I documenti e le immagini digitali rappresentano oggi uno strumento fondamentale nella gestione dei sinistri assicurativi. Tuttavia, la loro affidabilità è sempre più messa in discussione. A lanciare l’allarme è il GDV (l’associazione delle imprese assicurative tedesche), che evidenzia come le nuove tecnologie stiano rendendo le frodi assicurative più semplici e sofisticate.

Chi intende commettere una truffa, infatti, dispone oggi di strumenti molto più avanzati rispetto al passato. Grazie all’intelligenza artificiale è possibile ritoccare fotografie a prova di danni, modificare fatture o addirittura creare documenti completamente falsi ma altamente credibili. Secondo il GDV, il danno economico annuo legato alle frodi nei rami danni e infortuni supera ormai i sei miliardi di euro.

In realtà, la manipolazione dei documenti non è un fenomeno nuovo. Anche prima dell’avvento dell’IA venivano utilizzati software di fotoritocco o modifiche manuali alle fatture. Tuttavia, queste operazioni richiedevano competenze tecniche e spesso lasciavano tracce evidenti, come errori nei contorni, incoerenze nelle ombre o anomalie nella struttura dei documenti. Oggi, invece, l’intelligenza artificiale consente di generare immagini e documenti plausibili in tempi rapidissimi e con un livello di realismo molto elevato. Sono già stati riscontrati casi concreti, come fotografie manipolate relative a danni auto, immagini completamente artificiali di smartphone danneggiati o persino radiografie generate da IA per simulare interventi veterinari mai avvenuti.

Le frodi si concentrano tipicamente su fotografie, fatture, ricevute e metadati. Tra i segnali più frequenti vi sono incongruenze tra la data dello scatto e quella del sinistro, anomalie nella luce o nella prospettiva delle immagini, oppure documenti con font diversi, date incoerenti o importi poco credibili. Spesso emergono anche contraddizioni tra le immagini, i documenti e la dinamica del sinistro dichiarata. Tuttavia, un singolo elemento non è sufficiente a dimostrare una frode: è l’insieme delle incongruenze a fare la differenza.

Per questo motivo, la sola verifica visiva non è più sufficiente. Le compagnie assicurative adottano approcci più strutturati, analizzando l’intero sinistro e verificando la coerenza tra immagini, documenti, tempistiche e dinamica dei fatti. A supporto di queste attività vengono utilizzate tecniche forensi e strumenti tecnologici avanzati: analisi dei file e dei metadati, controllo della struttura dei documenti e sistemi in grado di individuare immagini riutilizzate in più pratiche. Anche tecnologie come i sistemi di imaging a infrarossi possono contribuire a rilevare alterazioni nei documenti.

L’intelligenza artificiale, infatti, non è solo uno strumento nelle mani dei truffatori, ma anche un alleato per le compagnie. I sistemi basati su IA sono in grado di analizzare rapidamente grandi quantità di dati, individuare anomalie e segnalare schemi sospetti. Resta comunque centrale il ruolo dei professionisti, ai quali spetta la valutazione finale dei casi.

Il GDV sottolinea infine che la grande maggioranza degli assicurati si comporta correttamente. Le attività di contrasto alle frodi non sono rivolte contro i clienti onesti, ma servono a tutelarli. Chi tenta di ottenere indebitamente un risarcimento tramite documenti falsi rischia conseguenze serie: dalla perdita della copertura assicurativa fino a sanzioni penali, che nei casi più gravi possono arrivare a pene detentive fino a dieci anni.

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