Le associazioni assicurative di Italia, Germania, Francia, Spagna, Olanda e Polonia hanno sottoscritto il 26 maggio uno statement congiunto rivolto ai Ministri delle Finanze del gruppo E6 che si è riunito il 28 maggio a Berlino con l’obiettivo di accelerare la costruzione dell’Unione dei risparmi e degli investimenti (SIU). Il messaggio centrale è che l’Unione europea, davanti a pressioni geopolitiche crescenti e a prospettive economiche più deboli, deve adottare decisioni rapide e strutturali per rafforzare la propria autonomia economica e la propria capacità di crescita.
Secondo l’appello, il settore assicurativo europeo può svolgere un ruolo strategico in questo processo, ma solo se il quadro normativo sarà riallineato alle ambizioni politiche e industriali dell’Europa. Gli assicuratori chiedono quindi una regolazione più favorevole agli investimenti di lungo periodo, meno appesantita da oneri burocratici e più coerente con l’obiettivo di rafforzare competitività, innovazione, protezione dei cittadini e copertura del gap pensionistico.
Richieste principali
La prima richiesta riguarda un approccio più ambizioso alla Savings and Investments Union, cioè all’integrazione europea del risparmio e degli investimenti. L’obiettivo è aumentare la capacità degli assicuratori di finanziare investimenti strutturali di lungo termine, per esempio in infrastrutture, così da sostenere la trasformazione economica dell’UE.
Un secondo blocco di richieste punta a una forte semplificazione del rulebook finanziario europeo. In particolare, il documento chiede di rinviare e snellire alcuni obblighi ritenuti eccessivi della Insurance Recovery and Resolution Directive, di ridurre gli adempimenti di reporting, di rafforzare il principio di proporzionalità e di semplificare le regole contabili e di revisione, soprattutto per le piccole e medie imprese assicurative.
Il testo insiste anche sull’eliminazione delle sovrapposizioni normative, citando espressamente il coordinamento tra DORA e CRA. A questo si aggiungono tre richieste politiche molto nette: un orientamento più attento alla competitività da parte delle autorità europee di vigilanza, una disciplina più semplice e praticabile per gli investimenti retail, e il ritiro della proposta FIDA sulla condivisione obbligatoria dei dati finanziari, considerata un rischio di ulteriore aggravio regolamentare e di indebolimento della sovranità digitale europea.
Digitale, AI e vigilanza
Un passaggio centrale del documento riguarda il digitale. Le associazioni chiedono un “Digital Omnibus” coraggioso, comprensivo anche di una revisione del GDPR, per evitare che la regolazione europea ostacoli l’adozione di tecnologie utili al settore assicurativo.
In questo quadro, viene criticata l’eventuale inclusione dei modelli statistici consolidati nella definizione normativa di intelligenza artificiale. Il timore è che un’impostazione troppo ampia produca vincoli sproporzionati su strumenti tecnici da tempo utilizzati in modo ordinario nell’assicurazione, ad esempio nella tariffazione, nella segmentazione e nella valutazione del rischio.
L’appello non si limita a richieste tecniche, ma contiene un messaggio politico preciso. Gli estensori ricordano che già nelle conclusioni del Consiglio europeo del marzo 2025 la Commissione era stata incaricata di monitorare la parità concorrenziale globale nei settori bancario e assicurativo, ma osservano che, mentre per le banche è prevista una valutazione di competitività, per le assicurazioni non esiste ancora un’iniziativa equivalente.
Per questo il documento giudica insufficiente l’approccio attendista della Commissione e chiede ai ministri E6 di inviare un segnale chiaro: serve una spinta più proattiva e organica per difendere la competitività di assicuratori e riassicuratori europei. Inoltre, si invita esplicitamente gli Stati membri a evitare fenomeni di gold-plating nell’attuazione nazionale delle norme europee, così da non aggravare ulteriormente i costi regolamentari.
I sei mercati E6 rappresentano oltre il 73% del mercato assicurativo dell’UE in termini di premi lordi contabilizzati e gestiscono circa 6,6 trilioni di euro di attivi, investendo più del 70% di tali asset nell’Unione europea.
Il documento sottolinea anche la funzione sociale ed economica dell’assicurazione: nel 2024 gli assicuratori danni hanno gestito sinistri per 289 miliardi di euro, mentre gli assicuratori vita hanno erogato quasi 490 miliardi di euro in prestazioni vita e pensionistiche. In parallelo, il settore è indicato come uno snodo chiave sia per la partecipazione delle famiglie ai mercati dei capitali sia per la riduzione del protection gap, in particolare rispetto alle catastrofi naturali e alla resilienza climatica.
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