Nel 2025 l’Arbitro Bancario Finanziario ha ricevuto 13.518 ricorsi, in calo del 3% sul 2024, ma con una ripresa del contenzioso nella seconda parte dell’anno e un forte spostamento verso servizi di pagamento e utilizzi fraudolenti.
I Collegi hanno deciso 12.554 ricorsi, con un esito sostanzialmente favorevole alla clientela (accoglimento più cessazione per accordo) nel 56% dei casi: il 37% delle istanze è stato accolto, il 19% si è chiuso per cessazione della materia del contendere, mentre il 44% è stato respinto.
Il contenzioso sulla cessione del quinto di stipendio o pensione resta la materia principale (2.526 ricorsi, 19% del totale), ma con un crollo del 47% rispetto al 2024; su questa materia il tasso di esito favorevole ai clienti resta elevatissimo: 78% di ricorsi accolti e 10% cessati, con solo il 12% respinti.
In aumento invece i ricorsi su conto corrente (2.058, +26%, 15% del totale), bonifici (+63%), servizi e strumenti di pagamento nel complesso (+21%) e, soprattutto, le controversie per utilizzi fraudolenti di carte, bonifici e conti correnti, che raggiungono 4.951 ricorsi e il 37% del contenzioso totale.
Nel 2025 i Collegi hanno riconosciuto ai ricorrenti complessivamente 11 milioni di euro, con un importo medio di circa 2.600 euro per ricorso accolto, a fronte di 15,7 milioni nel 2024; di questi, 7,6 milioni risultano già restituiti alla clientela.
Il tasso di adesione degli intermediari alle decisioni è pari al 59%, ma al netto della cessione del quinto – dove permangono significativi inadempimenti – la percentuale di esecuzione sale al 94%, in linea con l’anno precedente.
Sul piano dei reclami “a monte”, la Relazione segnala oltre 356.000 reclami ricevuti dagli intermediari (+6% sul 2024), con un esito favorevole o parzialmente favorevole al cliente nel 36% dei casi; i ricorsi ABF rappresentano circa il 4% dei reclami complessivi e il 7% di quelli respinti dagli intermediari.
L’ABF emerge così come snodo centrale nel sistema di tutela: il tempo medio di definizione dei ricorsi scende a 107 giorni netti e, secondo un’indagine di customer satisfaction, la maggioranza dei ricorrenti giudica semplice la procedura e consiglierebbe l’Arbitro ad altri, pur con livelli di soddisfazione fortemente dipendenti dall’esito della decisione.
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