Il Presidente dell’IVASS Paolo Angelini, nella sua presentazione della relazione dell’attività svolta dall’Authority nel 2025, ha evidenziato un contesto macroeconomico in brusca trasformazione, segnato dal conflitto nel Golfo Persico, dal ritorno di pressioni inflazionistiche e da un clima di rinnovata incertezza sui mercati. Nonostante ciò, l’economia italiana ha continuato a crescere, seppure a ritmi moderati, e il sistema finanziario ha finora assorbito l’urto delle tensioni internazionali senza instabilità significative. A questo scenario si sommano le importanti operazioni di aggregazione che coinvolgono primari gruppi bancari e assicurativi, su cui l’IVASS è già al lavoro insieme alle altre Autorità nazionali ed europee per verificarne la sostenibilità prudenziale e gli impatti sui modelli di business e sulla governance.
Assicurazioni italiane più solide, diversificate e redditizie
Nel 2025 le imprese assicurative italiane hanno rafforzato la propria solidità patrimoniale, incrementato la raccolta premi e migliorato redditività e liquidità, sia nel comparto vita sia nei rami danni. Nel vita la crescita dei premi (trainata dalle polizze unit linked) si è accompagnata a un calo del rapporto riscatti/premi, rientrato dopo le tensioni legate al rialzo dei tassi del 2023.
Sul fronte danni prosegue la ricomposizione del portafoglio: il peso dell’auto è sceso a poco più del 40 per cento, mentre crescono i segmenti salute e property, anche per effetto dell’introduzione dell’obbligo di copertura per le calamità naturali. La redditività è robusta sia nel vita sia nei danni, con ROE a doppia cifra, sostenuti anche dal regime temporaneo di sterilizzazione delle minusvalenze, rispetto al quale il Presidente indica come preferibile, in prospettiva, l’adozione generalizzata degli IAS/IFRS anche per i bilanci individuali.
Sul versante degli investimenti, l’indice di solvibilità è salito al 273 per cento e il portafoglio resta fortemente ancorato ai titoli di Stato, pur in un quadro di graduale diversificazione verso emittenti pubblici esteri. L’esposizione al private credit è in aumento ma ancora contenuta nel confronto europeo, così come è molto ridotta quella al venture capital, segmento verso il quale la riforma di Solvency II crea nuove opportunità ma che richiede competenze elevate e una gestione prudente dei rischi.
Catastrofi naturali: assicurati in crescita ma schema da rifinire
Un capitolo centrale della relazione è dedicato allo sviluppo delle coperture contro le catastrofi naturali, obbligo entrato a regime nell’aprile 2024. Il numero di polizze è cresciuto rapidamente nel 2025, superando le 700.000 unità a fine aprile 2026, con premi medi ancora sostenibili ma caratterizzati da significative differenze territoriali.
Proprio l’esperienza del primo anno mette però in luce alcune criticità del disegno normativo: i rischi coperti obbligatoriamente sono limitati (sismi, alluvioni, frane), mentre eventi come certe mareggiate o alcune tipologie di frana, pur generando danni ingenti, non rientrano nello schema e rischiano di alimentare una percezione di scarsa utilità della copertura. Ulteriori complessità riguardano le microimprese che operano in immobili di proprietà di terzi, per le quali il meccanismo di ristoro potrebbe rivelarsi poco comprensibile.
Il Presidente richiama il ruolo consulenziale delle imprese e delle reti distributive nel chiarire cosa è incluso ed escluso dalla copertura obbligatoria e nel proporre eventuali estensioni volontarie. Sul tavolo ci sono anche i temi degli incentivi alla prevenzione e della riassicurazione pubblica, specie nelle aree a maggiore rischio, alla luce della scadenza della garanzia SACE a fine anno. Un’adeguata valorizzazione delle coperture da parte del sistema bancario potrebbe inoltre innescare un circolo virtuoso tra assicurazione, mitigazione del rischio e condizioni di credito.
Tecnologia e resilienza operativa
Ampio spazio è dedicato ai rischi tecnologici e alle implicazioni dei modelli avanzati di intelligenza artificiale, che da un lato offrono potentissimi strumenti di difesa, dall’altro possono amplificare la capacità offensiva degli attori malevoli. L’evoluzione rapidissima dei modelli e la diffusione di “agenti” di IA autonomi pongono interrogativi delicati sulla ripartizione delle responsabilità tra sviluppatori, fornitori e utilizzatori delle tecnologie.
Le normative DORA e l’AI Act costituiscono il perno del nuovo assetto regolamentare europeo, mentre l’IVASS sta rafforzando la propria vigilanza ICT, anche in coordinamento con la Banca d’Italia e le altre Autorità. Le verifiche recenti hanno evidenziato carenze di risorse specialistiche in diverse compagnie e una forte esposizione ai rischi derivanti dai fornitori esterni, responsabili del 75 per cento delle segnalazioni di incidenti informatici nel 2025.
Le compagnie rispondono degli eventuali danni causati dagli incidenti operativi e cibernetici, compresi quelli riconducibili ai loro fornitori. Devono pertanto attivarsi per individuare rapidamente le proprie debolezze e dare priorità agli interventi più urgenti. Sui consigli di amministrazione ricade la responsabilità di definire e approvare la strategia di resilienza operativa digitale e di dotarsi di competenze
adeguate. La sfida richiede di affiancare uno sforzo di cooperazione alle indispensabili iniziative individuali, sottolinea il presidente.
Tutela dei consumatori e avvio dell’Arbitro Assicurativo
Da gennaio è attivo l’Arbitro Assicurativo, che ha già ricevuto oltre 1.700 ricorsi in pochi mesi, prevalentemente presentati direttamente dagli assicurati. Lo strumento sembra percepito come accessibile e concreto, anche se una quota non trascurabile di ricorsi è inammissibile per mancato previo reclamo alla compagnia, aspetto su cui l’Istituto richiama l’attenzione. Parallelamente, si lavora a un portale digitale per la gestione dei reclami, con l’obiettivo di aumentare velocità ed efficienza delle risposte.
La normativa recente ha ampliato i poteri di intervento dell’IVASS anche verso gli intermediari e ha introdotto la possibilità di impegni vincolanti in luogo di procedimenti sanzionatori, strumenti che potranno rivelarsi decisivi nel vigilare sulle attività cross‑border svolte in Italia da imprese estere in libera prestazione di servizi. Sul fronte della gestione delle crisi, è pienamente operativo il Fondo di garanzia vita e procede il recepimento della direttiva europea sulle crisi assicurative, che designa l’IVASS come Autorità di risoluzione.
A livello europeo, il Presidente sottolinea come il completamento del mercato unico finanziario e un rafforzamento del ruolo dell’EIOPA siano essenziali per garantire parità competitiva, ridurre l’arbitraggio regolamentare e innalzare in modo uniforme il livello di tutela degli assicurati. In questo processo l’IVASS si candida a svolgere un ruolo attivo, mettendo a disposizione analisi tecniche e proposte di riforma.
Il ruolo dell’assicurazione nell’economia che cambia
In chiusura, la relazione restituisce l’immagine di un’industria assicurativa italiana solida, profittevole e chiamata a un ruolo più attivo nel finanziamento dell’innovazione e nel sostegno alla transizione climatica e tecnologica. La revisione di Solvency II, con la liberazione di circa 5 miliardi di capitale e l’allentamento dei requisiti su alcune asset class di lungo termine, può rappresentare una leva importante, a condizione che le imprese sappiano cogliere le opportunità senza compromessi sulla prudenza.
La sfida, nelle parole del Presidente, è governare insieme – Autorità e mercato – un contesto segnato da conflitti geopolitici, cambiamento climatico, invecchiamento demografico e rivoluzione digitale. In questo scenario, assicurazioni e vigilanza sono chiamate a rafforzare il proprio contributo alla stabilità, alla crescita e alla protezione di famiglie e imprese, anche su fronti che la relazione annuncia ma rinvia a future occasioni, come la previdenza complementare, la sanità integrativa e le coperture della longevità.
© Riproduzione riservata