Rassegna Stampa assicurativa 30 giugno 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Lo scopo dichiarato, come ieri ha riportato questo giornale, sarebbe quello di una maggiore razionalizzazione dell’operatività dell’Ivass, già coordinata con quella della Banca d’Italia (a cominciare dalla presidenza e dal direttorio integrato), nonché di una piena condivisione delle funzioni di supporto e di una graduale integrazione del personale. L’obiettivo dichiarato è quello di conseguire una maggiore efficienza e sviluppare «una cultura di supervisione condivisa traendo il meglio dall’esperienza di entrambe le istituzioni» anche guardando ai modelli realizzati in Europa.
Operazione intragruppo in vista per Intesa Sanpaolo, che nell’ottica del processo di razionalizzazione delle strutture societarie in corso da tempo si prepara a fondere Sp Invest Sim in Fideuram. Lo schema di riassetto ha già ottenuto nei giorni scorsi il semaforo verde da parte dei board delle due società coinvolte, oltre che il via libera del cda della capogruppo.
Ieri il vertice della Popolare di Sondrio è tornato in Piazza Affari dopo 31 anni. Se nel 1991 la popolare allora guidata da Piero Melazzini era sbarcata a Palazzo Mezzanotte per quotarsi sul mercato ristretto, ieri la neonata spa ha presentato il primo piano industriale alla comunità finanziaria. La strategia al 2025 è stata peraltro apprezzata sia dal mercato che dagli azionisti e in borsa il titolo ha segnato un rialzo del 2,16% a 3,4 euro.
Si fa più salato il conto dell’avvio dei nuovo principi contabili internazionali Ifrs17 per il settore assicurativo. A dare una stima aggiornata è una ricerca realizzata da Wtw (ex Willis Towers Watson) a livello globale, nel quale gli assicuratori dichiarano che c’è ancora un’enorme quantità di lavoro da fare per poter applicare con successo i nuovi standard alla scadenza di gennaio 2023, e il costo totale è lievitato a 18-24 miliardi di dollari, il 20% in più rispetto alle previsioni fatte solo un anno fa.
Si è chiusa a 800 milioni di euro, quota massima prevista (o hard cap), la raccolta del fondo Nextalia Private Equity di Nextalia sgr, società di gestione lanciata lo scorso anno dal banker ex Mediobanca Francesco Canzonieri e promossa insieme a investitori istituzionali che vanno da Intesa Sanpaolo a UnipolSai, passando per Confindustria, Coldiretti e Micheli Associati. Un risultato raggiunto a sei mesi dal primo closing di 563 milioni e che ha superato l’obiettivo iniziale di raccolta, fissato a quota 600 milioni.
  • GENERALI
Collocato alla pari un nuovo bond green Tier 2 in euro da 500 milioni, con scadenza luglio 2032 e cedola annua del 5,8%.
  • La polizza di Poste Vita è etica
“Finanza sostenibile” è uno degli otto pilastri del piano industriale di Poste Italiane. Il nuovo strumento assicurativo rispetta i criteri ESG

La correzione di un refuso, a cura dell’Agenzia delle Entrate, sulla recente circolare avente per oggetto la detrazione del 110% ha spiazzato tutti e creato ulteriore confusione. Ma il dettato letterale della norma pare propendere sulla possibilità che con l’inizio dei lavori successivamente al 30 giugno sia possibile fruire della detrazione maggiorata per le spese sostenute entro il prossimo 31 dicembre.

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  • Auto, allarme 2035 Nella svolta verde Italia già in ritardo
Il countdown è iniziato. Nel 2035 nell’Unione Europea non saranno più vendute auto a benzina e diesel. Ed è molto difficile che in autunno, dopo il sì del Parlamento e l’accordo raggiunto nella notte tra martedì e mercoledì tra i ministri del Consiglio Ambiente della Ue, si possa modificare – in una nuova trattativa – la data della messa al bando. Il conto alla rovescia vede però l’Italia già in affanno.

  • Il Ddl sull’equo compenso pronto per l’ultimo sì
L’equo compenso ottiene il via libera della commissione Giustizia del Senato. Il testo del Ddl votato ieri all’unanimità (AS 2419) è lo stesso approvato dalla Camera il 13 ottobre 2021. Ora la parola passa all’aula del Senato. Il Ddl è stato presentato dalla leader di FdI Giorgia Meloni e integrato con le proposte di legge di Lega, Fi e M5S. Soddisfatto il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto: «È un passo in avanti verso il raggiungimento di un obiettivo importante per i professionisti italiani, lasciati per troppo tempo ai margini dell’attenzione della politica». Il presidente della commissione Giustizia Andrea Ostellari (Lega) sottolinea che grazie a questa norma i professionisti avranno «più tutele, maggiore qualità del lavoro e migliori possibilità di contrattazione con i grandi gruppi che fino a oggi dettavano le regole del mercato». Opinione condivisa dai colleghi di partito e di commissione Francesco Urraro ed Emanuele Pellegrini. Il Ddl infatti impegna i cosiddetti contraenti “forti” e quindi banche, assicurazioni, pubblica amministrazione – con l’esclusione di partecipate, cartolarizzate e agenti della riscossione – e imprese con più di 50 dipendenti o un fatturato superiore a 10 milioni di euro a rispettare dei parametri nei compensi.
  • Punito il professionista che accetta un corrispettivo esiguo
  • Generali, collocato green bond da 500 milioni
  • Grano, i tagli di fertilizzanti e la siccità abbattono la produttività fino al 25%