La divisione Ateco C25 della fabbricazione di prodotti in metallo, anello di congiunzione tra siderurgia pesante e industria dei macchinari, si conferma un comparto centrale per l’economia e per la sicurezza del lavoro, come evidenziato dall’ultimo report Dati Inail. Il settore, fornitore chiave per automotive, edilizia ed elettronica, mostra una solida capacità di crescita: il valore aggiunto al costo dei fattori è passato da 35,3 miliardi nel 2021 a oltre 41,6 miliardi nel 2023 (+17,8%), con circa 30.000 occupati in più in due anni e oltre 610mila addetti complessivi, a fronte di un aumento delle ore lavorate del 5,3% e di un numero di imprese in crescita dello 0,6%, in controtendenza rispetto al resto del manifatturiero. Nello stesso periodo il fatturato 2023, pari a 118,9 miliardi, risulta in lieve calo rispetto al 2022 ma in aumento del 15,6% rispetto al 2021, su livelli nettamente superiori al pre‑pandemia, mentre i dati Istat sulla produzione industriale indicano, a inizio 2026, un recupero congiunturale dopo la flessione del 2025.

Sul versante della sicurezza, la fabbricazione di prodotti in metallo è la divisione manifatturiera con il maggior numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro: tra il 2020 e il 2024 se ne contano 82.778, pari al 22,3% del totale della sezione manifatturiera, con 16.248 casi nel 2024, in diminuzione rispetto al 2023 ma superiori ai livelli del 2020.

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