da un unico contraente, non può superare 2 milioni di euro.

