Fitch Ratings, in un nuovo report di metà 2026, conferma un outlook “in peggioramento” per il settore Global Reinsurance e per il London Market UK, segnalando che la fase di ammorbidimento del ciclo dei prezzi sta iniziando a pesare in modo più marcato sui risultati tecnici. Nel complesso, l’outlook del settore assicurativo globale resta “neutrale”, sostenuto da condizioni di business ancora resilienti nonostante uno scenario macro più complesso. Tuttavia, alcuni segmenti danni si stanno avvicinando a una valutazione peggiorativa, per via della maggiore esposizione a pressioni inflazionistiche e a una crescita economica più debole rispetto al segmento vita.
Per il Non Vita, Fitch prevede margini tecnici sotto pressione, per effetto combinato di:
crescita dei ricavi contenuta;
rallentamento della spinta sui prezzi;
inflazione sinistri in leggero aumento.
Questi fattori risultano solo parzialmente compensati da prezzi riassicurativi più bassi e da una minore frequenza sinistri legata al rallentamento dell’attività economica. Le linee commerciali e specialty sono viste come più esposte rispetto alle linee retail, dove gli assicuratori mantengono in genere maggiore potere di pricing.
L’agenzia segnala ulteriori rischi al ribasso:
un rallentamento economico globale più marcato del previsto, ad esempio a seguito della guerra in Iran, che potrebbe accentuare le difficoltà di pricing;
un aumento improvviso dell’inflazione dei costi di sinistro, con possibili sviluppi sfavorevoli delle riserve nei rami long tail;
l’elevata esposizione a eventi catastrofali di alta frequenza, con livelli di ritenzione ancora significativi in capo alle compagnie primarie.
Per il Vita, Fitch mantiene una lettura più positiva: gli assicuratori life sono considerati beneficiari netti di un moderato rialzo dei tassi e dei rendimenti da reinvestimento. Le commissioni dovrebbero restare solide, spinte dal passaggio strutturale verso prodotti capital‑light, sebbene restino sensibili alla volatilità di breve termine dei mercati. Si prevede la prosecuzione dei flussi verso prodotti di risparmio e previdenza, inclusi i trasferimenti di rischio pensionistico, con solo un lieve aumento dei tassi di riscatto e volumi di nuova produzione più deboli per maggiore avversione al rischio della clientela.
Fitch sottolinea che gran parte degli assicuratori vita ha esposizioni dirette limitate alla volatilità dei mercati finanziari, con crescente trasferimento del rischio d’investimento sui policyholder e riduzione di duration e market risk; inoltre le garanzie d’investimento sono in larga parte coperte da obbligazioni di alta qualità con scadenze coerenti e detenute fino a scadenza.
Resta tuttavia un punto di attenzione l’aumento delle allocazioni verso asset più complessi e illiquidi in alcune giurisdizioni, che potrebbe amplificare il rischio di perdita in uno scenario di stress creditizio. Uno shock con forte crescita di default e rendimenti sui titoli di Stato, accompagnato da maggiore avversione al rischio e da un’impennata dei riscatti, sarebbe negativo per il settore vita, benché Fitch ne giudichi bassa la probabilità nel 2026.
In sintesi, la maggior parte degli outlook settoriali assicurativi di Fitch per il 2026 resta “neutral”, ma le pressioni si concentrano in alcuni segmenti specifici:
Global Reinsurance e UK London Market, dove l’ammorbidimento del pricing sta iniziando a pesare sui risultati;
US health insurance, con ripresa dei margini attesa ancora limitata per l’incertezza normativa;
alcune aree dell’Asia‑Pacifico (vita in Cina e Taiwan) e del Messico (vita e danni), dove pesano rispettivamente volatilità legata a bassi tassi e maggior equity risk, vincoli valutari/capitale, pressioni sinistri e calo dei rendimenti a breve.
È una fotografia di un settore nel complesso stabile, ma con la riassicurazione globale chiaramente in una fase di attenzione: margini sotto pressione, ciclo prezzi meno favorevole e maggiore sensibilità a inflazione e shock macro-finanziari.
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