Crescono le denunce, aumentano le malattie professionali e cambiano i profili di rischio: occupazione nei settori ad alta intensità operativa, lavoratori extra‑UE e over 60 trainano la tendenza. Le imprese di assicurazione devono ripensare l’approccio RCO
di Leandro Giacobbi
La pubblicazione del primo Bollettino Trimestrale INAIL dell’anno – dedicato alle denunce di infortunio e malattia professionale del periodo gennaio‑marzo 2026 – è sempre un momento utile per capire se qualcosa stia cambiando rispetto all’anno precedente.
La risposta, quest’anno, è sorprendentemente chiara: il rischio lavoro in Italia non arretra. Gli infortuni continuano a crescere, le malattie professionali accelerano in modo significativo e solo i casi mortali mostrano un lieve calo, peraltro da interpretare con cautela.
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