Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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La buona notizia è che i nuovi iscritti alla previdenza complementare nel 2025 sono stati 757 mila, il numero più alto da dieci anni. Per oltre la metà lavoratori con meno di 35 anni. La prova che i giovani sembrano finalmente essere più consapevoli dell’importanza di crearsi una pensione di scorta da aggiungere a quella pubblica destinata a ridursi. Gli iscritti totali, a fine 2025, hanno superato li 10 milioni, quasi il 5% in più rispetto all’anno precedente, e poco meno del 40% del totale dei lavoratori. Tendenze emerse durante la relazione annuale della Covip, l’autorità di vigilanza sui fondi pensione, che ha anche mostrato una crescita delle risorse complessivamente accumulate, salite, a fine 2015, a 262 miliardi (+7,7% rispetto al 2024), soprattutto per la dinamica positiva dei mercati finanziari. Ora rappresentano il 11,6 % del pil e il 4% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. Positive le performance. I comparti azionari hanno avuto i rendimenti medi più elevati, tra il 7,5% e il 10%, quelli bilanciati tra il 3,5% e il 5,5%. Mentre contenuto è stato il risultato degli obbligazionari, comunque rimasti in nero. La brutta notizia è che nella previdenza complementare, come nei salari, permane il gender gap: le donne rappresentano solo il 38,8% degli iscritti e hanno un contributo medio inferiore del 16% agli uomini
Due nuove acquisizioni per Facile.it. La tech company, leader nel brokeraggio assicurativo e finanziario, nell’offerta di utility e nel noleggio auto a lungo termine, ha rilevato Infodrive Service Srl e Fideas srl. La prima è una società che opera nei servizi di assistenza automotive, la seconda un’agenzia assicurativa specializzata nell’intermediazione per le imprese.
  • Dati e ESG fanno evolvere l’underwriting assicurativo
Il segmento imprese nel nostro Paese è in crescita ma rimane meno assicurato rispetto ad altri contesti europei. REVO Insurance si posiziona nel mercato italiano come un player specialistico focalizzato sul segmento delle PMI e dei professionisti, che opera con agilità e velocità nel mondo
dei rischi Specialty. Abbiamo approfondito con Matteo Mambrin, Head of Underwriting di REVO, il ruolo dei dati e dell’intelligenza analitica nell’underwriting e nella gestione del rischio e, in particolare, il valore delle metriche Environmental, Social e Governance.
  • REINVENTARE LE COMPAGNIE
L’innovazione assicurativa non passa più soltanto attraverso nuovi prodotti, ma sempre più spesso attraverso investimenti in tecnologia,
startup e modelli distributivi. È in questo scenario che si inseriscono i dati diffusi dall’Italian Insurtech Association, con l’obiettivo di promuovere l’innovazione nel settore. I numeri relativi al 2025 e le prime stime sul 2026 delineano un mercato in crescita, sostenuto da un progressivo
aumento delle risorse destinate alla trasformazione digitale. Il 2025 si è chiuso con investimenti in insurtech in Italia pari a circa 1,2 miliardi di euro, secondo i datielaborati dall’Italian Insurtech Association assieme all’Osservatorio Insurtech del Politecnico di Milano. Una cifra che fotografa un’accelerazione degli investimenti da parte degli operatori del settore e che trova conferma anche nei risultati dell’Insurtech Investment Index 2025, realizzato da Italian Insurtech Association ed elaborato dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.
  • Freelance, più tutele contro i rischi Asse Lokky-Acta per le partite Iva
Essere freelance in Italia significa operare in un contesto che offre autonomia e flessibilità, ma che espone anche a una serie di rischi
professionali ed economici spesso gestiti in modo individuale. Da questa considerazione nasce la partnership tra Lokky e Acta, l’associazione
che rappresenta e tutela i lavoratori autonomi, con l’obiettivo di sviluppare e promuovere soluzioni assicurative dedicate alle partite Iva.
  • WTW rileva Redefind e si rafforza nell’assicurazione dei digital asset
Le criptovalute entrano sempre più nel perimetro dei servizi assicurativi e i grandi operatori del settore si muovono per presidiare un mercato
in evoluzione. In questa direzione si inserisce l’acquisizione di Redefind da parte di WTW-Willis Towers Watson, operazione che rafforza la
presenza del broker nel comparto degli asset digitali. La notizia riguarda una piattaforma britannica specializzata nell’assicurazione delle criptovalute e degli asset digitali. L’obiettivo è consolidare il posizionamento di WTW in un segmento considerato in crescita e sempre più influenzato dagli sviluppi normativi
  • L’approccio insurance in a Box
Il settore assicurativo sta attraversando una trasformazione profonda, guidata da tre direttrici principali: intelligenza artificiale, crescita dell’insurtech e modernizzazione delle infrastrutture tecnologiche interne. Non si tratta più soltanto di digitalizzazione dei servizi, ma di una vera riconfigurazione del modello operativo delle compagnie. Il primo grande trend è l’adozione massiva dell’intelligenza artificiale. Secondo recenti
analisi di mercato, oltre il 70% dei Ceo del settore assicurativo considera l’AI la principale area di investimento strategico. L’intelligenza artificiale viene utilizzata per automatizzare la gestione dei sinistri, migliorare la valutazione del rischio e rendere più personalizzate le polizze, riducendo tempi e costi operativi. In parallelo, l’AI generativa sta iniziando a essere integrata anche nei processi interni, dalla consulenza al customer service.
  • Il rischio climatico costerà al 2050 fino al 6% del pil Italia
    Deloitte: con temperature +4° perdite per 52 mld di euro
Le coperture che proteggono dal rischio prima sono in primo piano. I danni diretti alle infrastrutture italiane causati dal cambiamento climatico potrebbero raggiungere i 5 miliardi annui entro il 2050. A seconda dell’intensità degli impatti economici, potrebbe verificarsi una progressiva riduzione del Pil, compresa tra l’1,6% e il 6% entro il 2050. Tra le Pmi italiane, però, solo il 14% ha adottato misure per la continuità operativa
in caso di eventi estremi e soltanto il 10% ha introdotto azioni di adattamento rivolte a infrastrutture e asset fisici. A dirlo è un recente Deloitte («Il rischio climatico in Italia. Dagli scenari alle proposte di intervento») che analizza l’impatto del rischio climatico sul contesto economico-finanziario italiano e la maturità delle piccole e medie imprese nell’affrontarne le sfide. Il report è stato realizzato con la collaborazione di
esperti del Politecnico di Milano, dell’Università Ca’ Foscari, del team dell’area Climate della Florence School of Regulation (European University Institute) e con Ipsos-Doxa.
  • Corgi Ins. raccoglie 100 milioni
Una nuova generazione di startup sta trasformando il settore assicurativo, spingendo verso modelli sempre più AI-native,
automatizzati e data-driven. L’innovazione non riguarda più solo la distribuzione del le polizze, ma l’intera catena del valore: underwriting,
gestione sinistri e pricing. Tra le realtà più interessanti spicca Corgi Insurance, una startup insurtech che ha sviluppato una piattaforma assicurativa «full-stack» basata su intelligenza artificiale. La società ha recentemente raccolto circa 100 milioni di dollari di finanziamenti,
raggiungendo una valutazione di circa 2,6 miliardi di dollari. Il suo modello è interamente digitale: utilizza algoritmi AI per automatizzare la sottoscrizione delle polizze e la gestione dei sinistri, riducendo drasticamente tempi e costi operativi.
L’accelerata dell’elettrico generata dal rincaro generalizzato dei carburanti spinge le esportazioni di auto cinesi a nuovi record, mentre il mercato domestico continua a rallentare. A maggio le case automobilistiche della Cina hanno esportato 809 mila vetture, in crescita del 73% rispetto allo stesso mese del 2025, grazie soprattutto alla forte domanda internazionale di veicoli elettrici e ibridi plug-in.

I danni causati dai robot si chiedono direttamente all’assicurazione del responsabile. Lo schema di dlgs attuativo della legge 132/2025 in materia di responsabilità civile, approvato in via preliminare dal consiglio dei ministri del 10/6/2026 (si veda ItaliaOggi di ieri), prevede, infatti, l’azione diretta per il risarcimento nei confronti delle compagnie. Tra gli effetti delle norme in corso di approvazione, si possono prevedere un impulso al mercato assicurativo, chiamato a misurarsi con le ricadute delle nuove tecnologie, e una spinta alle imprese ad adeguare i processi produttivi per prevenire esborsi. La bozza di dlgs, dunque, agevola il danneggiato che intende promuovere l’azione di risarcimento del danno, sia contrattuale sia extracontrattuale, causato nell’utilizzo di un sistema di intelligenza artificiale. Al danneggiato vengono, infatti, concesse alcune prerogative
Le sanzioni per violazioni delle norme sull’Intelligenza artificiale (IA) si fanno in tre: comprendono avvertimenti, misure non pecuniarie e le sanzioni in denaro. Il quadro delle reazioni punitive, messe a carico di chi trasgredisce obblighi e adempimenti previsti dal regolamento Ue sull’IA n. 2024/1689 (AI Act), dunque, rispetta principi di garanzia, primo tra tutti il principio di “necessaria offensività”. In base a questo principio l’ammenda non viene inflitta se i fatti sono caratterizzati da scarsa offensività o pericolosità. È quanto prevede lo schema di decreto legislativo attuativo della legge 132/2025, materia di poteri delle Autorità nazionali per l’IA. A riguardo delle sanzioni, il provvedimento prevede di avvalersi della facoltà prevista dall’AI Act di introdurre limiti massimi inferiori rispetto a quelli europei, calibrando le sanzioni sul grado di responsabilità dei soggetti coinvolti lungo la catena di approvvigionamento dei sistemi di IA
Il robot non può licenziare e l’uso delle IA in azienda deve essere considerato nell’analisi dei rischi. Inoltre, cambia l’importo dell’equo compenso per il professionista che si serve dell’IA e gli ordini professionali devono pianificare la formazione continua inserendo temi, anche deontologici, collegati alle nuove tecnologie. Sono questi alcuni dei contenuti principali, in materia di lavoro, dello schema di d.lgs. attuativo della legge 132/2025, approvato in via preliminare dal consiglio dei ministri del 10/6/2026, che affida al ministero del lavoro e delle politiche sociali compiti di promozione di attività di formazione e riqualificazione (upskilling e reskilling ) dei lavoratori a rischio di sostituzione da parte di IA. La norma cardine della tutela del lavoratore, prevista dallo schema di dlgs, impone il controllo umano sulle fasi cruciali del rapporto di lavoro. Al datore di lavoro viene, infatti, vietato di adottare, unicamente sulla base di un trattamento automatizzato, le decisioni relative alla costituzione, modificazione e alla risoluzione del rapporto, compresi i provvedimenti disciplinari.
Nel 2025 il mercato immobiliare italiano torna a crescere. A livello nazionale, le compravendite di abitazioni aumentano del +6,6% e i mutui registrano un incremento del +18,8%, con una crescita del +30,4% del capitale erogato. I valori economici complessivi superano i 145 miliardi di euro (+4,3%). Nelle grandi città la ripresa è trainata dalle compravendite di prima casa tra privati e dalla forte centralità degli under 35, mentre mostra difficoltà il comparto del nuovo. Anche i mutui registrano una forte ripresa, con aumenti nei finanziamenti di fascia medio-alta e nelle surroghe. È quanto emerge dal focus elaborato dal Consiglio Nazionale del Notariato sulla base dei Dati Statistici Notarili (DSN) 2025, che analizza l’andamento delle compravendite e dei mutui a Milano, Torino, Verona, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo e Bar
Il riconoscimento giuridico dell’ente limita la responsabilità degli amministratori degli enti del terzo settore. Ciononostante, gli enti con personalità giuridica nel mondo degli Ets sono meno di un quarto. Tale limitazione, non si estende tuttavia agli amministratori negligenti ed alle specifiche sanzioni personali previste in capo agli amministratori dal Codice del terzo settore. Si applicheranno anche agli amministratori degli Ets le nuove regole del dlgs 47/2026
Elisabeth Potter, microchirurga plastica, ha denunciato pubblicamente United Healthcare dopo che la compagnia aveva tentato di bloccarle un intervento ricostruttivo, minacciandola di non rimborsarla, querelandola per diffamazione e di fatto paralizzandole lo studio. Invece di cedere, ha pubblicato registrazioni e documenti, diventando un simbolo di resistenza contro le lobby sanitarie, fino a parlare a Washington accanto a esponenti bipartisan che accusano le assicurazioni di arricchirsi sulla pelle dei pazienti. La vicenda mette in luce un sistema sanitario americano dominato da colossi privati e da un “divide et impera” che frammenta i 22 milioni di operatori sanitari, rendendo difficile una risposta unitaria agli abusi. Mentre continuano a emergere casi di conti sanitari esorbitanti, la storia di Potter evidenzia, per un lettore europeo, quanto sia preziosa una sanità pubblica come quella italiana, dove la cura è diritto e non solo mercato

Intervista al presidente Covip che affronta l’avvio dell’adesione automatica ai fondi pensione dal 1° luglio: Pepe esclude un rinvio, promettendo però un anno di maggiore tolleranza e un approccio collaborativo nella vigilanza. Sottolinea la necessità di monitorare con equilibrio la portabilità dei contributi e invita i fondi a comunicare meglio i propri vantaggi agli iscritti. Rispondendo alle critiche sugli scarsi investimenti in Italia, ribadisce che i fondi devono prima garantire sicurezza e rendimento, ma che serve rendere il Paese più attrattivo per il capitale previdenziale, anche con incentivi fiscali e fondi più grandi. Propone inoltre strumenti per aumentare le risorse e la partecipazione, soprattutto tra giovani e categorie scoperte. Infine, annuncia novità sul fronte della copertura previdenziale (nuovi settori inclusi) e l’arrivo dell’arbitro previdenziale entro fine anno o inizio 2027, con l’obiettivo di semplificare la risoluzione delle controversie.
La posta in gioco è complessa. Il suo oggetto trasparente è costituito dal controllo di Mediobanca, e – suo tramite – di Generali. Ma l’oggetto profondo, invece, riguarda la decisione di chi potrà gestire parte importante del risparmio degli italiani e al modo giusto di utilizzarlo. Quest’ultimo ha superato i 6mila miliardi (2024), di cui circa un quarto fermo in depositi bancari, magari a rendimento zero. Da questo punto di vista, è fondamentale – come ha detto recentemente il presidente di Confindustria Orsini – che parte di tale risparmio sia investito in imprese italiane. Con uno scopo, tra gli altri, quello di fare crescere la dimensione media di tali imprese. La questione si complica se teniamo in considerazione la dimensione europea. Se non altro perché circa 500 miliardi ogni anno di risparmio europeo – e quindi anche italiano – sono investiti negli Stati Uniti. Un corollario in materia consiste nel fatto che il risparmio italiano, di dimensioni notevoli come è, risulta diciamo così internazionalmente ambito.
Il risiko italiano tiene banco a livello europeo e promette nuovi colpi di scena. Una vivacità che testimonia, secondo gli analisti, come l’operazione da 30,6 miliardi di Intesa-Unipol sul Monte dei Paschi prometta di intaccare le gerarchie a livello continentale (Ca’ de Sass, se tutto andrà liscio, diventerà il secondo gruppo dell’Eurozona per capitalizzazione). Ma i giochi, ne sono convinti nelle sale operative, sono solo all’inizio. La scalata a Mps nelle ultime ore ha infatti scatenato la fantasia di broker e case d’affari che, dopo mesi di attesa su chi avrebbe fatto la prima mossa, guardano già ai tempi supplementari nella partita delle fusioni. Chi non ha dubbi è S&P che evita previsioni sugli esiti finali tra l’Opas di Intesa e la proposta di matrimonio “alla pari” di Banco Bpm, ma si attende sorprese: «Sebbene gli esiti potenziali di queste operazioni siano incerti, nei prossimi mesi potrebbero emergere ulteriori operazioni o transazioni nel settore bancario italiano» scrive l’agenzia di rating, sicura che ci sarà «un crescente consolidamento nel sistema bancario italiano con ulteriori fusioni e acquisizioni, poiché le grandi banche cercano di aumentare le proprie dimensioni per far fronte alle sfide future».
Condizione di mutualità a rischio per le emergenze climatiche e fitosanitarie. Le sempre più frequenti perdite di produzioni agricole dovute ai cambiamenti climatici in atto con fenomeni estremi che vanno dalle grandinate, alle gelate, alla eccessiva piovosità o siccità e ai sempre più pervasivi problemi fito-sanitari mettono a rischio il raggiungimento della condizione di mutualità prevalente per le cooperative agricole sia che esercitino in proprio le attività agricole e sia che provvedano alla commercializzazione, anche previa lavorazione o trasformazione, dei prodotti agricoli conferiti dai soci, le cd. cooperative di conferimento (es.: caseifici, cantine, oleifici, ecc.).
Le imprese che sono ammesse, senza passare dal click day, al bando Inail Isi 2025 hanno tempo fino al 9 settembre per presentare i documenti idonei per le domande presenti negli elenchi Ncd (No click day), pena la decadenza. Le altre imprese devono invece partecipare al click day che si terrà il 24 giugno. Tra i materiali da allegare all’istanza compare quest’anno, per la prima volta, la documentazione attestante il rispetto dell’obbligo di stipula della polizza contro i rischi catastrofali. Questa si affianca ai documenti probatori del rischio che può risultare dal documento di valutazione dei rischi (Dvr) o da apposita autocertificazione nei casi previsti. Tra la documentazione richiesta figura anche una specifica dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale il legale rappresentante dell’impresa dichiara di essere in regola con gli obblighi previsti dalla normativa in materia di copertura dei danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali. In base alle modalità operative stabilite dall’Inail, l’impresa deve inviare la domanda telematica generata direttamente dal sistema, nota come Modulo A, che deve recare la firma del titolare o del legale rappresentante dell’impresa.