L’adozione dell’Intelligenza Artificiale sta accelerando in tutto l’ecosistema assicurativo, ma le realtà di mercato sottostanti smorzano l’ottimismo diffuso. Mentre l’intensa pressione competitiva costringe assicuratori, broker e riassicuratori ad accelerare l’adozione di strumenti basati sull’IA, permangono preoccupazioni critiche relative ai rischi sistemici. Gli operatori del settore segnalano sempre più spesso vulnerabilità strutturali, avvertendo che i modelli attuali non hanno la maturità necessaria per un’implementazione a livello aziendale.
Queste le risultanze di un sondaggio condotto da GlobalData nel primo e nel secondo trimestre del 2026 (113 intervistati), che ha rilevato che l’IA di per sé non era pronta per un uso diffuso nel settore assicurativo, con quasi un quarto degli intervistati che ha selezionato questa opzione.
Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che i casi d’uso finora riguardano in gran parte il servizio clienti e i chatbot, piuttosto che un’implementazione su larga scala. La regolamentazione non è ancora del tutto adeguata e vi è preoccupazione riguardo a chi sia responsabile per gli errori commessi dall’IA.
La mancanza di competenze a livello aziendale è stata la seconda preoccupazione più diffusa. È interessante notare che il sondaggio ha rivelato un livello di preoccupazione maggiore da parte degli assicuratori rispetto ai consumatori riguardo alla loro preparazione. Solo il 5,3% degli intervistati ha ritenuto che la mancanza di comprensione da parte dei consumatori fosse la sfida più grande.
Altro dato significativo che emerge riguarda il mondo del lavoro: nel 2025 c’erano 63.293 offerte di lavoro attive relative alle competenze in IA nel settore assicurativo. Si tratta del numero più alto mai registrato e di un aumento del 50,9% rispetto al 2024. Ciò evidenzia che gli assicuratori stanno cercando di colmare il divario di competenze attraverso l’assunzione, ma l’IA sta crescendo così rapidamente che è difficile stare al passo.
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